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Si svolge dall’8 dicembre al 6 gennaio nelle Grotte di Stiffe.

Per esaltare la spiritualità dei monti d'Abruzzo, dei suoi piccoli borghi, dei tratturi ora in disuso, di un Abruzzo arcaico, ricco di fascino, sogni e poesia.

Una finestra e uno sguardo verso tre paesini arroccati sulle montagne appenniniche.

Non sono paesini qualunque, ma Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Terranera, che delineano il territorio da cui ha origine l'acqua, che nei secoli si è fatta madre di questo fenomeno incantevole del comune di San Demetrio ne’ Vestini: le Grotte di Stiffe.

Una finestra per ritrovare  nella natività quella forza che la natura ha nel creare mondi meravigliosi e angoli impensabili, dove l'animo umano trova pace e armonia.

Le stalattiti e le stalagmiti si fanno protagoniste e disegnano una grotta naturale per la natività, un miracolo tanto grande che parla da sé.

La natura porta dentro di sé spettacoli che solo anime sensibili sanno cogliere fino in fondo.

Nell’inverno del 1996 il rigido clima e il gradevole riparo offerto dalla grotta richiamarono alla mente di alcuni artigiani della zona un’altra grotta che fu riparo della Sacra Famiglia.

Fu così che si decise di allestire nelle Grotte di Stiffe il primo presepe, e tale fu la solennità dell’evento e la complicità dell’indiscutibile scenario che l’inaugurazione venne salutata persino da un beneaugurante telegramma del sommo pontefice Giovanni Paolo II, nella ricorrenza del 50° anniversario della Sua ordinazione.

Il Papa espresse il suo più sincero apprezzamento per quella idea che rilanciava la secolare tradizione del presepe e ne auspicò l’annuale ricorrenza come simbolo di pace e fratellanza tra i popoli.

A sigillo dell’occasione fu realizzato anche un “annullo postale” dedicato appositamente all’evento, a celebrare il luogo e il suo nuovo significato.

Da allora, ogni anno, dall’8 dicembre al 6 gennaio, le Grotte di Stiffe rinnovano questo appuntamento e, in concomitanza delle festività natalizie, vengono ricreate lungo tutto il percorso turistico le ambientazioni del tradizionale presepe.

All’ingresso della grotta si incontrano i Romani nella scena del Censimento, nella Sala del Silenzio viene rievocato il momento dell’Annunciazione ai pastori, e momenti di vita quotidiana dell’epoca, con l’attività artigiana e quella contadina, accompagnano il visitatore fino alle ultime sale, in cui si rimane incantati tra le atmosfere della Natività di Gesù Bambino e dell’arrivo dei Re Magi.

Ogni anno, tutte le scene e tutti i personaggi si arricchiscono della cura artistica e professionale di quei pochi artigiani aquilani che ancora oggi, come un tempo, raccontano una passione sincera per l’arte della pittura e della tessitura e il privilegio di un amore inconsueto per le cose divine.

Le scene, perfettamente integrate con l'ambiente, ripropongono l'evento in una cornice del tutto insolita e indimenticabile, permettendo di vivere momenti di grande spiritualità.

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