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La “Cronologia” della Grande Guerra 06

di Sergio Masini*

Siamo arrivati all’ultimo mese della “Belle Époque”. A partire dalla fine di giugno del 1914 il mondo non sarà mai più come prima, anche se gli europei faticheranno ad accorgersene.

Tutti i nodi stanno per venire al pettine: le manovre politico-diplomatiche, la corsa agli armamenti, i problemi sociali irrisolti, l’impossibilità di conciliare le ambizioni dei governanti, l’avidità degli imprenditori e degli speculatori, le spinte nazionalistiche stanno per far deflagrare l’Europa e con lei gran parte del pianeta, dominato, controllato o condizionato dalle potenze europee. Il 28 giugno, a Sarajevo, due colpi di pistola segneranno l’inizio della catastrofe.

1 Giugno

L’inviato del presidente americano Woodrow Wilson, Edward Mandell House, è ricevuto dal Kaiser Guglielmo II. Gli Stati Uniti intendono mantenersi neutrali rispetto alle alleanze che attraversano e dividono l’Europa, ma sono comunque preoccupati per il futuro e soprattutto per i propri investimenti.

2 Giugno

Il successo elettorale della sinistra alle elezioni legislative in Francia del 10 maggio consentirebbe di mantenere la stabilità del governo Doumergue, alla quale sono favorevoli i radicali. Ma Doumergue dà le dimissioni e occorreranno parecchi giorni al presidente Poincaré per trovare un nuovo Presidente del Consiglio nella persona di René Viviani, destinato a costituire un governo largamente costituito da radical-socialisti. Sarà questo governo a dover affrontare i drammatici eventi che si preparano.

6 Giugno

Primo volo della storia durante il quale il velivolo perde, sia pure per poco, il contatto con la terra (dalla Scozia alla Norvegia)

7 Giugno

La prima nave passa attraverso le chiuse del Canale di Panama.

7 Giugno

Ad Ancona si scatenano disordini tra lavoratori anconetani (principalmente portuali e ferrovieri appartenenti a sindacati autonomi di indirizzo socialista ed anarchico) e forze dell'ordine, schierate per difendere la parata militare celebrativa dello Statuto Albertino. Molti movimenti disapprovano la spedizione militare italiana in Libia, e nello stesso giorno della parata è prevista una manifestazione contraria ai festeggiamenti, alla monarchia e all'esercito. Visto il divieto di manifestare, i partecipanti si danno appuntamento a Villa Rossa, sede del partito Repubblicano. Dopo un comizio che infiamma gli animi, i manifestanti escono da Villa Rossa e subito incontrano le forze dell'ordine. Al tentativo di forzare il blocco, i carabinieri rispondono aprendo il fuoco e uccidendo Nello Budini di 24 anni, Attilio Giambrignani di 22 e Antonio Casaccia di 17.

7 Giugno

Nello stesso giorno si conclude il Giro d'Italia 1914, svoltosi in otto tappe per un percorso totale di 3162 km, vinto dall'italiano Alfonso Calzolari e ricordato come il Giro più duro dell'epoca eroica del ciclismo. Il prossimo si svolgerà dopo la guerra. Su 81 partiti, solo 8 corridori arriveranno al traguardo finale.

10 Giugno

Sciopero generale a seguito dell’eccidio di Ancona: inizia spontaneamente, ma poi è appoggiato da CGdL e Psi. Si scatena la “Settimana rossa” nel centro Italia. Ondate di dimostrazioni e scontri con le forze dell’ordine nelle Marche e in Romagna a seguito dell’eccidio di Ancona: 13 morti tra i dimostranti, 1 tra le forze dell’ordine, decine di feriti. Ancona è l’epicentro degli scontri. Si assaltano le armerie, i lavoratori portuali e ferroviari bloccano porto e stazione, rallentando l'arrivo di ulteriori militari chiamati come rinforzo, i palazzi pubblici vengono presi dai manifestanti. Si proclamano scioperi in tutta Italia e si hanno violentissimi scontri nella Romagna, a Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo e Roma. Il governo Salandra è incapace di controllare la situazione. Intere zone della penisola sfuggono allo stato, i comitati rivoluzionari cercano di riorganizzare la vita nelle città in loro possesso. Sembra imminente la guerra civile, ma presto i militari riprendono il controllo della situazione, anche perché la CGdL (Confederazione Generale del Lavoro), dopo aver inizialmente appoggiato lo sciopero, lo revoca e invita i lavoratori a riportare l’ordine.

