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La “Cronologia” della Grande Guerra 08

di Sergio Masini*

Agosto 1914

Ormai è la guerra. I “cannoni d’agosto” hanno cominciato a tuonare e in tutta Europa si muovono enormi masse di uomini, armati ed equipaggiati per uno scontro che dovrebbe finire addirittura entro l’autunno, “prima che le foglie cadano” come ha promesso il Kaiser di Germania Guglielmo II, rivolgendosi ai suoi soldati.

La guerra durerà quattro interminabili anni, e dopo nulla sarà più come prima. Milioni di morti, città distrutte, paesaggi devastati per sempre, fame e malattie mieteranno vittime sino all’anno dopo. Imperi cadranno, nuove nazioni sorgeranno, ma al termine del massacro i problemi resteranno tutti sul tappeto, e la pace sarà stata solo un armistizio, in attesa di un nuovo, ancor più terribile confronto.

Gli eserciti che si scontrano sono dotati di armi moderne, molto più micidiali che nel passato, ma le loro tattiche e le loro strategie sono ancora quelle del diciannovesimo secolo. I comandi supremi non hanno studiato a fondo le lezioni della guerra civile americana e della guerra russo-giapponese. Le esperienze belliche di quasi tutti gli ufficiali sono al massimo limitate ad episodi di guerra coloniale, ove hanno goduto di una evidente disparità di forze in loro favore. Le mitragliatrici sono in dotazione a tutti gli eserciti, in misura maggiore o minore a seconda delle disponibilità economiche o della competenza degli alti comandi, ma ancora i loro effetti sono sottovalutati.

Nessuno, benché sia stato già usato nella guerra ispano-americana e nella guerra russo-giapponese, ha ancora compreso gli effetti letali del filo spinato, che rallenta i movimenti delle truppe all’attacco e le espone al fuoco nemico. Per giunta, le uniformi indossate dalla maggior parte degli eserciti sono del tutto inadatte al nuovo tipo di guerra. La fanteria francese, ad esempio, indossa ancora anacronistici pantaloni rossi, che nei primi giorni di guerra faranno di ogni uomo un bersaglio a lunga distanza. Con la sarabanda delle dichiarazioni di guerra comincia la grande strage collettiva che passerà sotto il nome di Prima Guerra Mondiale o Grande Guerra. Forse l’epitaffio più adeguato è quello di sir Edward Grey, ministro degli esteri della Gran Bretagna all’inizio del conflitto: "I lampioni si stanno spegnendo su tutta l'Europa. Nel corso della nostra vita non le vedremo più accese".

1 agosto: Alle cinque del pomeriggio il Kaiser di Germania Guglielmo II ordina la mobilitazione generale. Alle sette, preso atto che la Russia respinge l’ultimatum che le è stato inviato, dichiara guerra all’Impero zarista.

2 agosto: l’esercito tedesco invade il Lussemburgo e intima al Belgio di consentire il passaggio attraverso il suo territorio. Il governo belga rifiuta e si prepara alla difesa. Il movimento attraverso il Belgio fa parte del Piano Schlieffen, dal nome del generale che è stato capo dello stato maggiore tedesco dal 1891 al 1905, nell’ipotesi di una guerra su due fronti (a est contro la Russia e a ovest contro la Francia sua alleata). Con la speranza che le grandi distanze e la disorganizzazione obblighino la Russia ad attuare la mobilitazione con diversi giorni di ritardo, la Germania deve sconfiggere rapidamente la Francia per spostare tutte le sue truppe contro i russi, avvalendosi del proprio ottimo sistema ferroviario interno. L’invasione del Lussemburgo, del Belgio e (nella prima stesura del piano) anche dell’Olanda consente di aggirare il fianco sinistro dell’esercito francese, evitandone le fortificazioni di frontiera, prendendolo alle spalle e puntando poi su Parigi. Nel corso degli anni il piano viene modificato e il capo di stato maggiore allo scoppio della guerra, von Moltke, lo ha modificato escludendo l’invasione dell’Olanda. Nei giorni successivi, per nuove ragioni strategiche, lo modificherà ancora fino a renderlo inservibile.

