Pin It

Il Miracolo di San Domenico

Ricorrenza: la prima domenica di giugno, nel 2019 il 2 giugno

Nonostante che l'elemento ofidico ne costitui¬≠sca l'aspetto pi√Ļ conosciuto e, per molti versi, pi√Ļ spettacolare, la base centrale del culto di San Domenico Abate √® essenzialmente pastorale e la processione delle serpi e dei serpari non √® che uno dei particolari di un complesso mosaico cul¬≠tuale a cui fa riferimento la cultura tradizionale.

In realt√†, l'espressione pi√Ļ antica del culto popolare non sono le serpi attorcigliate intorno al simulacro del Santo, ma la sacra rappresentazione del miracolo del lupo, proprio per le connessioni che questo animale ha con il mondo pastorale.

Prova ne è anche la diffusione della rappresen­tazione che ancora oggi si ripete a Pretoro, a Villamagna e a Palombaro.

La vita dei montanari è stata sempre difficile e densa di pericoli e il bosco ha sempre costituito, per queste popolazioni, una fonte di sostentamen­to ed una oscura sede di misteriosi pericoli.

√ą comprensibile quindi che proprio nel bosco l'immaginario popolare collochi l'intervento salvi¬≠fico di un Santo protettore, in grado di trasmettere alla dura e spesso ingrata fatica quotidiana una dimensione di speranza e di rassicurazione.

La rappresentazione di Palombaro √® simile, per quanto riguarda i contenuti, a quelle gi√† nomina¬≠te di Pretoro e Villamagna, ma rispetto, soprattut¬≠to alla prima, mantiene caratteri ed espressioni pi√Ļ arcaici e vicini allo spirito popolare, cosicch√© anche le differenze, a prima vista minime che lo connotano, acquistano uno specifico valore antropologico e una cifra documentale su cui basare l'analisi critica dell'evento.

Anche qui i personaggi sono San Domenico, la coppia di boscaioli, marito e moglie, il loro figlioletto e il lupo.

Gli attori sono rigorosamente maschili, il bambino è sempre l'ultimo nato del paese e, in occasione di qualche edizione partico­larmente problematica, il comitato promotore ha risolto le difficoltà con creatività e spirito di inven­tiva.

Quando, per esempio, la statua del Santo, che è piuttosto antica anche se di fattura popolare, era in restauro, la parte di San Domenico è stata impersonata da un attore in abiti monastici e truc­cato con una lunga barba bianca, come nei cortei di questua per Sant'Antonio abate.

Oppure per ovviare alla mancanza dell'asino, si √® sostituito questo animale, ormai quasi in estinzione nel mondo agropastorale, con. una sagoma di legno, che munita di ruote, veniva trainata dal boscaiolo.Anche a Palombaro la sacra rappresentazione avviene in piazza, su di un apparato scenico che evoca un bosco e che il pi√Ļ delle volte si riduce ad un rudimentale palco provvisto di rami di albero e frasche.

La storia √® sempre la stessa: la famiglia si reca al lavoro, il marito mostra la sua autorit√† assumendo un comportamento arrogante e dispo¬≠tico verso la donna, anche durante la scena della colazione che suscita l'ilarit√† e il divertimento degli spettatori; il lupo approfittando di un momento di distrazione della moglie rapisce il neonato dalla culla, tenendolo stretto tra le fauci, i genitori, dopo un primo momento di confusione e smarrimento, invocano a grandi gesti la prote¬≠zione del Santo, ma la scena del miracolo rappre¬≠senta in modo pi√Ļ esplicito che altrove, il punto di contatto tra la liturgia e la religiosit√† popolare.

Infatti è esattamente a quel punto che la pro­cessione condotta dal clero e che reca, oltre le reli­quie, anche l'antica statua di San Domenico, si ferma dinnanzi al palco, entrando nella sacra rap­presentazione ed assumendovi una partecipazione attiva.

Il particolare poi che sia ancora sentita la credenza popolare, secondo la quale il piccolo attore che impersona il bambino miracolato sarà sottoposto tutta la vita alla protezione salvifica del Santo, connota l'evento di motivi offertori e votivi, altrove perduti.

Si intravede, quindi a Palombaro, ancora l'origi­nario collegamento tra il culto ufficiale, codificato e garantito dalla dottrina cattolica e la manifesta­zione popolare da cui la prima, in molti altri casi ha assunto precise distanze, quando addirittura non si è posta in aperta conflittualità.

La rappre­sentazione non è sottolineata da nessun commen­to poetico o musicale e mantiene anche nella mimica e nella gestualità dei personaggi il caratte­re arcaico e solenne che tanto colpì Antonio De Nino che vi assistette intorno al 1880.

Fonte Edizioni Menab√≤ ‚Äď d‚ÄôAbruzzo

Vedi anche: Palombaro Story; San Domenico

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna