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Ercole Vincenzo Orsini, partigiano, nasce il 7 dicembre 1901 a Teramo, e muore a Montorio al Vomano il 14 dicembre 1943, medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Nel primo dopoguerra Orsini, entrato giovanissimo nelle file del Partito Socialista, fu tra i pi√Ļ attivi oppositori del fascismo nel teramano, dove organizz√≤ anche un gruppo di "Arditi del popolo".

Durante il regime fascista, Orsini, che era passato al Partito Comunista, trasformò la sua bottega di liutaio in un punto d'incontro dei democratici teramani.

Ciò gli valse persecuzioni e arresti, che non servirono però a dissuaderlo dall'operare clandestinamente sia sul piano della propaganda che su quello dell'assistenza alle vittime del fascismo.

Dopo l'8 settembre 1943, Orsini prese parte alla guerra di liberazione e fu tra gli animatori di quella che √® considerata la prima, pi√Ļ importante azione partigiana in Abruzzo: la Battaglia di Bosco Martese, nella quale, il 25 settembre 1943, antifascisti di Teramo, contadini, militari italiani e prigionieri alleati tennero valorosamente testa ad un battaglione di truppe d'assalto motorizzate tedesche, mettendole in fuga.

Successivamente Orsini, che aveva assunto il nome di battaglia di "Vicì", costituì nel teramano un "Comitato segreto d'azione" e una banda partigiana, alla cui testa cadde nel corso di uno dei tanti combattimenti.

Onorificenze

            Medaglia d'oro al valor militare

¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† ¬ęCommissario di guerra di un gruppo di Divisioni partigiane, mente direttiva, primo nel sacrificio, nell'adempimento, nell'esempio, nell'incitamento e nelle privazioni manteneva elevato nei suoi partigiani il valore negli ideali di libert√†. Ideatore illuminato e sagace realizzatore di audaci azioni contro il nemico riusciva a tessere le reti informatiche per sorprendere e combattere validamente l'avversario. Il 13 dicembre 1943, in localit√† Montorio in uno scontro con gli oppressori della Patria e della libert√†, li attaccava di sorpresa, pur essendo superiori in numero e mezzi, riuscendo ad infliggere dure e gravi perdite. Colpito infine da raffiche di mitra, cadeva da prode pronunciando parole di sprezzo ai vili traditori.¬Ľ

‚ÄĒ Bosco Martese-Montorio, 14 dicembre 1943.

tutti pazzi per la Civita

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