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L'Arma dei Carabinieri (in precedenza Corpo dei Carabinieri Reali), insieme alla Polizia di Stato, alla Guardia di Finanza, alla Polizia Penitenziaria, è una delle  quattro forze di polizia italiane.

Il Corpo dei Carabinieri nacque il 13 luglio 1814

La festa anniversaria è stata fissata al 5 giugno di ogni anno con circolare del Comando Generale dell'Arma dei Carabinieri n. 204/41-1914 dei 7 aprile 1921:

"Avendo le aspre vicende della passata guerra rese, nella storia di ogni Arma e Corpo, alcune date particolarmente memorabili per sacrifici eroici compiuti o per il conferimento di alte ricompense, il Ministero della guerra ebbe non ha guari a disporre che apposita Commissione stabilisse, ex novo, quale dovesse essere la data della festa anniversaria di ciascun'Arma o Corpo.

Ora il prefato Ministero, mentre ha comunicato che verranno fra breve, e non appena saranno ultimati i relativi studi tuttora in corso, emanate disposizioni al riguardo, ha avvertito che la festa anniversaria dell'Arma, colle disposizioni stesse, sarà fissata al 5 giugno di ogni anno - data di concessione della medaglia d'oro all'Arma medesima - e che, ciò stante, la celebrazione di essa dovrà essere fatta anche per l'anno in corso alla data anzidetta.

Quanto sopra si comunica per opportuna conoscenza e norma di codesto Comando e di quelli dipendenti".

Nata come "Arma" nell'ambito dell'Esercito Italiano, nel 2000 è stata elevata al rango di forza armata autonoma con collocazione nell'ambito del Ministero della difesa.

È un corpo di gendarmeria, avente anche funzioni di polizia, al cui vertice vi è un "comandante generale".

In caso di emergenza, per contattare i Carabinieri è sufficiente comporre su qualsiasi apparato telefonico il numero 112 (senza alcun costo).

Nel clima della Restaurazione, Vittorio Emanuele I di Savoia, al rientro in Torino, dopo un periodo passato in sostanziale esilio a Cagliari (il territorio continentale del Regno di Sardegna era stato occupato dalle truppe di Napoleone Bonaparte) all'inizio del XIX secolo, emanò la legge reale del 13 luglio 1814 ("Regie Patenti") con la quale fu istituito il Corpo dei Carabinieri Reali, unità militare con compiti di polizia.

Da un punto di vista militare, si trattava di un corpo di fanteria leggera (con una componente di cavalleria), e dunque più elitario rispetto ad un corpo di fanteria di linea; il primo personale arruolato fu, infatti, selezionato nell'eccellenza dei reparti piemontesi, perciò venne considerato un corpo d'élite.

Il loro primo generale fu Giuseppe Thaon di Revel, chiamato a ricoprire la più alta carica del corpo il 13 agosto 1814.

Il 25 giugno 1833 con decreto del re Carlo Alberto di Savoia vennero adottati i colori del pennacchio (lo scarlatto ed il turchino).

Durante il Risorgimento furono impegnati su diversi fronti e dopo il compimento dell'unità d'Italia i Carabinieri Reali diventarono "Arma" del Regio Esercito l'8 maggio 1861, raggiungendo il rango delle suddivisioni principali come fanteria, artiglieria, cavalleria, divenendo componente effettiva del Regio Esercito dell'Italia unita.

 

Le principali battaglie cui prese parte il corpo prima delle guerre mondiali, sono:

  • Pastrengo, 30 aprile 1848, bandiera dell'Arma insignita della prima medaglia d'argento al valor militare.
  • Verona, 6 maggio 1848, bandiera dell'Arma insignita della prima medaglia di bronzo al valor militare.
  • Custoza, Staffalo, Sommacampagna, Valeggio, Milano, Peschiera del Garda, 24 luglio - 4 agosto 1848.
  • Perugia, Garigliano, Mola di Gaeta, 14 settembre - 4 novembre 1860.
  • Monzambano, Villafranca, Custoza, 24 giugno 1866.
  • Presa di Roma, 20 settembre 1870, insieme ai Bersaglieri.
  • Sciara Sciat e Due Palme (guerra italo-turca, 1911-1912).

Nella prima guerra mondiale si distinsero nella battaglia del Podgora, 19 luglio 1915, e per il contributo nel primo conflitto mondiale la Bandiera dell'Arma fu insignita della prima medaglia d'oro al valor militare.

