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La Festa in onore di San Donato

Ricorrenza: il 7 agosto

Per la medicina del Tempio di Asclepio l'epiles¬≠sia era uno stato alterato della coscienza, la cui causa andava ricercata in un diretto rapporto con la divinit√† che in questo modo prendeva possesso dell'individuo e lo rendeva altro da s√©, trasportan¬≠dolo in una dimensione altra. Le malattie della mente, in genere e l'epilessia in particolare, hanno sempre esercitato una forte suggestione sulle classi popolari anche per il loro pi√Ļ o meno, apparente legame con il ciclo lunare e quindi con le potenze notturne della natura.

Il Santo taumaturgo a cui il ceto subalterno si rivolge per essere preservati da questo terribile male che sconvolge lo spirito e il corpo e sembra trasportare l'uomo in una situazione inquietante ed imperscrutabile è San Donato vescovo e marti­re, al quale, per aver subito la morte mediante decapitazione, per analogia, è attribuito il potere di difendere dalla perdita - metaforica - della testa.

La festa del Santo ricorre il 7 agosto, un tempo di calura e di forti disagi fisici, dopo le fatiche agri­cole e pastorali.

In Abruzzo il culto di San Donato è esercitato in molti centri: Guardiagrele, Castel del Monte, Castiglione Messer Raimondo, ma soprattutto Celenza sul Trigno e Castel di Ieri.

La devozione si esprime in caratteri pressappo­co simili in tutti i santuari, specialmente oggi che la pesatura e la svestizione dei malati avviene molto raramente.

Queste due pratiche rappresentano forse la pi√Ļ antica forma dei rituali magico-terapeutici passati senza quasi alcuna trasformazione, dalla religio¬≠sit√† pagana a quella cristiana.

Un tempo i malati di mal di luna, giunti al Santuario, si sottoponevano pubblicamente alla pesatura, ponendo su una rozza bilancia di legno, che ancora si conserva a Celenza sul Trigno, l'e­quivalente del proprio peso corporeo in grano, olio o vino.

L'uso, che può sembrare stravagante, ha in effetti una sua metalogica; da un lato si tentava, con questo gesto simbolico, di ristabilire l'equili­brio turbato dai disturbi mentali, dall'altro di tra­sferire, secondo un ben definito principio della magia, le sofferenze fisiche in una replica e in un doppio del corpo da lasciare in deposito ai piedi della divinità.

La svestizione, che rientra nei riti di passaggio e rinnovamento, ripete con formule e procedure differenti lo stesso concetto; il malato si sveste delle sue sofferenze, le depone ai piedi del Santo e indossa, sotto l'influsso benefico e la protezione del Taumaturgo, una nuova fisicità rinnovata.

A Castel di Ieri la festa di San Donato, come del resto anche a Celenza sul Trigno e a Castiglione Messer Raimondo, richiama ancora molti pelle¬≠grini, ma non da luogo pi√Ļ a scene inquietanti di fanatismo ed esposizione psichica che fino a pochi anni addietro creavano momenti e situazio¬≠ni di grande tensione emotiva.

Tuttavia la festa presenta aspetti di grande sug­gestione, sia nella spettacolare processione in cui il Santo avanza per le vie del paese letteralmente ricoperto di oro, sia per gli amuleti che è ancora possibile acquistare nei banchi fuori della chiesa: piccole chiavi di ferro, crescenti lunari, immagini del Santo curiosamente collegate ad elementi magici.

Fonte Edizioni Menab√≤ ‚Äst d‚ÄôAbruzzo

Vedi anche: Castel di Ieri Story; San Donato

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