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Il sindaco di Leonessa vieta la festa d'importazione

Zucche, streghe e scherzetti? No, grazie.

di Marco Fuggetta

A Leonessa, in provincia di Rieti, l'amministrazione comunale ha lanciato una vera e propria campagna di sensibilizzazione anti-Halloween per spiegare, soprattutto ai giovani, che questa festa «non ci appartiene ed è anche pericolosa», per usare le parole del Sindaco Paolo Trancassini.

Per il primo cittadino, Halloween «è l'esempio principale della crisi dei nostri tempi, rappresenta il cortocircuito della nostra società, la perdita di tutti i nostri valori di italiani. Un tempo il primo e il due novembre erano giornate attese anche dai più piccoli. Rappresentavano il senso d'appartenenza alla famiglia, il ricordo delle proprie origini, la possibilità di visitare i cimiteri e conoscere i propri nonni e bisnonni, tutte cose svanite, perdute. Oggi ho i miei dubbi che i bambini vengano ancora accompagnati dai genitori a Messa o al Cimitero. Per non parlare poi del quattro novembre. Sarei proprio curioso, vorrei fare un sondaggio per vedere quanti ragazzi sanno che quel giorno si festeggiano le forze armate, la Patria».

Un quadro non proprio roseo quello descritto da Trancassini, che lo ha spinto a prendere l'iniziativa. In verità il primo cittadino leonessano ci aveva già provato lo scorso anno ma con un'azione più soft, fatta di dichiarazioni alla stampa locale e di inviti ai propri concittadini ad evitare di sprecare tempo e soldi festeggiando Halloween.

Questa volta invece l'amministrazione comunale di Leonessa ha alzato il tiro, ha fatto stampare e affiggere centinaia di manifesti su tutto il territorio comunale e sta organizzando incontri con varie realtà associative locali per discutere della questione. Giovedì sono stati quasi duecento gli anziani che hanno risposto all'invito del Sindaco, mostrando apprezzamento per l'iniziativa. «A mio avviso però la colpa non è degli americani o delle multinazionali, come pure qualcuno dice - prosegue Trancassini - anche gli anziani mi hanno aiutato a capire che la colpa è solo ed esclusivamente nostra. Abbiamo perso tutta la nostra storia e abbiamo permesso ad eventi tipo Halloween, totalmente estranei a noi e anche estremamente commerciali, di oscurare e sostituire le nostre feste tradizionali. Halloween sta prendendo piede perché noi l'abbiamo permesso. Quaranta o cinquanta anni fa, quando la famiglia era ancora la famiglia e i valori erano ancora i valori, Halloween non avrebbe mai fatto breccia nella società, non avrebbe mai oscurato le nostre feste».

Va bene l'approvazione degli anziani, ma i giovani saranno d'accordo?

A vedere il profilo Facebook del Sindaco, dove si susseguono da un paio di giorni incoraggiamenti e congratulazioni, pare proprio di sì. C'è chi come Alessio si sente rincuorato perché «credeva di essere antico a pensarla così» e chi come Carla con orgoglio scrive «non è la mia festa, io sono italiana!». Insomma, l'offensiva anti-halloween in salsa sabina sembra aver fatto effetto.

«Sono convinto che i quarantenni di oggi - aggiunge il Sindaco - debbano scuotersi e tornare a presidiare i valori e le tradizioni italiane. Questo è il messaggio che intendiamo inviare, con l'obiettivo di suscitare un dibattito e una riflessione su questi temi. Certo noi siamo un piccolo comune ed io sono solo un sindaco, ma già avere occasione di parlare di queste cose è importante e significativo».

Qualche critica comunque in paese circola. I contrari parlano soprattutto di «soldi buttati, quelli per i manifesti, che potevano essere spesi meglio, magari usati per il nostro carnevale», ma Trancassini non si scompone e sottolinea che «con questa campagna si vuole solo stimolare le persone a ragionare su aspetti importanti per la nostra società che vanno oltre Halloween».

Dunque l'iniziativa, dal motto «ricordati, hai le tue radici. Usa la testa, non la zucca», proseguirà anche oggi e domani, in attesa del prossimo colpo di genio del primo cittadino di Leonessa. La campagna anti - Halloween di questi giorni, infatti, non è la prima iniziativa fuori dagli schemi partorita dalla mente del vulcanico sindaco.

Trancassini, che di mestiere fa l'avvocato ed in passato è stato anche candidato alle comunali di Roma, negli ultimi anni è salito più volte agli onori della cronaca, come quando nel novembre dello scorso anno firmò un'ordinanza per mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche, in reazione alla sentenza della Corte di Strasburgo che chiedeva la rimozione del simbolo della cristianità da tutte le aule del Paese.

Fece scalpore, nel gennaio scorso, anche un'altra ordinanza, quella con la quale il sindaco tentò di vietare l'utilizzo delle slot machine elettroniche e dei videopoker, per motivi di salute pubblica, in tutti gli esercizi del territorio comunale. In quel caso le società che gestiscono l'affare presentarono ricorso contro l'ordinanza di Trancassini, ricorso poi accolto dal Tar del Lazio.

E come non ricordare, infine, il referendum per il distacco di Leonessa dal Lazio, celebrato nel novembre di due anni fa? Un segnale di forte protesta contro l'ex Presidente della Regione Marrazzo e l'ex maggioranza di centrosinistra colpevoli, secondo i leonessani, di impedire il rilancio turistico della zona.

Anche in quel caso, che suscitò imbarazzo e polemiche nella politica reatina e non solo, l'idea fu del solito, combattivo sindaco anti-Halloween.

www.iltempo.it

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