Furono impegnati nelle varie fasi del colonialismo italiano e nella guerra d'Etiopia parteciparono alla seconda battaglia dell'Ogaden gli zaptié (ascari carabinieri), a partire dallla primavera del 1936.

Nella seconda guerra mondiale i Carabinieri si distinsero nelle seguenti battaglie:

  • battaglia di Culqualber (Etiopia), 6 agosto - 21 novembre 1941, Bandiera dell'Arma insignita della seconda medaglia d'oro al valor militare.
  • battaglia di Eluet El Asel (Libia), 19 dicembre 1941.
  • battaglia di Klisura (fronte greco-albanese), 16-30 dicembre 1941, Bandiera dell'Arma insignita di medaglia di bronzo al valor militare

Dopo l'armistizio di Cassibile diversi reparti si unirono alla resistenza italiana e presero parte alla guerra di liberazione; particolarmente nota è la figura del vice brigadiere Salvo D'Acquisto, che morì a Torre di Palidoro, vicino a Roma, durante la seconda guerra mondiale, precisamente il 23 settembre del 1943, ucciso dai tedeschi per rappresaglia dopo essersi autoaccusato per salvare 22 condannati a morte, benché innocente, per un presunto attentato avvenuto in quella località nel quale erano morti due militari germanici. Circa 2 700 carabinieri subirono la deportazione a vario titolo per essersi rifiutati di soggiacere alle disposizioni delle forze militari nazifasciste, soprattutto dopo l'8 settembre 1943. Dieci carabinieri figurano, inoltre, tra le vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine.

Nel 1962 il generale Giovanni De Lorenzo fu investito della carica di comandante generale dell'Arma, succedendo al generale De Francesco; il nuovo comandante sarebbe stato, nel bene o nel male, uno dei più conosciuti fra tutti i responsabili di questa istituzione ed avrebbe contrassegnato con la sua impronta un periodo della storia dell'Arma e di quella italiana per il supposto tentativo di golpe denominato piano Solo, con cui – nelle presunte intenzioni dei golpisti – l'Arma dei Carabinieri avrebbe dovuto instaurare un regime militare in Italia nel 1964 (con l'arresto e la deportazione nel poligono militare di Capo Marrargiu, in Sardegna, di 731 persone ritenute «pericolose per l'ordine pubblico»).

Per la repressione del terrorismo politico il corpo rinnovò la sua struttura organizzativa e nel 1974 nacque il nucleo speciale antiterrorismo e nel 1978 il primo reparto di forze speciali italiane, il Gruppo di intervento speciale.

Negli anni successivi per un più adeguato contrasto alla criminalità organizzata fu creato nel 1990 Raggruppamento operativo speciale, che contribuì alla cattura di diversi boss mafiosi.

Fin dalla sua fondazione ai sottufficiali e carabinieri erano imposte delle limitazioni relative alla possibilità di contrarre matrimonio. Nel secondo dopoguerra il D.L.L. n. 155 del 29 marzo 1946 limitava i sottufficiali a contrarre matrimonio solo dopo aver ultimato 9 anni di servizio ed aver compiuto il ventottesimo anno di età. Per appuntati e carabinieri vi erano limitazioni più strette e la condizione comune era quella di aver ultimato la terza rafferma triennale. Nel 1956 veniva promulgata una legge che prevedeva per i marescialli la possibilità di contrarre matrimonio senza limite di età; per brigadieri, vice brigadieri, appuntati e carabinieri, al compimento dei trent'anni di età. Nel 1989 veniva promulgata l'ultima legge in materia (la n. 322), rimasta in vigore fino al 15 marzo 2010, secondo la quale i carabinieri, i vice brigadieri e i brigadieri potevano contrarre matrimonio dopo aver compiuto quattro anni di servizio, avendo compiuto il venticinquesimo anno di età.

In applicazione della legge 20 ottobre 1999 n.380, dall'anno 2000 nell'Arma dei Carabinieri vengono arruolate anche le donne, senza alcuna distinzione per gradi e ruoli. L'unica distinzione che viene fatta è nella valutazione delle prove di efficienza fisica, con tabelle e punteggi separati da quelli maschili.

