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La Vigilia di Natale.

Si svolge il 24 dicembre.

La Vigilia di Natale  è rimasta la tradizione degli “zampognari o Ciaramellari” che, vestiti da pastori, attraversano le vie del paese fermandosi di casa in casa per cantare la loro novena.

Al riguardo ricordiamo alcuni versi che ancora oggi si cantano in Atri: “La notte di Natale è festa municipale: s'adora lu Re divine che è Gesù Bambine”.

Dopo aver digiunato tutto il giorno, la sera della vigilia ha luogo il cenone, il quale, se viene rispettata interamente la tradizione, si compone di nove portate per ricordare i nove mesi della permanenza di Gesù Bambino nel seno della Vergine Maria, oppure di sette portate a ricordo dei sette doni dello Spirito Santo: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timor di Dio.

Nelle case in cui c'è un camino, viene posto sopra il focolare il ceppo (lu ciuccu), nel ricordo di quello che San Giuseppe cercò di trovare nella notte Santa per riscaldare Maria e Gesù Bambino.

I carboni del ceppo, fatti benedire dal parroco, vengono poi sparsi nei campi affinché il grano cresca rigoglioso.

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