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Festa del Patrono San Panfilo

Si celebra il 28 aprile

La festa di San Panfilo si celebra da epoche remotissime.

La conferma viene data da un'iscrizione che compare nel calendario liturgico affrescato nel Santuario di Bominaco situato lungo gli antichi sentieri della transumanza, in direzione dell'Aquila.

La festività si celebrava in primavera, muoveva ed animava tutto il mondo rurale e contadino che affidava al "santo ortolano" (Sante Pampene urtulane) tutte le speranze per raccolti copiosi.

Quindi un santo di forte impatto carismatico sulle popolazioni locali ma anche su quelle fuori dal contado tanto che la cattedrale intitolata al Santo è stata considerata da sempre un Santuario.

Nella tradizione, nel giorno della festa vi era l'usanza di consumare pasti inconsueti, per una sorta di riscatto sociale da parte della gente più umile che recitava un detto molto esplicativo: “Uogge è Sante Pampene, nuostre avvocate, ce la facemme na scialate de pane bianche e maccarune, chesta è la festa de i cafune”.

Oggi le celebrazioni in onore del Patrono San Panfilo prevedono la rituale processione nel pomeriggio del 28 aprile lungo le principali vie della città.

Viene portato a spalla il busto reliquario in rame dorato e argento con smalti e ceselli, lavorato tra il 1458 e il 1459 dall'orafo sulmonese Giovanni Di Mario Di Cicco.

Alla processione partecipano le due confraternite della Trinità e di Santa Maria di Loreto.

Vedi anche: Sulmona Story

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