Fino all'anno 2000 l'Arma dei Carabinieri era parte integrante dell'Esercito Italiano con il rango di Arma (definita «prima Arma dell'Esercito»); attraverso l'art. 1 della legge delega 31 marzo 2000, n. 78 i carabinieri vennero elevati a rango di forza armata autonoma nell'ambito del Ministero della difesa, con l'emanazione del D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297.

Ciò ebbe come conseguenza per il Corpo di avere come comandante generale un ufficiale generale proveniente dai propri ranghi. Il primo comandante generale, proveniente dalle sue stesse fila, è stato nel 2004 il generale di corpo d'armata Luciano Gottardo. In precedenza il comandante generale dell'Arma era scelto da ufficiali generali in possesso di particolari caratteristiche provenienti dall'Esercito.

Nonostante il nuovo rango, secondo i principi stabiliti dalla legge 18 febbraio 1997, n. 25 sui vertici militari, ancora in vigore, non è concesso ad un ufficiale generale dei Carabinieri di ricoprire la carica di capo di stato maggiore della difesa che può essere assunta solo da un ufficiale generale dell'Esercito, della Marina o dell'Aeronautica.

Nell'ottobre 2016 con l'assorbimento del Corpo forestale dello Stato nasce il "Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare" alle dipendenze funzionali del ministro delle risorse agricole e forestali.

L'Arma dei Carabinieri, è divisa in cinque grandi branche:

  • l'Organizzazione centrale,
  • l'Organizzazione territoriale,
  • I'Organizzazione per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare
  • l'Organizzazione mobile e speciale
  • l'Organizzazione addestrativa, con le scuole allievi.

In aggiunta, sono presenti dei reparti autonomi con compiti particolari.

L'Arma dei Carabinieri ha istituito nel 1978 un reparto speciale con sede a Livorno, in particolare per l'antiterrorismo. Si tratta di un'unità d'élite, il Gruppo di intervento speciale (GIS), che dal 2004 fa parte delle forze speciali italiane, per le missioni all'estero. Altro reparto finalizzato ad operazioni particolari e di supporto alle forze per operazioni speciali è il 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania", unità militare aviotrasportata, con compiti di polizia militare e per operazioni all'estero.

Altri reparti impiegati all'estero, con compiti di sicurezza, polizia militare, nonché di ricostituzione e supporto alle forze di polizia locali nelle aree di crisi, sono quelli inquadrati nella Seconda brigata mobile carabinieri: il 7º Reggimento carabinieri "Trentino-Alto Adige" con sede in Laives (BZ) e il 13º Reggimento carabinieri "Friuli Venezia Giulia" con sede in Gorizia.

Tre altre unità sono degne di nota e dedicate alle operazioni speciali dell'Arma territoriale: lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori "Calabria",lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori "Sardegna" e lo Squadrone eliportato carabinieri cacciatori "Sicilia". I tre squadroni dislocati rispettivamente a Vibo Valentia, ad Abbasanta vicino a Oristano e a Sigonella sono stati creati per contrastare la criminalità organizzata e vigilare sul territorio montano.

Conseguentemente all'elevazione a rango di forza armata, l'Arma dei Carabinieri ha provveduto tempestivamente alla riorganizzazione del proprio Servizio sanitario.

La formazione del personale operante nelle Infermerie della "Benemerita" si forma presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Firenze per il ramo delle professioni sanitarie (fisioterapisti, infermieri e tecnici di radiologia) mentre il personale del ruolo di ufficiale medico accede attualmente per concorso pubblico a specifici corsi per Ruolo tecnico-logistico (RTL).

Il Servizio nasce dall'esigenza di gestire in maniera autonoma l'aspetto amministrativo proprio dell'Arma. Conseguentemente all'elevazione a rango di forza armata è stata necessaria la creazione di un Centro nazionale amministrativo trattenendo nelle proprie fila gli ufficiali del Corpo amministrativo dell'Esercito presenti all'atto della trasformazione in forza armata.

Con il decreto del Ministro dell'interno datato 28 aprile 2006, pubblicato in G.U. n. 193 del 20 agosto 2006 avente titolo "Riassetto dei comparti di specialità delle forze di polizia" sono state individuate le specialità dell'Arma dei Carabinieri e, più in generale, delle forze di polizia italiane. Sono, pertanto, settori di competenza dell'Arma:

  • Sicurezza in materia di sanità, igiene e alimenti: il Comando carabinieri per la tutela della salute svolge una attività di prevenzione e contrasto degli illeciti in materia di sanità, igiene e sofisticazioni alimentari. Concorre con la Guardia di Finanza;
  • Sicurezza nel settore agroalimentare: il Comando carabinieri politiche agricole e alimentari è principalmente impegnato nell'attività di contrasto alle frodi nel settore agroalimentare ferme restando le competenze della Guardia di Finanza (frodi comunitarie);
  • Sicurezza nella circolazione dell'euro e degli altri mezzi di pagamento: il Comando carabinieri antifalsificazione monetaria opera per la repressione del falso nummario.