Dal 1882 l’Italia è legata a Germania e Austria-Ungheria dalla cosiddetta Triplice alleanza, mentre Gran Bretagna, Francia e Russia formano la Triplice intesa. La Triplice alleanza è un patto militare difensivo: l’Italia sceglie di non entrare in guerra in base all’articolo 4 del primo trattato, che consente una "benevola neutralità" nel caso che uno degli altri paesi contraenti non sia stato attaccato ma sia lui stesso l’attaccante in un conflitto contro altre nazioni. Perciò l’Italia resta neutrale, ma richiama la classe di leva del 1894 e prepara provvedimenti per la chiusura delle borse, il divieto di esportazione di molti prodotti e l’emissione di moneta. In realtà il governo italiano pensa di chiedere compensi territoriali all’Austria-Ungheria, o addirittura di cambiare alleanza se le verranno offerte condizioni più favorevoli. Winston Churchill, Primo Lord dell’Ammiragliato, decide la mobilitazione generale della marina britannica.

3 agosto: Ultimatum di Londra a Berlino: il governo inglese chiede spiegazioni alla Germania in merito alla decisione di invadere il Belgio. Il trattato di Londra del 1839 impone al Regno Unito di garantire l’integrità della piccola nazione, la cui posizione è cruciale per l’equilibrio europeo. La risposta deve arrivare entro le 23 (ora di Londra) del 4 agosto. Il governo tedesco si rende conto che la guerra con gli inglesi è ormai inevitabile. La Germania dichiara intanto guerra alla Francia, alleata della Russia.

4 agosto: Intorno alle 16, sette ore prima della scadenza dell’ultimatum inglese, la Germania invade il Belgio. Il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda reagisce all’invasione dichiarando guerra all’Impero germanico. I socialdemocratici tedeschi votano compatti a favore delle misure necessarie al conflitto e dichiarano che non abbandoneranno la patria nel momento del pericolo. L’unità internazionale dei lavoratori viene meno.

5 agosto: L’esercito tedesco avanza in Belgio. L’esercito belga si ritira, ma lascia combattenti isolati e anche qualche civile si lascia prender dalla tentazione di sparare un colpo. Agli stessi tedeschi, non preparati agli scontri nei villaggi, capita di spararsi l’un l’altro. Gli invasori si lasciano andare alle prime rappresaglie, fucilando alcuni civili. Alla fine, queste vittime saranno un numero elevatissimo: ben 5.521, e costituiranno un forte strumento di propaganda contro le atrocità degli “Unni”. Intanto, Liegi resiste. L’Austria dichiara guerra alla Russia. Il piccolo stato del Montenegro dichiara guerra all’Austria-Ungheria.

6 agosto: la Serbia, già impegnata a contrastare l’invasione austro-ungarica, dichiara guerra alla Germania. Il generale Erich Ludendorff apre una breccia nelle fortificazioni di Liegi. La Serbia dichiara guerra alla Germania. Il governo britannico decide di inviare un corpo di spedizione sul continente. È un piccolo esercito professionale, composto da 50.000 uomini. L’Austria-Ungheria ne schiera 3 milioni, 4 milioni la Francia, 4 milioni e mezzo la Germania e 6 milioni la Russia.

7 agosto: Truppe francesi entrano in Alsazia, nel tentativo di riprendere il territorio perduto al tempo della guerra franco-prussiana del 1870-71. Liegi capitola quasi interamente, ma i forti più moderni continuano a resistere. A Londra cominciano i primi arruolamenti di volontari.

9 agosto: una nave da guerra inglese, nel Mare del Nord, sperona e affonda un sommergibile tedesco, l’U-15. Alla fine della guerra oltre 180 U-Boot saranno finiti in fondo al mare, dopo che la guerra sottomarina avrà causato gravi perdite al naviglio alleato e neutrale, inducendo gli Stati Uniti ad entrare in guerra.

