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La Farchia di Serramonacesca

Non è un evento di tradizione visto che solo da qualche anno è stato introdotto nelle manifestazioni che si svolgono in paese.

Il tutto è stato voluto da un gruppo di giovani e non che si dedicano al recupero di vecchie usanze e tradizioni popolari.

La sera del 16 gennaio vigilia della festa di Sant'Antonio Abate, questi accendono la Farchia in onore del santo eremita.

Questa è composta di fasci di canne legate tra loro fino a formare una gigantesca torcia.

Una settimana prima dell'evento, si comincia con il procurarsi le Canne e ci si raduna presso un capannone messo a disposizione per la bisogna.

Si comincia a costruire la farchia accompagnati dal suono dell'Organetto, da pastelle fritte preparate dalle donne che partecipano con molto interesse e da tanti bicchieri di vino (rosso naturalmente!).

Ci si ritrova tutte le sere, sia per la costruzione della farchia, e anche per provare le scene della rappresentazione delle tentazioni di Sant'Antonio Abate.

In tanti si aggregano per la buona riuscita della farchia, anche persone che per l'occasione tornano dall'estero.

Il pomeriggio della vigilia, le farchie vengono portate sul posto dell'accensione ed erette.

Tutto è pronto.

La sera all'arrivo del parroco si benedice e si accende la farchia.

Intorno ad esse tutto il popolo fa da cornice a questi fasci di Canne giganteschi.

Un'orchestrina in sottofondo scandisce le note della canzone di Sant'Antonio Abate, e naturalmente la sceneggiata che rallegra tutte le persone presenti.

Salsicce arroste e vino in quantità, perché non bastano solo le fiamme delle farchie per riscaldarsi in questa fredda sera del mese di gennaio.

 

Vedi anche: Serramonacesca Story; Sant'Antonio abate

 


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