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Festa in onore di Santa Colomba

Si celebra il primo di settembre

La famiglia dei Conti di Pagliara, signori della Valle Siciliana e di un vasto territorio alle falde del Gran Sasso, deve la sua fama, più che a gloriose gesta militari e politiche, alla santità di due suoi figli: Berardo che fu vescovo di Teramo dal 1116 al 1122 e Colomba che visse in eremitaggio in una grotta di Monte Infornace.

La vita e le opere di San Berardo sono narrate da una leggenda, redatta da un ignoto agiografo tra la fine del secolo dodicesimo e i primi anni del tredicesimo.

La storia di Santa Colomba è invece affidata alla tradizione orale che, intorno alla sua figura, ha intrecciato una serie di episodi di deli­cata poesia.

Si narra che Colomba, gentile e bella fanciulla abituata agli agi della casa paterna, subito dopo che il fratello era entrato nell'ordine benedettino, volle ritirarsi a vita solitaria ed ascetica sulle mon­tagne circostanti, dove la devozione popolare indi­vidua il ricordo della Santa in una serie di pietre che porterebbero impresse le tracce del suo pas­saggio.

Su di una crede di scorgere la forma del pettine con il quale si ravviava i lunghi capelli, su di un'altra il sedile su cui si riposava nella salita, su un'altra ancora il segno lasciato dalle sue ginocchia piegate in preghiera.

Nella cappellina dove consumò gli ultimi giorni dell'esistenza, nel punto in cui la tradizione narra che fosse posto il suo giaciglio, ora sorge un pic­colo altare di pietra, sotto il quale è praticato un foro in cui i devoti introducono la testa per pre­servarsi dalle emicranie.

Si racconta anche che, una volta all'anno, ella si recasse a far visita al fratello, portandogli, in queste occasioni, qualche piccolo dono e che una volta, in pieno inverno gli abbia recato un cestino di ciliegie, spuntate mira­colosamente su un albero vicino l'eremo.

L'agiografia di questa Santa e il rapporto intercor­so con il fratello monaco ricalca, in linea genera­le, il thopos di Santa Scolastica e San Benedetto, diffuso da numerose leggende e dalla letteratura orale di argomento religioso.

Il suo corpo, composto in un'urna di vetro, è conservato a Pretara, una frazione del comune di Isola del Gran Sasso, nella provincia di Teramo, in Abruzzo e ogni anno il 1° settem­bre, giorno della sua morte, la gente di Isola e di tutta la Valle Siciliana sale fino alla chiesetta mon­tana recando fiori con cui orna una statua di ridot­te dimensioni, portata in processione per un ripi­do sentiero di montagna.

Il pellegrinaggio è accompagnato dal vivace suono di una piccola formazione musicale detta, Li tamurre e composta da due tamburini, un rullante, i piatti ed un piffe­ro di metallo.

Il repertorio di questa minuscola banda, la cui origine risale per lo meno al quindicesimo secolo, è molto originale e spazia dalle marce religiose a quelle militari, per concludere, quando i fedeli ritornati a valle si fermano a Piana del fiume per un lieto pranzo campestre, con allegri balli popolari.

Fonte: Edizioni Menabò – d’Abruzzo

Vedi anche: Santa Colomba della Montagna; Isola del Gran Sasso Story; Santa Colomba Diva dei Monti