10 agosto: la Francia dichiara guerra all’Austria-Ungheria e il Montenegro alla Germania.

11 agosto: L’Italia apre negoziati segreti con il ministro degli Esteri britannico Edward Grey sulla possibilità di un intervento italiano a fianco dell’Intesa e contro Austria e Germania. Lenin scrive contro la guerra dalla Svizzera, esortando i lavoratori ad opporsi.

12 agosto: la Gran Bretagna e la Francia dichiarano guerra all’Austria-Ungheria, che a sua volta si decide a invadere la Serbia (in teoria, la guerra avrebbe dovuto limitarsi al contrasto tra questi due soli paesi). Il generale Potiorek attraversa la Drina e i soldati compiono terribili violenze sui civili. Anche questi fatti saranno oggetto di propaganda ostile. Parte il blocco navale della Gran Bretagna ai danni della Germania, per impedire alle navi mercantili e ai loro carichi di materie prime e rifornimenti di raggiungere i porti tedeschi del Mare del Nord. I primi reparti del corpo di spedizione britannico attraversano la Manica.

14 agosto: Truppe francesi entrano nella Lorena tedesca.

15 agosto: Il ministro degli Esteri inglese Edward Grey acconsente alle richieste italiane di compensi territoriali nel caso di un intervento a fianco dell’Intesa. Il governo giapponese appoggia l’Intesa e intima alla Germania di evacuare Tsingtao, possedimento tedesco dal 1898 in Cina e sede della squadra navale tedesca del Pacifico.

16 agosto: Sotto i colpi degli obici Krupp da 410 mm e degli austriaci Skoda da 305 si sbriciolano gli ultimi forti di Liegi e la città capitola. In Serbia Austriaci e serbi si scontrano nella notte nella battaglia del Cer.

17 agosto: I russi attaccano con le due armate di von Rennenkampf e Samsonov la Prussia orientale e con quattro armate la provincia austro-ungarica della Galizia. Lo stato maggiore tedesco, colto di sorpresa, ha una sola armata schierata sul fronte prussiano. Le prime truppe a varcare la frontiera sono quelle comandate dal generale Brusilov. I tedeschi entrano a Lovanio.

19 agosto: dopo tre giorni di combattimenti nella battaglia del Cer gli austriaci sono sconfitti dalle forze serbe e debbono ritirarsi, addirittura entro i loro confini nel giro di pochi giorni. La Serbia consegue così la prima vittoria delle potenze dell’Intesa, suscitando impressione e ammirazione. Intanto la I armata russa del generale Rennenkampf arriva a Gumbinnen. I tedeschi temono di dover abbandonare la Prussia orientale.

20 agosto: le truppe tedesche occupano Bruxelles. Lo stesso giorno muore, a 79 anni, papa Pio X. La Chiesa cattolica non è stata in grado di evitare la guerra, anzi è stata completamente inattiva sul piano diplomatico. I tedeschi entrano a Bruxelles, mentre in Lorena le truppe francesi subiscono una dura controffensiva e sono sconfitte a Morhange.

22 agosto: le prime truppe inglesi vengono impiegate in Belgio. Anche i francesi sono entrati in Belgio, in appoggio all’esercito di quel paese, ma subiscono gravi perdite. I tedeschi, inferociti dall’inattesa resistenza, continuano le rappresaglie contro la popolazione. Nella cittadina mineraria di Tamines i tedeschi uccidono 384 civili. Sul Fronte orientale, di fronte all’avanzata dei russi, lo stato maggiore tedesco destituisce il comandante in capo delle forze in Prussia orientale e lo sostituisce con il generale Paul von Hindenburg, richiamato dalla pensione, affiancandogli Erich Ludendorff (il conquistatore di Liegi).