Le altre attività legate a questa materia vengono svolte dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia di Stato;

  • Tutela del patrimonio culturale: il Comando carabinieri per la tutela del patrimonio culturale svolge un ruolo prioritario nelle funzioni di sicurezza che attengono alla salvaguardia del patrimonio archeologico, artistico e storico nazionale, ferme restando le competenze della Guardia di Finanza;
  • Tutela del lavoro: il Comando carabinieri per la tutela del lavoro svolge il compito di tutelare del lavoro in tutte le sue forme, reprimendo gli abusi e contrastando il lavoro irregolare, ferme restando le competenze della Guardia di finanza.
  • Tutela del patrimonio forestale e ambientale: dall'1 gennaio 2017 il Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare opera in difesa del patrimonio agro-forestale italiano, nella tutela dell'ambiente e del paesaggio e nel controllo sulla sicurezza della filiera agroalimentare.
  • Sicurezza in materia ambientale: il Comando carabinieri per la tutela dell'ambiente è impegnato nell'attività di controllo dei rifiuti nonché di controllo e prevenzioni delle violazioni connesse con le attività produttive.

Ai sensi del D. Lgs. 5 ottobre 2000, n. 297, l'Arma ha essenzialmente una duplice natura: quella di forza armata[15] e quella di forza di polizia. Per le due funzioni dipende, rispettivamente, dal capo di stato maggiore della difesa e dal Ministero dell'interno.

È quindi un Corpo militare di polizia (gendarmeria) a competenza generale ed in servizio permanente di pubblica sicurezza, dipendente dal comandante generale e dal capo di stato maggiore della difesa. In ragione della sua peculiare connotazione di forza di polizia ad ordinamento militare e competenza generale, le sono affidati numerosi compiti.

I compiti e le competenze sono principalmente affermati dal codice dell'ordinamento militare:

  • Compiti militari:
  1. concorso alla difesa della Patria ed alla salvaguardia delle libere istituzioni e del bene della collettività nazionale nei casi di pubblica calamità;
  2. partecipazione alle operazioni militari in Italia e all'estero sulla base della pianificazione d'impiego delle forze armate stabilita dal capo di stato maggiore della difesa;
  3. polizia militare:
  • operazioni di polizia militare all'estero, sulla base di accordi e mandati internazionali, concorso alla ricostituzione dei corpi di polizia locali nelle aree di presenza delle forze armate in missioni di supporto alla pace;
  • Pubblica sicurezza (p.s.): esercizio esclusivo delle funzioni di organo di sicurezza per l'Esercito, per la Marina Militare e per l'Aeronautica Militare, nonché, ai sensi del codice penale militare di guerra e di pace;
  • polizia giudiziaria: esercizio esclusivo di polizia militare alle dipendenze degli organi della giustizia militare;
  1. sicurezza delle rappresentanze diplomatiche e consolari italiane ivi compresa quella degli uffici degli addetti militari all'estero;
  2. assistenza ai comandi e alle unità militari impegnati in attività istituzionali nel territorio nazionale, concorso al servizio di mobilitazione;
  3. sicurezza militare: "L'Arma dei Carabinieri fornisce all'autorità individuata dal Presidente del Consiglio dei ministri nell'esercizio delle funzioni di cui all'articolo 1 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, elementi informativi necessari per il rilascio delle abilitazioni di sicurezza agli appartenenti alle Forze armate, al personale civile dell'amministrazione della difesa, nonché alle persone fisiche e giuridiche per lo svolgimento di attività produttive attinenti alla sicurezza militare dello stato".
  • Compiti di polizia (artt. 159 e 161 del D. Lgs. n. 66/2010):
  1. esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria e di sicurezza pubblica;
  2. mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza;
  3. quale struttura operativa nazionale di protezione civile, assicurazione della continuità del servizio di istituto nelle aree colpite dalle pubbliche calamità, concorrendo a prestare soccorso alle popolazioni interessate agli eventi calamitosi.
  • Compiti speciali:
  1. servizi presso gli uffici giudiziari;
  2. servizi presso la Presidenza della Repubblica;
  3. assolvimento delle scorte d'onore.
  • Istituzioni internazionali:
  1. peacekeeping: l'Arma è la forza di polizia italiana per la Forza di gendarmeria europea, e partecipa alle missioni internazionali con l'unità specializzata multinazionale.

