La dolce vita dei conquistatori

Due libri di storia sulla città Eterna assediata e invasa nei secoli dai Galli di Brenno agli americani del generale Clark. Roma ha sempre fatto gola agli eserciti stranieri.

di Michele Coccia*

«Roma è stata la vittima di continue incursioni militari: di questo il libro rende lucidamente conto. Allo stesso tempo, essa ha assorbito una serie incredibile di "alterità", ciò che l'ha portata a essere la straordinaria città che conosciamo.

La tratta degli schiavi

Molti ritengono che i mercanti reperissero gli schiavi facendo incursione nei villaggi e rapendo chiunque volessero portar via.

Anche se è possibile che le cose andassero in questo modo, molto probabilmente i trafficanti di schiavi non sarebbero riusciti a portar via mi­lioni di persone "senza il supporto di una mas­siccia rete di sovrani e mercanti africani", ha detto nel corso di un'intervista radiofonica Robert Harms, professore di storia africana.

Oltre i Mille noti, spuntano eroi sconosciuti: un africano, un bimbo di 10 anni, un nonno di 77

di Mario Baudino

C’era anche un garibaldino di colore, nato nel Mozambico e arrivato chissà come in Sicilia. Si arruolò col nome di Giovanni Nicolasi o Nicolassi, da Catania, sicuramente molto presto perché venne assegnato alla divisione Turr, la prima dell’esercito di Garibaldi. Sulla sua scheda, scrissero «viso regolare» e «colorito nero». Aveva trent’anni e faceva il cameriere.

L'INVASIONE? COLPA DEL CALIFFO

di Carlo Panella*

Come può un disperato senza lavoro e magari in fuga da una guerra disporre di 3-4 mila euro, che nella sua patria sono pari ad almeno tre anni di stipendio di un lavoratore statale?

La domanda non è capziosa ed è indispensabile per evidenziare il mare di superficialità con cui in Europa si parla di clandestini e delle loro motivazioni.

Quella saga di sangue che è all'origine di Roma

E dell'idea di Res publica

di Ezio Savino*

Un saggio dell'archeologo Andrea Carandini svela i misteri di Giunio Bruto, che cambiò le sorti dell'Urbe (e del mondo) cacciando Tarquinio il Superbo

Oggi è il Parco della Musica, l’Auditorium di Renzo Piano, incastonato tra il Villaggio Olimpico e Villa Glori, nell’ansa del Tevere.