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Serenata delle "chezette"

Si svolge il 5 gennaio

A Scanno fin dai tempi antichi, le serenate sono un patrimonio della cultura popolare, una usanza importante da rispettare e conservare, sono canti riservati solo alle giovani donne e si distinguono in ben cinque testi cantati in occasioni diverse: la serenata di Sant'Eustachio, la serenata dei fiori, la "spartenza", la serenata della Chezetta e infine la più importante la "penesella" che si cantava sotto la finestra degli sposi la sera delle nozze.

La serenata della Chezetta è un tipico canto di questua molto diffuso nel repertorio musicale abruzzese, una serenata che a Scanno si canta la sera del 5 gennaio, tutti gli anni.

Sulle origini del canto alcuni studiosi del folklore abruzzese rimandano alla tradizione del capodanno celtico dei longobardi che invasero le terre d'Abruzzo tra il quinto e il sesto secolo dopo Cristo.

In Valle Peligna sono noti i rituali di Hallowen (tutti i Santi) dove vi erano molti canti di questua.

Uno di questi sopravvissuto è la Chezettache viene cantata e portata da gruppi di giovani vestiti con il tradizionale "tabarro" una sorta di mantella di panno nero e alamari d'argento e muniti di originali e improvvisati strumenti musicali.

Essi percorrono le vie del paese portandosi sotto le finestre delle giovani donne scannesi per cantare e appendere la chezetta (calzetta) con l'auspicio che venga riempita con doni e soprattutto con svariati cibi.

Il giorno seguente, l'Epifania, ci si ritrova tutti insieme per riscuotere i frutti delle promesse strappate, e così ragazze e ragazzi del paese concludono il giorno della Befana con un succulento banchetto come vuole la tradizione.

tutti pazzi per la Civita

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