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Festa in onore della Madonna delle Grazie

Si celebra il 2 luglio

La festa della Madonna delle Grazie ha inizio nel lontano anno 1644.

In quei tempi si svolgeva il Palio delle Grazie o dei Barbareschi, al quale partecipavano fantini e cavalli di zingari, forestieri ed abitanti del posto che si contendevano il velo dipinto, in seta colorata, raffigurante l’effigie sacra della Madonna e lo scorcio di Plenilia (l’attuale Pianella) sorretto da un angelo volante, dono lasciato dalla nobildonna Sinforosa de Caro alla devozione dei fedeli e dei frati del Monte Carmelo.

Il velo veniva poi consegnato, nel corso dei vespri, dal vincitore del palio ai frati perché lo custodissero.

Durante la festa si svolgevano operazioni commerciali, transazioni e contratti ferro e fuoco o sulla garanzia della parola per le compravendite degli animali della fiera.

I primi quattro che avevano vinto la gara al rialzo offrivano alla chiesa un tomolo di grano a testa avendo poi l’ onore di portare a spalla la statua della Madonna durante la processione preceduta dai bambini, accompagnati dalle madri, dalle bambine, dalle vedove e dalle pie donne.

Si avvicinavano anche le donne e giravano, formando le spirali della chiocciola e muovendosi attorno al muraglione fuori porta, a ricordo della vittoria ottenuta contro i saraceni nell’anno 883.

Il vescovo di Penne, Esuperanzio Raffaelli di Cingoli, vietò in seguito la cosiddetta ciammarichella, movimento militaresco inteso a cacciare il nemico perché gli uomini, durante la processione, invece di rimanere in duplice fila incominciavano la ruota della ‘nticchjate, ovvero dell’approccio e del palpeggio alle donne.

Le campane suonavano allora a festa, perché il pericolo della peste del 1664-1665 era cessato; usciva la statua della Madonna in mezzo all’infiorata, adorna di gigli, garofani, rose e fiori campestri, accompagnata da gesti di mani che crociavano la fronte, mentre la gente si inginocchiava toccando e baciando la veste.

Le madri, con i figlioletti in braccio, tendevano le braccia o un fazzoletto verso la statua della Madonna ed invocavano la grazia con nenie e canti. Le donne della compagnia intonavano l’inno sacro della monodia vocale "Fiore del Carmelo" e ripetevano il ritornello "e vive Marie, e vive lu scapulare de lu Carmele".

Nel pomeriggio pifferai e tamburini cominciavano a suonare arie allegre per richiamare l’attenzione della persone, che arrivavano dalle contrade accalcandosi lungo la carrettiera, dall’edicola delle Grazie alla chiesa del Carmine, per circa un miglio e mezzo.

Oggi il Palio non si svolge più mentre la processione parte dalla Chiesa di Santa Maria Maggiore per dirigersi verso quella della Madonna delle Grazie.

La festa serale avviene nelle vicinanze del vecchio campo di calcio, dove alcune giostre richiamano l’attenzione dei più giovani .

Stand gastronomici ed esibizioni di cantanti ed artisti assicurano comunque il divertimento in quest’ evento che si conclude sempre con spettacolari fuochi pirotecnici.

Vedi anche: Pianella Story; Madonna delle Grazie

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