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Festa de “L'aneme de le morte”

Si svolge il 1° e il 2 novembre

Si narra in varie zone d'Abruzzo che nelle nebbiose sere di Ognissanti e di Tutti i Morti le anime dei defunti girino per il paese bussando nelle case a chiedere che venga dato loro qualcosa.

A Serramonacesca tradizione vuole che in  questi giorni i bambini, muniti di una zucca svuotata e illuminata all'interno da una candela (rappresentazione dell' anima dei trapassati) passino per le case dei serresi battendo alla porta e alla domanda del padrone "Chi è ?" rispondano " L'anime de le mort' " (l'anima dei morti) ricevendo in cambio dolci, monete o altro in una sorta di halloween dalle origini antiche.

Si tratta infatti di una tradizione più che centenaria, forse introdotta a Serramonacesca da persone emigrate negli Stati Uniti  e poi ritornate nel loro paese.

Ma la festa è anche nei giorni precedenti: il 30 ottobre  c'è la pecure alla callare (cena a base di pecora); il 31, la sera, dopo l' apertura della sagra, la "cungreghe de li canture" ( esibizione di gruppi abruzzesi con musiche canti e balli con i "Briganti della Majella")  a cui segue il "Du botte ...la gare" (gara di organetto abruzzese con "Lu Barraccone").

Il 1 novembre nel pomeriggio "Pe le ruve a sentì li fattarelle" (tradizioni, fiabe, leggende raccontate dai serresi nelle strade del  centro storico con artisti di strada, trampolieri, giocolieri, mangiafuoco, animazione per i piccoli, trucca bimbi etc.) a cui segue "La checocce chiò belle" (gara per la zucca più bella: viene premiata la zucca meglio lavorata a "Cocce de morte" e cioè rigorosamente illuminata a candela dall' interno).

Lo Zarrafolk, reggae abruzzese dal vivo chiuderà l'evento.

Pizze fritte, dolci tradizionali, vin brulè e castagne a votamazze (a profusione) attorno ad una mistica fucanne (falò) caratterizzano la parte eno-gastronomica di queste serate.

tutti pazzi per la Civita