Pin It

L'Aquila e Sant’Agnese

Ricorrenza: 21 gennaio

All’Aquila, nel giorno di Sant'Agnese, si festeggiano le male lingue

L'origine della tradizione è incerta, ma la versione più probabile è che nei primi anni della fondazione della città, vi erano vari gruppi di persone che si riunivano presso locande ed osterie per criticare i signori di allora.

Per questo motivo, un gruppo di questi fu esiliato dalla città.

Essendo stati esiliati il 21 gennaio, furono detti "quelli di Sant'Agnese".

Dopo sei mesi, a seguito delle numerose richieste da parte delle madri, mogli e fidanzate, "quelli di Sant'Agnese" furono riammessi in città ma a condizione che non facessero più pettegolezzi all'interno delle mura cittadine.

Presero pertanto a riunirsi presso un'osteria vicino Porta della Rivera.

Sull'esempio di questo gruppo, esistono ancor oggi numerose confraternite di male lingue che ogni anno si riuniscono in grandi conviviali, durante i quali vengono elette numerose cariche sociali, alcune dal significato ovvio (ju Presidente, ju Secretariu, la Lengua Zozza), altre meno (la Mamma deji cazzi deji atri, la Lima Sorda, ju Zellusu, ju Recchie Fredde, ju Capisciò).

Per valorizzare questo aspetto della cultura aquilana, da qualche anno si organizza un convegno annuale su Sant'Agnese, dal titolo "Pianeta Maldicenza"

Una tradizione che non si riscontra in alcun luogo al di fuori della Città dell'Aquila.

Il "Pianeta Maldicenza" non è un festival del gossip.

Nel week-end che precede il 21 gennaio, ricorrenza di Sant'Agnese, da qualche anno si tiene all’Aquila un convegno per ricordare e celebrare l'antico costume cittadino di parlare liberamente, coraggiosamente e francamente di tutto e di tutti nel giorno di Sant'Agnese.

Si "dice il male", non "si dice male", in un clima di satira mordace mai pettegola, mai diffamatrice, mai calunniatrice.

Il convegno si articola in tre pomeriggi teatrali, nei quali sono presentati al pubblico, alla giuria artistica e alla giuria popolare componimenti in poesia e prosa, lingua e vernacolo su questioni d'interesse cittadino, scritti con il cuore e con la mente della parresia socratica.

Si tengono relazioni e dibattiti intorno a problemi di rilevanza nazionale.

Si affronta con la "tipica maldicenza" un tema generale.

Infine, si acclama l'"Agnesino" dell'anno in una festa popolare di tono "asburgico" nel cortile del palazzo comunale, con premiazione del vincitore da parte del Sindaco.

Le manifestazioni del "Pianeta Maldicenza" sono organizzate dall'Associazione Culturale Confraternita dei "Devoti" di Sant'Agnese con il patrocinio del Comune dell'Aquila e della Cassa di Risparmio dell'Aquila.

Il manifesto dei "devoti" agnesini


Le maldicenze

  Maldicenza è il male detto da un parlante. Si distinguono la parola che esprime il male e il pensiero del parlante.

  Ciò che è detto può definirsi chiacchiera, mormorazione, pettegolezzo, diffamazione, calunnia, critica mordace.

  La disposizione del parlante può esprimere comunicazione partecipativa, avviso, ammonimento, malizia, malignità, cattiveria, malevolenza, malvagità.

La maldicenza agnesina

  Maldicenza agnesina è critica mordace, franca, coraggiosa, autorevole.

  L’agnesino non dice male ma "dice il male" come Socrate, Diogene, Giovanni Battista, Giovanni Crisostomo, Dante, Cervantes, Shakespeare, Voltaire, Zola, Foscolo, Montanelli e mille altri.

  L'agnesino dice quel che pensa e agisce come parla.

Vedi anche: L'Aquila Story; Sant'Agnese; Sant'Agnese jugulata

Fonti: www.maldicenza.it;

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna