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Fondamento delle istituzioni politiche costituzionali moderne

di Orlando Sacchelli*

Pur essendo un atto unilaterale di concessione da parte di re Giovanni Senzaterra, è ritenuta fondamento delle istituzioni politiche costituzionali moderne

La regina Elisabetta apre le celebrazioni per gli 800 anni della Magna Carta, il documento che nel 1215 pose le basi per la nascita dei diritti fondamentali dei cittadini.

Il doodle con cui Google celebra gli 800 anni della Magna Carta

La sovrana, con il principe William, il premier David Cameron e una delegazione di deputati sarà a Runnymede, lungo il Tamigi, non lontano da Windsor, dove re Giovanni Senzaterra, sotto la forte pressione dei suoi baroni, riconobbe per la prima volta che nessuno è al di sopra della legge (compreso il sovrano) e che ognuno ha diritto ad un processo equo.

Gran parte dei principi affermati sono diventati la base di altri celebri documenti successivi, compresa la Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti.

Fu chiamata magna per evitare di confonderla con un provvedimento minore, una carta rilasciata proprio in quegli anni per regolamentare i diritti di caccia.

Pur essendo, di fatto, una concessione del re, in realtà era un accordo con il quale le parti (il sovrano e i baroni) riconoscevano diritti reciproci.

Nel corso dei secoli è stata ripetutamente modificata da leggi ordinarie emanate dal parlamento, nonostante questo la Magna Carta conserva lo status di Carta fondamentale della monarchia britannica. Una copia ben conservata si trova nella cattedrale di Salisbury.

Vediamo le principali innovazioni contenute nella Carta.

- divieto per il sovrano di imporre nuove tasse ai suoi vassalli diretti senza il previo consenso del consiglio comune del regno, formato da arcivescovi, abati, conti e baroni, da convocare con un preavviso minimo di 40 giorni.

- garanzia, valida per tutti gli uomini di condizione libera, di non essere imprigionati senza che prima vi sia stato un regolare processo da parte di una corte di pari, se la norma è incerta o il tribunale non competente, o secondo la "legge del regno" (si fissa il principio dell'habeas corpus integrum);

- la pena da infliggere deve essere proporzionale rispetto al reato;

- una commissione formata da venticinque baroni ha il potere di dichiarare guerra al sovrano nel caso in cui questi infranga i suoi impegni. Da questo nacque, più avanti, il principio della legittima resistenza all'oppressione di un governo ingiusto;

- garantita l'integrità e la libertà della Chiesa inglese;

- si regolamenta la legge consuetudinaria "della foresta", abolendo i demani regi (foreste) creati sotto il regno di Giovanni e le multe comminate ai trasgressori;

- la Carta riconosce le libertà originarie (antiquas libertates) della città di Londra, dei borghi, delle ville e dei porti e concede a tutti i mercanti, esclusi quelli provenienti da paesi in guerra con il re, il diritto di ingresso e di uscita dal paese senza dover pagare alcunché.

Per agevolare il commercio si stabilisce che in tutto il regno siano adottate identiche misure per vino, birra e grano e inoltre che le stoffe fossero confezionate in modo standard.

Il motore di ricerca Google oggi rende omaggio alla Magna Carta con un doodle in cui è raffigurato re Giovanni che, di fronte alle proteste dei baroni, è costretto a riconoscere loro alcuni importanti diritti.

*www.ilgiornale.it