10 Giugno

A Londra, alla Royal Albert Hall, si svolge il Gran Ballo celebrativo della Pace tra Inglesi e Americani, per festeggiare i cento anni di pace tra Stati Uniti e Impero Britannico. Organizzato da un comitato di nobildonne inglesi di altissimo rango, raccoglie il meglio dell’alta società inglese e Americana, compresi sei membri della famiglia reale Britannica. Con grande scorno delle nobili e ricche organizzatrici, l’evento è disturbato da una suffragette, ovvero una militante del voto femminile, che riesce ad arrampicarsi sul palco della sala e tenta di improvvisare un comizio, prima di essere allontanata con la forza. Il Ballo riscuote comunque un grande successo. Sarà l’ultimo del suo genere per alcuni anni, almeno fino a novembre del 1918, quando si organizzerà un evento simile per celebrare la vittoria inglese: il “Ballo della Vittoria – una Processione di Pace”. Il clima, naturalmente, sarà profondamente diverso.

12 Giugno

Genocidio greco. I greci della Focide sono massacrati da elementi dell’esercito ottomano.

13 Giugno

Nasce in Francia il governo Viviani.

14 Giugno

Dopo ben 16 morti tra i rivoltosi, la situazione torna definitivamente sotto il controllo dell'esercito. La “Settimana rossa” è finita, ma ha dimostrato l’entità del disagio sociale in Italia e, dopo la guerra, fungerà da esempio per il “biennio rosso”. Le forze conservatrici comprendono che solo una forte spinta nazionalista e patriottica può bilanciare il desiderio di riscatto della parte più acculturata del popolo.

15 Giugno

Nel pomeriggio, su Parigi si scatena una delle più terribili piogge della sua storia, con diverse vittime e gravi danni in tutta la città.

21 Giugno

Sul Figaro di Parigi appare un articolo nel quale un ambasciatore – di cui non si fa il nome – enumera tutte le ragioni che portano a temere che la Germania desideri la guerra. L’articolista teme il nazionalismo esasperato delle classi più elevate, del clero, delle forze armate e degli intellettuali. Proprio i latenti contrasti sociali indurrebbero i nazionalisti a spingere in direzione di una diversione delle energie all’esterno della società tedesca. Il popolo è fondamentalmente pacifico, la borghesia è confusa e facilmente suggestionabile, e una minoranza bellicista è capace di influenzare il popolo e il governo e spingere il paese verso la guerra. L’articolo si conclude esprimendo tuttavia la convinzione che se i pacifisti sono completamente impotenti, i “pan-germanisti” non sono strapotenti in Germania…

23 Giugno

Dopo essere rimasto chiuso per poter essere reso più profondo (e in grado così di far navigare navi più grandi, soprattutto quelle da guerra) il canale “Kaiser Wilhelm” è riaperto dal Kaiser, ma è visitato dalla flotta inglese comandata da Sir George Warrender ; lo stesso Kaiser Guglielmo II visita la corazzata di Sua Maestà Britannica “King George V”.

24 Giugno

Re Pietro I di Serbia nomina il figlio Alexander Principe reggente.

