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"Sacro Macello di Valtellina" o "Sacro Macello della Valtellina", è una strage operata da un gruppo di fanatici cattolici, avvenuta nella notte tra il 19 e 20 luglio 1620 in un territorio comprendente i paesi di Tirano, Teglio e Sondrio, in Lombardia.

In questa strage si stima vennero uccise tra 400 e 600 persone tra donne, uomini e bambini, tutte di fede protestante.

Il Sacro Macello, capeggiato dal cavaliere cattolico e filospagnolo Gian Giacomo Robustelli e prodottasi dopo la rivolta anti-asburgica della Boemia, portò a un inasprimento della Guerra dei Trent'anni (1618-1648), scoppiata due anni prima.

Nonostante la questione religiosa, v'è da considerare che la Valtellina era un crocevia importantissimo per le comunicazioni e gli approvvigionamenti tra Spagna e Austria.

Fu lo storico Cesare Cantù a coniare il termine "Sacro Macello", nella sua Storia della città e della diocesi di Como del 1856.

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