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Festa in onore di San Martino con le “cococce”

Si celebra il 10 e l’11 novembre.

Trasacco deve il suo nome al termine latino “trans aquas” (al di là delle acque) che indicava la sua posizione sul margine meridionale del lago Fucino prima che questo venisse prosciugato.

Emergenze degne di nota sono la torre medievale dei Feboni del XII secolo, posta un tempo lungo le sponde del lago, e la chiesa dei Santi Rufino e Cesidio con interessanti affreschi dei secoli XIV-XV.

L’abitato attuale è stato completamente ricostruito dopo il disastroso terremoto del 1915 che gravi danni causò alla Marsica.

Nei giorni che precedono la ricorrenza di San Martino, caratterizzati da clima mite che interrompe il rigore autunnale, i ragazzi preparano le “cococce”, grandi zucche svuotate del loro contenuto e rese simili a grosse maschere con aperture che simulano gli occhi e la bocca.

All’interno della zucca viene collocata una candela accesa la cui luce fuoriesce dai fori praticati e rende le maschere ancora più spaventose.

La sera che precede la festa i ragazzi girano per le case del paese con le cococce, cantando la canzone di San Martino e ricevendo offerte in danaro.

Per l’occasione si prepara anche la pizza di San Martino o “la pizza che lla carbenata”, pizza impastata con farina bianca con l’aggiunta di bicarbonato che funge da lievito.

In passato era consuetudine nascondere nell’impasto delle monetine, chi le trovava se ne impadroniva, le mamme facevano sempre in modo che le monete capitassero ai bambini più piccoli.

E d’uso anche la “panonta” pezzetti di carne di maiale, salsicce e pancetta cotti in padella e messi in mezzo alla pizza unta con il grasso di cottura della carne.

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