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Le conseguenze negative dei pregiudizi della sinistra

di Arturo Diaconale*

Ma se mai il centrodestra riuscisse a vincere nelle future elezioni politiche, il suo leader, al momento Matteo Salvini, in quanto capo rappresentante del maggior partito dello schieramento moderato, riuscirebbe mai a diventare premier ed a resistere come capo del Governo a Palazzo Chigi?

A questo interrogativo posto provocatoriamente da Giancarlo Giorgetti ha risposto indirettamente Ernesto Galli della Loggia con un fondo sul Corriere della Sera in cui ha rilevato che per assumere la guida del Paese la destra dovrebbe preventivamente superare tre pregiudizi esistenti nei suoi confronti.

Il primo è quello stabilito dalla sinistra secondo cui ogni suo oppositore è automaticamente un fascista e quindi non è legittimato a governare la Repubblica democratica nata dalla Resistenza.

Il secondo è quello di un establishment formato solo ed esclusivamente da gente di sinistra decisa a difendere i propri privilegi usando il pregiudizio antifascista che nega ogni forma di legittimazione ad una classe dirigente diversa da se stessa.

Il terzo è quello di una gerarchia ecclesiastica che si affianca e spesso precede Papa Bergoglio e che al pregiudizio antifascista tipico della sinistra aggiunge il pregiudizio antiliberale ed antioccidentale del catto-progressismo terzomondista.

Che succederebbe, dunque, se mai il popolo italiano votasse a maggioranza il centrodestra e portasse Salvini a Palazzo Chigi?

Galli della Loggia ha suggerito che l’unico modo per la destra di governare il Paese sarebbe non di camuffarsi ma di convertirsi ai pregiudizi della sinistra.

Il ché, francamente, sembra bizzarro ed anche inutile.

Se per governare la destra deve diventare sinistra, tanto vale che al governo rimanga la sinistra fino a quando gli italiani non si renderanno definitivamente conto che i suoi pregiudizi li stanno portando alla rovina.

Giorgetti, invece, ha evitato di rispondere direttamente al quesito ma il fatto stesso di averlo posto dimostra come sia perfettamente consapevole di quanto grave sia la malattia di una democrazia in cui il consenso elettorale non può in alcun caso prevalere sui pregiudizi della sinistra incistata al potere.

Ma il silenzio dell’esponente leghista è facilmente colmabile.

Nel caso il centrodestra vincesse le elezioni, scatterebbe un film già abbondantemente visto.

I protettori europei della sinistra nostrana provocherebbero l’aumento vertiginoso dello spread e le piazze italiane si riempirebbero di folle traboccanti di invasati pronti anche a prendere le armi per fermare l’avvento di un fascismo inesistente.

Allora, non c’è altro da fare che arrendersi ai pregiudizi usati come arma di difesa dei privilegi?

Niente affatto. La stragrande maggioranza del Paese non è più disposta a subire le conseguenze negative dei pregiudizi ed è pronta a resistere a sinistra, establishment ed a Chiesa bergogliana.

Nessun camuffamento o conversione fasulla, ma la consapevolezza che i pregiudizi possono essere battuti.

Come hanno dimostrato Donald Trump negli Stati Uniti, Boris Johnson in Gran Bretagna e tutti i Paesi dell’Est europeo!

*www.opinione.it

tutti pazzi per la Civita

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