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La Festa del Narciso

Si svolge il 1¬į e¬†il 2 giugno

di Elisabetta Mancinelli

Il 1¬į e il 2 giugno a¬†Rocca di Mezzo celebra¬† il ritorno della primavera in modo molto singolare.

Protagonista di questa festa  colorata, profumata e allegra, quasi un carnevale fuori stagione, è il narciso splendido e odoroso fiore che cresce spontaneamente sui prati e le colline che circondano Rocca di Mezzo, sull’altopiano della  Rocche.

L’uso di  celebrare la primavera  in cortei festosi e infiorati è  molto antica e trova la sua origine nelle  latine Floralia una delle feste con cui i Romani celebravano  la primavera e il risveglio della natura.

Inizialmente  rustica e semplice per tradizione, divenne poi col tempo una occasione per dare sfogo alla licenziosità e alle rappresentazioni pubbliche romane.

A Rocca Di Mezzo questa tradizione tuttavia ha un’origine recente, risale al 1947 e  fu voluta dai giovani del paese  che diedero luogo ad una splendida festa per allontanare i lutti e i dolori provocati dal conflitto bellico e ritrovare, attraverso il festoso rito, fiducia, ottimismo e voglia di vivere.

Fu un vero successo: si movimentò tutto il paese e portò una ventata di allegria.

Nel libro "Parata d'ombre" Mario Arpea, docente universitario originario di Rocca di Mezzo scrive al proposito : "La gente ripensava ancora a quei lunghissimi inverni trascorsi fra truppe d'occupazione, minacce di rastrellamenti, tensioni e pericoli che l'avevano obbligata a una esistenza di angoscia e di paure.

Ma ora voleva ricominciare a vivere.

I giovani pi√Ļ degli altri guardavano all'indomani.

L'idea della sagra germogliò in quel clima di speranza e di cambiamento".

Tra i primi progetti, ci fu quello di ornare case e strade di composizioni floreali e rievocare sullo sfondo dei prati l’antico mito di Narciso e della ninfa Eco.

Nel  corso degli anni la festa dei Narcisi è divenuto un appuntamento fisso, una ricorrenza che è entrata a far parte del costume del paese.

Si √® adattata al mutare¬† dei tempi e si¬† arricchisce di anno in anno di contenuti coreografici e spettacolari sempre pi√Ļ perfezionati , attirando un crescente afflusso di pubblico.

Inizialmente consisteva in una semplice sfilata sui carri ornati di narcisi, il cui tema riportava quasi sempre al folklore abruzzese, mentre oggi  si realizzano vere e proprie scenografie dagli svariati contenuti che coinvolgono grandi e bambini.

Gli stessi carri che prima erano costruiti con materiali rimediati, su piattaforme di legno trainate da buoi, ora sono strutture articolate, tecnologiche ed elaborate nei minimi particolari.

I costruttori lavorano tutto il mese di maggio sulle strutture, l'ultima settimana √® la pi√Ļ fervente: le ragazze si dedicano alla raccolta dei narcisi mentre gli altri continuano a lavorare sui carri che nelle ultime ore si trasformano completamente.

La sera del sabato, intorno alle ore 22,00 si comincia l'infioratura dei carri nell'apposita rete sistemata sulle strutture.

Quindi per tutta la notte si continuano a tappezzare i carri, ed √® questo il momento pi√Ļ emozionante per i paesani, e in mattinata si appongono gli ultimi ritocchi.

I carri realizzati sfilano per le vie del paese in modo suggestivo e scenografico ,circondati dalla splendida cornice naturale dell’Altopiano delle Rocche.

Partono alle ore 15,30 da via Tenente Italo D’Eramo e attraversano il paese fino a Piazza Principe di Piemonte dove sono attesi dai visitatori.

I carri che propongono¬† temi legati al folclore e alle tradizioni abruzzesi o ad eventi particolarmente sentiti sulla vita sociale del territorio, partecipano ad un concorso che premia il pi√Ļ bello.

Tre giurie li osservano con scrupolo e ne stilano una classifica che tiene conto di tre parametri:¬† ‚Äúinfioratura‚ÄĚ, struttura e scenografia.

 

tutti pazzi per la Civita

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