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Accensione della lampada votiva a San Francesco

Ricorrenza: 3 ottobre

Il 4 ottobre 1939 Papa Pio XII ha proclamato San Francesco Patrono d'Italia, dando inizio alla feconda tradizione dell'accensione della lampada votiva a San Francesco d'Assisi.

La lampada che arde presso la tomba del Poverello, grazie al dono dell'olio, è come una preghiera continua, per tutti; con la luce ardente che da lei emana si chiede al Signore, per l'intercessione di San Francesco, di proteggere noi, tutto il popolo, la nostra cara Italia e il mondo intero.

Questa cerimonia richiama, e forse prende spunto dal seguente episodio della vita del Santo Francesco: dopo aver ascoltato dal Crocifisso di San Damiano l'invito a riparare la sua casa in rovina, Francesco, dice il biografo, volle offrire «denaro a un sacerdote perché provvedesse una lampada e l'olio, e la sacra immagine non rimanesse priva, neppure per un istante, dell'onore di un lume». (Tommaso da Celano: Vita seconda di San Francesco, 10).

Il giorno 3 ottobre, da molti anni, anche in Castelvecchio Subequo, come in tanti altri luoghi d'Italia, a similitudine di quello che avviene in Assisi, ha luogo questa cerimonia singolare e toccante, in devozione, onore, e memoria di San Francesco d'Assisi, Patrono d'Italia, uno dei Santi più amati dagli italiani e naturalmente dai castelvecchiesi.

Mentre in Assisi, l'olio che arde nella lampada è offerto, a turno, dalle regioni italiane, in Castelvecchio Subequo, sono i paesi viciniori ed anche i centri abruzzesi più lontani a sopperire a questa oblazione.

Il culmine della cerimonia si ha con l'ingresso in chiesa del Sindaco offerente, preceduto dal gonfalone civico e seguito dai portatori della gerla contenente l'olio in dono.

 tutti pazzi per la Civita

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