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La separazione delle colonie dal Regno Unito

di Orlando Sacchelli*

“Il secondo giorno di luglio del 1776 – scrisse John Adams alla moglie – sarà l’evento più memorabile della storia dell’America.

Sono portato a credere che sarà celebrato dalle generazioni future come una grande festa commemorativa.

Dovrebbe essere celebrato come il giorno della liberazione, attraverso solenni atti di devozione a Dio Onnipotente.

Dovrebbe essere festeggiato con pompe e parate, con spettacoli, giochi, sport, spari, campane, falò ed illuminazioni, da un’estremità di questo continente all’altra, oggi e per sempre”.

L’uomo che sarebbe diventato il secondo presidente degli Stati Uniti d’America sbagliò di soli due giorni.

Il giorno dell’Indipendenza, infatti, viene festeggiato ogni anno il 4 luglio.

Una festa importantissima per gli americani, seconda solo al giorno del Ringraziamento.

La separazione delle tredici colonie dal Regno Unito avvenne il 2 luglio 1776, in una sessione chiusa del Congresso, riunito a Filadelfia.

Due giorni dopo la Dichiarazione d’Indipendenza fu mostrata in pubblico e per festeggiare la nascita l’8 luglio fu suonata la Liberty Bell, ancora oggi venerata, negli Usa, come una preziosa reliquia.

New Hampshire, Massachussetts, Rhode Island, Connecticut, New Jersey, New York, Pennsylvania, Maryland, Delaware, Carolina del Nord e del Sud, Virginia e Georgia scelsero di separarsi dalla Gran Bretagna anche (ma non solo) per le pesanti imposterichieste dai sovrani europei.

La risoluzione d’indipendenza, proposta da Richard Henry Lee, fu approvata a larghissima maggioranza e trasformata poi in una vera e propria Dichiarazione d’Indipendenza.

Il documento fu stilato da una commissione formata da cinque illustri personaggi: John Adams, Benjamin Franklin, Thomas Jefferson, Robert R. Livingston e Roger Sherman.

Scritta in larga parte da Jefferson, la Dichiarazione d’indipendenza stabiliva la forma repubblicana e affermava i diritti naturali e inalienabili dell’uomo (vita, libertà e felicità), il principio della sovranità popolare e il diritto dei popoli alla rivoluzione e all’indipendenza

Londra ovviamente non gradì affatto questa levata di scudi da parte delle colonie americane. Ne nacque una sanguinosa guerra.

L’esercito americano, guidato da George Washington, si battè valorosamente ma nulla avrebbe potuto, contro gli inglesi, se a fianco dei ribelli non fossero intervenute Francia (1778), Spagna (1779) e Olanda (1780). Alla fine il Regno Unito, obtorto collo riconobbe l’indipendenza delle ex colonie con la Pace di Parigi (1783).

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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