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Santa Gemma nasce a San Sebastiano dei Marsi, oggi frazione di Bisegna, c'√® chi scrive nel 1370 e chi invece afferma cinque anni pi√Ļ tardi.

Si festeggia  l'11, il 12 e il 13 maggio

Sulla nascita di Gemma Spera, la pastorella diventata Santa dopo aver difeso con dignitosa fermezza la propria verginità dalle insidie di un prepotente feudatario, esiste un contrasto di date.

La sua era una famiglia di poveri pastori e la piccola Gemma si adoperò subito ad aiutare i genitori pascolando il non numeroso gregge.

Ben presto per√≤ la famiglia Spera, in cerca di lavori pi√Ļ redditizi si trasfer√¨ a Goriano Sicoli dove la pastorella continu√≤ a lavorare facendosi apprezzare anche dagli abitanti del paese per la sua dolcezza e la sua bont√†.

Aveva poco pi√Ļ di dieci anni quando in un pascolo vicino al paese fu notata da Ruggiero, conte di Celano, che cominci√≤ a insidiarla con subdole lusinghe e successivamente con una perfida insistenza.

I tentativi del nobile marsicano si ripeterono nei giorni successivi, ma la resistenza della disperata fanciulla non ebbe cedimenti.

A questo punto esistono tre tesi diverse e contrastanti.

La prima si riferisce al fatto che il conte Ruggiero, sorpreso dal contegno fermo e risoluto della pastorella le fece costruire una povera ed angusta stanzetta a fianco della chiesetta di San Giovanni Battista.

La seconda si riferisce all'ipotesi che il signorotto di Goriano Sicoli, adirato per l'ostinato rifiuto della giovinetta l'avesse fatta rinchiudere in quello che doveva diventare il suo eremo.

La terza tesi riguarda la decisione della fanciulla che, stanca del persistere delle insidie da parte del nobile, decise di rinchiudersi in quello che diventò il suo carcere spontaneo, ma a vita.

√ą certa comunque la data della sua morte, avvenuta il 12 maggio 1426, a 54 anni dopo una segregazione di 42 anni vissuti fra preghiere e meditazioni.

Il lasso di tempo fra beatificazione e santificazione, che in altri casi segue sempre tempi pi√Ļ lunghi, nel caso della fanciulla marsicana fu brevissimo.

Ciò avvenne perché Papa Leone XIII, ormai convinto dei meriti della beata, la dispensò, dal processo ordinario e il 27 marzo 1880 la Sacra Congregazione dei Ritila innalzò alla gloria degli altari.

I miracoli

Alcuni prodigi furono contemporanei alla sua morte.

Si racconta infatti che, nel momento in cui la sua anima saliva al ciclo, la sua povera stanzetta fosse inondata da una forte luce e nello stesso tempo si diffondesse un suono di campane senza l'intervento di alcuno.

Altri miracoli sono avvenuti nel secolo intercorso dalla data di santificazione fino ad oggi e vi sono state molte guarigioni nei fedeli gravemente ammalati che hanno pregato presso la sua tomba.

Il Santuario

II corpo di Gemma Spera fu sepolto nella stessa stanzetta dove aveva trascorso la sua vita di rinunce per poco meno di mezzo secolo.

Un anno dopo la sua morte, in seguito ad una ispezione del Vescovo di Valva e di Sulmona Benedetto Giudotti, i resti mortali di Santa Gemma furono traslati nella chiesa di San Giovanni Battista che da quel momento diventò Santuario di Santa Gemma Spera.

I festeggiamenti

Ogni anno, alla vigilia dei festeggiamenti che cadono il 12 maggio, arrivano a Goriano Sicoli i fedeli di San Sebastiano dei Marsi, accolti sempre con un grande entusiasmo come per un gemellaggio di devozione fra gli abitanti di due vallate: quella Subequanae l'altra del Giovenco.

Si forma un corteo e fra i pellegrini c'è una fanciulla in costume d'epoca che reca un cero in mano e tutti vanno a visitare la povera casa della Santa.

E’ una festa molto particolare perché le protagoniste sono due donne: una ragazza appena adolescente e una donna già sposata e madre.

Nei tre giorni e  nelle tre notti di festa, hanno luogo singolari rituali talmente complessi e  collegati fra loro in precise sequenze logiche  da far pensare che, accanto alle  celebrazioni cristiane, sia pervenuto un antico rituale per  propiziare la fertilità della terra e degli esseri umani.

La festa infatti, è caratterizzata dai frutti della terra: il pane e  il vino ed è proprio il  pane di Santa Gemma la sua caratteristica principale.

I filoni di pane benedetti  vengono distribuiti a tutte le famiglie e ai forestieri  nella  processione pomeridiana dell’11 maggio sotto lo sguardo pacifico e gioioso delle due procuratrici: la giovane e la sposata.

Inoltre  questo pane, verrà offerto e consumato  insieme al vino di Santa Gemma durante i giorni di festa nella casa della Santa, una antica abitazione situata nel centro storico del paese.

Purtroppo attualmente sia la casa che la chiesa di Santa Gemma sono inagibili a causa del terremoto del 6 aprile 2009  per cui il rituale ha subito necessariamente modifiche  logistiche.

Un tempo il pane era preparato nella prima settimana di maggio, da parte delle donne di tutte le età,  secondo un rituale emozionante che  prevedeva spazi riservati ai due generi maschi e femmine  con una  gestualità di azioni che  si ripetevano secondo le regole della  tradizione.

Il rito, che si svolge all’esterno della casa, è composto da una serie di emozionanti incontri con la giovane commaruccia forestiera proveniente da San Sebastiano dei Marsi.

Il primo incontro avviene  in aperta campagna con la delegazione di Goriano, mentre il secondo è con la commare di Goriano al limitare delle scale della casa.

Seguono altri momenti significativi come  la consegna del cero, l’ingresso nella casa e il consumo della mollica di pane dell’anno precedente da parte delle due procuratrici.

Il giorno 12, si celebra la Messa Solenne e si rinnova la processione per le vie del paese accompagnata dal suono della banda.

Altrettanto affascinante è il racconto popolare della storia cristiana di  Santa Gemma, la santa pastorella che, rimasta orfana viene a vivere presso la sua madrina di Goriano e che per il suo rifiuto al conte di Celano, viene da lui rinchiusa in una cella per tutta la vita.

La festa ci rammenta ancora il tempo in cui i nostri¬† progenitori agricoltori celebravano la terra, il grano e il suo frutto pi√Ļ buono, il pane.

Infatti la festa, fino a qualche decennio fa, si concludeva nell’aia del paese, il luogo della trebbiatura del grano.

Qui in una zona ventilata campeggiava, accanto alla statua della Santa, la statua di San Vincenzo che con le sue grandi ali avrebbe fatto uscire il vento  per ventilare il grano e separarlo dalla pula e dalla paglia, come dicevano i vecchi del paese.

Il giorno 13, la tradizione si ripropone con la celebrazione della Messa Solenne e la processione che concludono i tre giorni di festa.

Il santuario che un tempo, prima di essere dedicato a Santa Gemma, lo era a San Giovanni Battista, presenta una facciata con tre portali barocchi, mentre nell'interno viene conservata una bella tela di Teofilo Patini raffigurante Sant'Antonio abate.

tutti pazzi per la Civita

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