23 agosto: il Giappone dichiara guerra alla Germania. La guerra diventa davvero mondiale. A Mons i 36.000 uomini del corpo di spedizione britannico si battono per tutto il giorno, perdendo 1.600 uomini, tra morti e feriti. A Dinant, in Belgio, i tedeschi accusano i civili di aver sparato sui soldati e uccidono per rappresaglia 612 uomini, donne e bambini.

24 agosto: Il corpo di spedizione britannico si ritira a sud, verso il confine francese.

25 agosto: I tedeschi prendono Namur, ultima fortezza belga. Continua la ritirata di francesi e britannici. In Alsazia, i tedeschi riconquistano la città di Mulhouse e pongono fine al tentativo francese di riprendersi la regione. Gli inglesi entrano nel Camerun tedesco.

26 agosto: A Le Cateau in Francia le mitragliatrici tedesche fanno strage dei britannici. Sul Fronte orientale le truppe russe conquistano Rastenburg, nella Prussia orientale. La Germania prepara il contrattacco, ma per portarlo a termine fruttuosamente deve trasferire soldati dal fronte occidentale, indebolendo la propria offensiva in quel settore. In Galizia l’esercito austro-ungarico costringe i russi a ritirarsi verso Lublino. In quest’area la guerra avrà un carattere di maggior movimento che sul fronte orientale. Capitola il territorio del Togo: duecento tedeschi e un migliaio di africani si arrendono a inglesi e francesi.

27 agosto: l’Austria-Ungheria dichiara guerra al Belgio. Grazie alla loro migliore organizzazione, al valore delle truppe e alla preparazione dei loro comandanti, i tedeschi infliggono una dura sconfitta ai russi a Tannenberg in Prussia. La prima armata attaccata è quella a sud comandata da Samsonov.

28 agosto: l’armata di Samsonov è costretta alla ritirata e l’altra armata russa non è in grado di aiutarla. Nel Mare del Nord, nella baia di Helgoland la marina britannica affonda tre incrociatori tedeschi e ne danneggia altri tre.

29 agosto: cadono in mano dei neozelandesi, ovvero delle forze imperiali britanniche le isole Samoa, dal 1900 protettorato tedesco.

30 agosto: Finisce la battaglia di Tannenberg o dei laghi Masuri. L’armata del generale Samsonov è circondata dai tedeschi. Samsonov si uccide sul campo di battaglia. I caduti russi sono almeno 30.000. I tedeschi dichiarano la cattura di 30.000 feriti, 95.000 soldati illesi, 500 cannoni. La Prussia orientale è totalmente liberata dai nemici. Anche per questa battaglia si usa la propaganda: i combattimenti non si sono svolti a Tannenberg, città vicina alla zona di guerra, ma questa località era stata teatro, nel 1410, di una sconfitta dei cavalieri teutonici per mano di polacchi e lituani. Il nome viene utilizzato per “vendicare” un evento che bruciava ancora nella memoria tedesca. Gli austriaci in Galizia provano ad attaccare le truppe zariste, che godono di superiorità numerica e contrattaccano. Dopo tre giorni di combattimento gli austriaci ripiegano e perdono 20.000 prigionieri. In Belgio, al termine di cinque giorni di massacri e devastazioni per rappresaglia contro i franchi tiratori, la città universitaria di Lovanio è semidistrutta: 1.100 edifici rasi al suolo, oltre duecento civili uccisi, la collegiata di San Pietro incendiata ed è annientata dal fuoco la storica biblioteca con i suoi 230.000 volumi. L’opinione pubblica francese, inglese e americana è sconvolta. Negli Stati Uniti si lanciano prestiti a favore del Belgio e la propaganda alleata dipinge ormai i tedeschi come barbari, assassini, violentatori e ora anche incendiari.

31 agosto: Continua la ritirata francese. La V Armata giunge a Craonne in condizioni pietose.

*www.opinione.it

Vedi anche: La prima guerra mondiale 07

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