Contribuisce inoltre ai servizi di polizia stradale sulla viabilità ordinaria oltre che nel servizio di frontiera lungo i confini terrestri.

L'uniforme ordinaria è di colore nero sia nella versione invernale sia estiva (esse si differenziano solo per la qualità del tessuto): si compone di una giacca a un petto con quattro bottoni argentati indossata sopra a camicia bianca con cravatta nera. Gli ufficiali hanno alamari a foglie d'acanto composti da palma, branca e nappo sui baveri (il rimanente personale ha gli alamari tradizionali dell'Arma in metallo fissati con clip o in filo d'argento).

Gli ufficiali, i luogotenenti e i marescialli aiutanti sostituti ufficiali di pubblica sicurezza non portano la banda rossa verticale sul lato dei pantaloni.

Il colore adottato dall'uniforme è variato sul nero solo verso la fine degli anni novanta. Sino a settembre 1987, il colore dell'uniforme estiva era il cachi (familiarmente noto come "coloniale") e prevedeva la cravatta, anch'essa cachi.

La cravatta fu abolita nell'Uniforme Ordinaria Estiva dall'estate 1984 consentendo la camicia aperta al primo bottone.

Per un breve periodo, dal 1990 sino al 1998-1999, l'uniforme estiva è stata di colore blu turchino (il modello blu e quello nero hanno convissuto per qualche tempo, nell'attesa che fosse completata l'acquisizione delle uniformi nere che costituiscono la dotazione vigente).

L'uniforme di servizio estiva si compone di una camicia di colore turchino e pantaloni neri; anch'essa sino alla fine degli anni ottanta era di color cachi. Tra il 1990 e 1999, per le ragioni prima ricordate, i calzoni furono blu turchino.

I marescialli, con l'eccezione dei luogotenenti, e i brigadieri capo nei servizi armati indossano il Sam Browne chiamato anche cinturone con spallaccio (ove viene appesa una fondina chiusa in cuoio per la pistola), mentre il restante personale indossa la tradizionale bandoliera e porta la pistola in una specifica fondina da fianco.

Gli ufficiali e gli ispettori (non in servizio armato) portano l'arma d'ordinanza sotto la falda della giacca.

Sin dalla fondazione del Corpo, i carabinieri portano sul bavero della giubba gli alamari anziché l'ordinaria mostrina di tutti gli altri militari italiani (con l'unica altra eccezione per i Granatieri di Sardegna): si tratta di una delle differenze che nel tempo questa uniforme ha sempre avuto rispetto alle altre (fra le prime, il colore celeste del colletto e dei paramani, la fodera rossa della giubba, i bottoni in argento bombati).

Il copricapo (il berretto) è rigido con fregio dell'Arma (metallico per appuntati, carabinieri e allievi, ricamato in tessuto argentato per i brigadieri, dorato per gli ispettori e gli ufficiali mentre per i generali il fregio è l'aquila dello stato maggiore con monogramma R.I. al centro, argento per i generali di brigata e di divisione, oro per i generali di corpo d'armata).

Gli ufficiali comandanti di reparto portano il fregio ricamato in oro bordato di rosso. Ogni berretto è nero e riporta un soggolo fermato da due bottoni bombati, il soggolo è nero per carabinieri, appuntati, brigadieri e allievi; per i brigadieri capo il soggolo è anch'esso nero ma con l'aggiunta di un galloncino argento screziato di nero.

Il soggolo diventa argentato screziato di nero al centro dal grado di maresciallo a quello di maresciallo capo con il numero di galloncini che aumenta con l'aumentare del grado. Per i marescialli aiutanti sostituti ufficiali di P.S. il soggolo è argento bordato di rosso con tre galloncini argento screziati di nero; per il grado apicale dei sottufficiali, ovvero il luogotenente, il soggolo è argento bordato di rosso con quattro galloncini anch'essi argento bordati di rosso.

