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"I paneceglie" di San Nicola

Si celebra il 6 dicembre

San Nicola nato a Patara nella Licia da una famiglia benestante, per scelta divina venne eletto vescovo di Mira.

Incarcerato durante le persecuzioni di Diocleziano, Nicola fu liberato in seguito all’editto di Costantino del 313 d.C.

Morì tra il 345 e il 352.

Nel 1087 alcuni mercanti pugliesi trafugarono il corpo e lo portarono a Bari.

Nicola fu protagonista di episodi miracolosi anche in vita, salvò dalla prostituzione le giovani figlie di un uomo caduto in miseria, facendo trovare al padre tre borse piene d’oro; salvò alcuni marinai durante una tempesta; liberò tre ufficiali condannati ingiustamente dall’imperatore Costantino; risvegliò dalla morte tre giovani chierici affogati da un oste in un barile di salamoia a scopo di rapina.

E’ lui il popolare santa Claus del folklore nordico, l’Old Nick degli anglosassoni, il Nicki Ben degli scozzesi, il Mickoula dei russi e viene invocato come protettore dai marinai, dai mercanti e dalle ragazze da marito.

Il culto di San Nicola fu portato a Villavallelonga dai pastori transumanti nelle Puglie.

Il 6 dicembre alcune famiglie di proprietari terrieri, per onorare il Santo e per ottenere la protezione per i loro raccolti, distribuiscono a tutto il paese i “paneceglie” di San Nicola, un pane fatto con farina di grano e di granturco impastata  con acqua e lievito e cotto nei forni a legna del paese.

Vige anche l’abitudine, anticipando il Natale, di fare un piccolo dono ai bimbi piccoli che non hanno ancora compiuto un anno: la “posta e sante Necola”, in passato ai bimbi si regalava un pane e un pezzo di stoffa per farne dei vestitini.

tutti pazzi per la Civita

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