26 Giugno

“Le Figaro” pubblica un articolo spiritoso sulla decisione della presidenza della Camera francese di dividere l’aula in una serie di settori destinati ai differenti gruppi parlamentari. “Con i tempi che corrono – osserva l’articolo – è molto più difficile trovare un posto stabile per se stessi che dare stabilità alle proprie convinzioni”

28 Giugno

Assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, erede al trono degli Asburgo, e di sua moglie, Duchessa Sofia di Hohenberg, a Sarajevo, capitale della Bosnia-Herzegovina. Francesco Ferdinando è fautore di una politica in favore degli slavi nei territori dell’Impero Austro – Ungarico, fino al punto di auspicare una monarchia triplice (tedeschi, ungheresi e slavi) che superi la duplice monarchia (gli Asburgo sono imperatori d’Austria e re d’Ungheria). In questa sua posizione trova contrari lo stesso imperatore Francesco Giuseppe, ovviamente gli ungheresi e una parte delle forze armate, ma all’esterno anche i serbi lo considerano una minaccia, un ostacolo ai loro sogni di egemonizzare tutti gli slavi dei Balcani. La città è in festa, ma persino la giornata è stata scelta male: è l’anniversario di una storica sconfitta subita dai serbi oltre cinque secoli prima per mano dei Turchi. Il convoglio in cui viaggia l’Arciduca è composto da sette automobili scoperte in modo da poter godere al meglio anche della bellissima giornata di sole – gravissima imprudenza in una città solo da pochi anni passata sotto la sovranità totale dell’Impero. Nella seconda vettura trovano posto il Sindaco e un commissario di polizia, nella terza gli illustri ospiti con Francesco Ferdinando in alta uniforme e il generale Potiorek, e nelle successive ufficiali di ordinanza e personalità della corte imperiale. Si trova in città anche un manipolo di cospiratori del gruppo ultranazionalistico che fa riferimento ad elementi dei servizi segreti serbi ed è denominato “Mano Nera”. Uno di loro lancia un ordigno con l’obiettivo di uccidere l’Arciduca, ma la bomba rotola sotto la vettura successiva, provocando serie ferite agli occupanti. L’episodio non ferma il programma dell’evento, che prosegue senza variazioni per espressa volontà di Francesco Ferdinando. Dopo un discorso molto acceso indirizzato alla folla dal sindaco e dall’erede al trono, che parlano dal balcone del municipio, il corteo riparte verso il Museo Nazionale ma lungo la strada Francesco Ferdinando ordina di dirigersi verso l’ospedale per visitare i feriti dell’attentato mattutino. Il cambio di programma provoca un ingorgo e un forzato rallentamento del corteo all’altezza di un ponte, dove un altro dei congiurati, lo studente diciannovenne serbo-bosniaco Gavrilo Princip, trovandosi praticamente di fronte la coppia imperiale, non esita ad estrarre la pistola semiautomatica Browning calibro 7,65 ed esplode due colpi. Il primo colpisce all’addome la duchessa, il secondo ferisce al collo l’arciduca. Le vittime muoiono durante la corsa verso il palazzo del governatore. Gavrilo Princip è salvato dal linciaggio e sarà processato insieme agli altri congiurati, che cadono tutti nelle mani della polizia. Non sarà giustiziato e morirà in carcere.

29 Giugno

Il Segretario della Legazione di Belgrado invia un dispaccio a Vienna suggerendo la complicità serba nell’attentato di Sarajevo. Tumulti anti - serbi si scatenano a Sarajevo, in tutta la Bosnia e a Vienna e in alter parti dell’impero. 30 Giugno Si esprime cordoglio per la morte dell’Arciduca alla Camera dei Lords e alla Camera dei Comuni in Inghilterra, come in tutti gli altri Parlamenti d’Europa.

30 Giugno

Primo arresto del Mahatma Gandhi, che manifesta per i diritti degli Indiani in Sud Africa.

30 Giugno

“Bisogna sistemare una volta per tutte i serbi, e subito!”: così annota il Kaiser Guglielmo II a margine di un telegramma inviatogli dall’ambasciatore tedesco a Vienna.

*www.opinione.it

Vedi anche: La prima guerra mondiale 05

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