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San Sebastiano e la Festa del Patrono

Ricorrenza: il 20 gennaio

San Sebastiano dei Marsi, frazione del comune di Bisegna, nella provincia dell’Aquila, in Abruzzo, si trova nel Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise

√ą un piccolo villag¬≠gio marsicano, posto sulle rive del fiume Giovenco.

Qui ogni anno, in onore del Santo pro­tettore, San Sebastiano, si rinnova una interessante e, per molti versi, complessa tradizione.

Una famiglia del luogo, per adempiere a un voto o per semplice devozione, si offre di allestire la festa al Santo e dal 17 gennaio apre la propria casa a quanti vogliano collaborare ai preparativi e predispone tutto l'occorrente per le panette.

Queste sono delle preparazioni di pasta di pane, formate da otto pallottoline su cui viene posta, con un antico sigillo di legno che reca la cifra SSMS, la merca del Santo.

Ad ammassare le panette provvedono le donne del paese che, tutte insieme ed in un clima molto festoso, le portano, disposte su lunghe tavole, a cuocere in un pittoresco forno a legna.

Il 21 gennaio una lunga fila di ragazze vestite di rosso in ricordo del sangue versato dal Martire, esce dalla casa del procuratore della festa, recan­do sul capo le ceste colme di panette.

Ogni cesta è addobbata con fiocchi e fiori, ma soprattutto è coperta con un drappo rosso, cosicché il corteo crea una suggestiva macchia di colore in uno scenario spesso coperto di neve.

Le ragazze si avviano verso la cappella del Santo, che è posta fuori il paese, e a metà strada incontrano la processione degli uomini che reca la statua.

Dopo i saluti ed i convenevoli, tutti insieme si dirigono in chiesa dove, a conclusione delle fun­zioni liturgiche, il parroco benedice le panette.

Dopo una prima distribuzione le ragazze ritornano in casa della famiglia che ha organizzato la festa. Dinnanzi all'abitazione si accende un gran fuoco di legna ed ha inizio la consegna dei pani rituali a tutti i devoti che ne fanno richiesta.

La famiglia provvede anche ad offrire ai presenti vino e dolci, poiché le panette non vengono consuma­te bensì conservate per devozione ed utilizzate come reliquie antifebbrili e antitempestarie.

Se a San Sebastiano di Bisegna la tradizione impone che le portatrici dei canestri siano nubili, ai maschi vieta il consumo delle interiora di ani­mali.

Il tab√Ļ, che ricorda molto da vicino i divieti alimentari totemici, deriverebbe dal fatto che il Martire sub√¨ la lesione degli organi interni ed in particolare delle reni.

Fonte Edizioni Menabò

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