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Il 14 settembre a Pescara ci fu un secondo attacco aereo, stavolta ben circoscritto all'area della stazione ma estremamente pesante poiché i 37 bombardieri del 376º e 98º gruppo della A.I. F. lanciarono 341 bombe ad alto potenziale esplosivo e incendiario, distruggendo completamente magazzini, scali merci e depositi di rifornimenti della stazione.

Fu un'autentica carneficina perché le bombe furono sganciate quando la stazione era gremita di persone: il numero di vittime di quella strage è a tutt'oggi incerto, ma Carlo Colacito, nel suo manoscritto “Pescara durante la guerra (1943-1944)”, testimonia la morte di un numero oscillante tra le 600 e le 2000 persone.

Il bombardamento colpì la stazione, la linea ferroviaria e le aree limitrofe nel lato nord della città in particolare nelle zone circostanti le attuali Corso Vittorio Emanuele e via Firenze.

Vedi anche: Bombardamento su Pescara del 31 agosto 1943

tutti pazzi per la Civita

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