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Giuseppe Conte e Luigi Di MaioIn nome di una presunta civiltà, l'Italia resa più barbara e crudele

di Alessandro Sallusti*

Ci sono due temi nell'agenda di governo, l'abolizione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado e la revoca delle concessioni autostradali al gruppo Atlantia controllato dalla famiglia Benetton, su cui nei prossimi giorni si misurerà non solo la tenuta della maggioranza, ma il grado di civiltà che l'Italia vuole darsi nel futuro.

Su entrambi i dossier ci sono infatti in gioco libertà e diritti fondamentali sia dei privati cittadini sia delle imprese.

E non importa se i due provvedimenti stop alla prescrizione e revoca delle concessioni passeranno con voto parlamentare e, quindi, rispettando la forma della democrazia, perché la storia è piena di leggi incivili imposte da una minoranza quale è l'alleanza che sostiene oggi il governo - che ha saputo appropriarsi degli strumenti del potere.

Davvero il Pd e Renzi si accoderanno alla furia giustizialista di Di Maio e soci?

Davvero cade il principio di civiltà secondo cui un innocente in galera (o a processo per vent'anni) è cosa più incivile di un colpevole in libertà?

Negli ultimi giorni ho letto sui due fronti - le parole sorprendenti di due insospettabili signori esperti nei relativi rami, il giurista Giuliano Pisapia (ex sindaco «comunista» di Milano, eurodeputato del Pd) e il manager Vito Gamberale (ex amministratore delegato di Atlantia, uscito dal gruppo in contrasto con i Benetton).

Entrambi, Pisapia e Gamberale, fanno un drammatico appello a fermare la deriva giustizialista di questo governo, non per interessi personali o politici ma, appunto, di civiltà.

Pisapia sulla prescrizione mai: «È un percorso inefficace e sbagliato, un calvario in contrasto con la Costituzione (...) una forza autenticamente democratica non può permettere che avvenga questo scempio».

Gamberale su Autostrade: «Il processo è vicino, perché allora una giustizia di piazza deve precedere quella competente?

Come insegna la storia, la giustizia di piazza non è reclamata dalla piazza, serve solo a qualcuno per rafforzare il proprio potere del momento».

Pisapia ricorda come «il 75 per cento degli indagati risulti alla fine innocente»; Gamberale come per volere «punire sommariamente uno neppure inquisito (i Benetton, ndr)» si uccidano i suoi soci, i piccoli azionisti e la credibilità dell'Italia sui mercati.

Qualcuno ascolti queste due autorevoli voci.

Se ciò non avverrà, questo governo passerà alla storia come quello dell'inciviltà.

Che, in nome di una presunta civiltà, ha reso l'Italia più barbara e crudele.

*www.ilgiornale.it

tutti pazzi per la Civita

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