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Festa di San Tommaso apostolo

La Festa di San Tommaso apostolo, detta anche Festa del Perdono, si svolge annualmente ad Ortona nel primo sabato e domenica di maggio, in onore San Tommaso apostolo, patrono della città.

La festa risale al 1258, quando giunsero ad Ortona le spoglie di San Tommaso apostolo.

In quell’occasione, fu concessa dal Pontefice l'indulgenza plenaria per il giorno 6 settembre ed in seguito trasferita da papa Sisto IV con la bolla del 3 luglio 1479, per la prima domenica di maggio, a favore dei «fedeli veramente pentiti, e confessati che d'ora in poi visiteranno devotamente ogni anno la chiesa di San Tommaso nella prima domenica del mese di maggio. »

Lo spostamento della data fu concesso dal Pontefice per venire incontro alle esigenze dei fedeli perché, nell’approssimarsi della stagione estiva, folle di pellegrini si recavano sulla tomba dell’apostolo per pregare.

Dal 1479 al 1949 si susseguirono con frequenza i documenti pontifici con la concessione delle indulgenze, documenti tutti conservati nella Biblioteca diocesana di Ortona.

Dopo il Concilio Vaticano II la concessione delle indulgenze passò ai vescovi che continuarono sulla strada già percorsa dai pontefici.

Per tali ragioni, l’Arcivescovo di Lanciano-Ortona, la vigilia della prima domenica di maggio, concede l’indulgenza plenaria per i fedeli che si recano a pregare sulla tomba dell’Apostolo e che sono in grazia di Dio.

La Festa di San Tommaso apostolo si articola in momenti celebrativi, devozionali e folcloristici, scanditi dalla tradizione:

•          giovedì:

o          ore 21.00: elezione della Dama delle Chiavi d'argento, presso il Teatro comunale.

•          sabato:

o          ore 16.30: corteo storico, da Palazzo Farnese, residenza di Margherita d'Austria, alla Concattedrale, per le vie del centro storico, con figuranti in costume rinascimentale (nobili, cavalieri, sbandieratori, musici, armigeri, ecc.) che accompagnano la Dama che reca le chiavi del Reliquiario a busto di San Tommaso apostolo, in argento, in cui sono custodite le reliquie del Santo patrono. Le chiavi sono consegnate alle autorità religiose che provvedono all'esposizione del reliquiario ed alla proclamazione dell'indulgenza plenaria.

•          domenica:

o          mattina: sfilata e rito del dono a San Tommaso apostolo, durante il quale alcuni rappresentanti del popolo recano le offerte al Santo patrono delle primizie dei prodotti che si coltivano e che si fabbricano nel territorio ortonese;

o          pomeriggio: processione con il Reliquiario a busto di San Tommaso apostolo

o          sera: spettacolo pirotecnico

Nel 1475, alcuni uomini ortonesi tentarono di trafugare le spoglie di San Tommaso apostolo per offrirlo alla Repubblica di Venezia.

Il sacerdote, che custodiva l’unica chiave della cassetta contenente le reliquie dell’Apostolo, divenne complice dei delinquenti, che una notte tentarono il furto sacrilego, ma l’intervento miracoloso del Santo li fece desistere.

Dopo quell’episodio fu costruita una inferriata di protezione dinanzi all’altare di San Tommaso apostolo e la custodia delle chiavi rappresentò un incarico prestigioso e oneroso nello stesso tempo.

Il 15 agosto 1599, il sindaco di Ortona, in segno d’attaccamento verso San Tommaso apostolo, ed in seguito alla richiesta del vescovo, decise di acquistare, a proprie spese, una catena con due grossi lucchetti per meglio proteggere la cancellata posta dinanzi all’altare, consegnando due chiavi a due consiglieri eletti, due al vescovo ed una la tenne per se stesso.

Da allora, il giorno che prece la Festa del Perdono, un delegato del sindaco, porta in corteo le chiavi poste su un cuscino e le consegna nella Concattedrale al vescovo per l’apertura ufficiale.

Nel 1977, fu ideato un corteo storico in costume che accompagna una dama, selezionata tra tutte le ragazze della città, la quale porta le chiavi nella Concattedrale.

Negli anni Ottanta, il corteo fu ambientato storicamente alla fine del XVI secolo, quando Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V e duchessa di Parma e Piacenza, era signora di Ortona e dove ella morì nel 1586.

Il dono a San Tommaso apostolo è stato una consuetudine degli ortonesi fin dal tempo della traslazione delle sue spoglie, come significato simbolico di riconoscenza e venerazione verso il Santo patrono.

Le offerte in natura e in denaro, raccolte dai fedeli erano utilizzate per aiutare i poveri e per abbellire la Concattedrale.

Nel periodo del primo dopoguerra il dono consisteva solo nell’offerta del pane, portato su delle ceste dalle donne ortonesi.

Negli anni Settanta il dono ha subito un notevole cambiamento, divenendo una sfilata in costume ed assumendo un forte significato d’aggregazione, solidarietà e ridistribuitone della ricchezza prodotta nel territorio ortonese.

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