Per gli ufficiali inferiori il soggolo e i galloncini sono interamente in argento senza screziature, per gli ufficiali superiori il soggolo diventa in doppio cordoncino intrecciato sempre argentato con galloncini argentati.

Per gli ufficiali generali infine il soggolo diventa una treccia argentata con galloncini argentati.

Per i generali con incarichi speciali (vice-comandante e comandante generale dell'Arma, che portano stellette bordate in rosso sulla spalline) i galloncini sono argentati bordati in rosso.

Il fregio dei carabinieri è una granata sormontata da una fiamma con tredici punte, piegata dal vento con monogramma R.I., anch'essa un segno di vicinanza con i granatieri (che hanno uguale granata ma con la fiamma ritta).

La grande uniforme speciale (GUS) è costituita dal tradizionale copricapo dell'Arma dei Carabinieri, una marsina (con code) con spalline metalliche con frange, cordelline ed eventuali decorazioni, sciarpa blu e sciabola per gli ufficiali, solo sciabola (o fucile da assalto AR 70/90) per il rimanente personale, bandoliera con giberna, pantaloni con bande; pantalone corto con doppia banda e stivali per i reparti ippomontati, camicia bianca con colletto diritto inamidato, guanti in filo bianco, stivaletti neri (con fascette metalliche di sperone per i soli ufficiali) e, se necessario, mantello di panno nero.

Il copricapo della grande uniforme speciale, detto "lucerna", si distingue per il notissimo pennacchio rosso e blu (gli ufficiali indossano invece la feluca detto anche "cento piume" rosso-blu).

I militari appartenenti alla Banda musicale dell'Arma dei Carabinieri e alle fanfare dei battaglioni indossano, invece, un pennacchio bianco e rosso.

L'uniforme operativa (o da ordine pubblico) è di colore blu: si compone di basco, giubba e pantaloni, fazzoletto da collo blu con profilatura rossa, guanti in pelle nera, stivaletti anfibi neri operativi. Per i seguenti reparti operativi è previsto un completo mimetico:

  • Cacciatori di Calabria e Sardegna, riconoscibili dal basco rosso (versione vecchia, tipo boschivo, anche detta woodland)
  • 1º Reggimento carabinieri paracadutisti "Tuscania" riconoscibili dal basco amaranto identico a quello indossato dai militari della Folgore (versione policroma vegetata)

Le uniformi femminili si distinguono da quelle maschili per le abbottonature, la foggia delle giacche, la gonna (solo all'interno degli uffici) e per il berretto di particolare foggia.

Prima del 2005 il reclutamento del personale per il ruolo di base (appuntati e carabinieri) avveniva tramite concorso pubblico aperto sia al personale civile sia ai militari del Corpo. Era anche possibile l'arruolamento previo superamento di concorso per allievo carabiniere ausiliario, quest'ultimo riservato ai cittadini di sesso maschile chiamati al servizio militare di leva in Italia.

Dopo l'emanazione della legge 23 agosto 2004, n. 226 (legge Martino), che ha sospeso l'operatività del servizio militare di leva in Italia a partire dal 2005 il reclutamento avviene con concorso pubblico riservato però ai soggetti già appartenenti ai ranghi delle forze armate italiane, o che abbiano comunque prestato un periodo di ferma presso le forze armate italiane.

Per i nati entro il 1985 (incluso), è inoltre necessario essere in regola con gli obblighi di leva (il che presuppone aver svolto il servizio militare obbligatorio). Il Decreto del Ministero della difesa 22 aprile 1999 n. 188 prevede dei limiti di età particolari per l'arruolamento nell'Arma dei Carabinieri.

La disciplina è oggi contenuta nel D. Lgs. 15 marzo 2010, n. 66 ("Codice dell'ordinamento militare"), che prevede anche delle riserve di posti nei casi tassativamente indicati dalla legge.

Le prove concorsuali oggi sono tenute nel Centro nazionale selezione e reclutamento sito nella caserma "Salvo D'Acquisto", a Roma, i vincitori vengono inviati presso le scuole allievi carabinieri, per ricevere l'addestramento iniziale.

Per quanto riguarda gli ispettori e gli ufficiali il reclutamento avviene attraverso concorsi pubblici aperti sia ai civili sia ai militari, oppure attraverso concorsi interni aperti esclusivamente ai militari in possesso di determinati requisiti.

tutti pazzi per la Civita

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