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La Madonna della Croce

Ricorrenza: il primo sabato e domenica di maggio e poi il  13 e il 14 di settembre

II legame tra le feste mariane ed il mese di maggio va ricercato nel Medioevo quando la diffu­sione capillare della riforma agraria benedettina, giunta fin nei più remoti recessi rurali, non poté più procrastinare la necessità di cristianizzare le ancora fiorenti celebrazioni per la rinascita della vegetazione, un tempo celebrate in onore delle Bone Dee e delle Grandi Madri, poi rappresentate dalle numerose regine e spose che venivano elet­te come simboli fisici della ricorrenza ciclica.

"Fin dal secolo XII - scrive Franco Cardini, nel suo "I Giorni del Sacro" - i filosofi di Chartres, ave­vano rielaborato il concetto di Natura, incarnan­dolo in una allegoria che, per molti aspetti, ricor­dava la Magna Mater.

Ma Chartres non era soltan­to una scuola filosofica illustre, era anche un gran­de santuario mariano e così la Madre Natura andò sempre più assumendo i tratti della Vergine".Nel XIII secolo Alfonso X il Saggio, re di Castiglia e di Aragona cominciava a celebrare la Madonna con le Cantigas de Santa Maria, vere e proprie maggiolate canore, e da qui la tradizione si diffuse in tutta Europa fino a pervenire alle formalizzazio­ni liturgiche negli oratori di San Filippo Neri.

Da allora in quasi tutti i paesi si trovò l'occasio­ne per celebrare in questo mese la Vergine.

Anche Pietranico, un piccolo e antico centro della Valle del Pescara, che fu feudo della vicina Abbazia di San Clemente da Casauria, ha la sua Madonna della Croce.

Ad essa è dedicato un artistico oratorio, postoappena fuori il centro abitato e presso il quale nei tempi passati viveva una piccola comunità religio­sa, o in certi periodi, qualche solitario laico dedito alla vita eremitica e alla questua.

La costruzione dell'edificio sacro si fa risalire ad una leggenda di fondazione che parla di una Madonna arborea apparsa ad un povero contadi­no e di altri eventi miracolosi legati a questo prin­cipale episodio.

Nei secoli scorsi, l'oratorio fu sede di una con­fraternita laicale intitolata a Santa Maria della Croce che, per la sua posizione nelle vicinanze di uno dei bracci più importanti del tratturo L'Aquila - Foggia, dovette svolgere una funzione di raccor­do nel percorso transumante che, in questo tratto, attraversava una zona importante sia da un punto di vista economico che geografico per la vicinan­za di Chieti e della costa adriatica.

Che la festa debba in qualche modo essere rife­rita alla cultura pastorale lo dimostrano anche il fatto che, accanto al culto per la Madonna, a Pietranico sia presente anche quello per San Nicola di Bari e il particolare che essa si struttura in un viaggio della immagine sacra dal centro del paese all'oratorio dove resta fino a settembre, secondo un sistema di esibizione del sacro lungo le vie di passaggio, derivante tra il confronto di due opposte culture: quella nomade e quella stanziale.

La sera della prima domenica di maggio, dopo varie funzioni religiose quali la messa solenne e i vespri, la statua della Madonna della Croce è accompagnata fino all'oratorio da una solenne processione il cui elemento caratteristico è il fuoco.

Infatti il corteo avanza tra il bagliore di nume­rosi falò, accesi lungo la strada e per le piazze attraversate, alla cui luce si aggiunge quella delle fiaccole che i devoti recano in mano.

Anche la presenza del fuoco trova spiegazione in un racconto leggendario, secondo il quale la Madonna avrebbe salvato il paese dall'attacco deibriganti circondandolo con una cortina di fuoco.

La storia, benché suggestiva, è tuttavia improbabi­le, anche perché i fuochi di maggio sono uno degli aspetti più diffusi delle feste dedicate alla Vergine e trovano la loro spiegazione in antichissimi ritua­li solari di propiziazione agraria.

Fonte Edizioni Menabò – d’Abruzzo

Vedi anche: Pietranico Story; Pietranico e la Processione di Santa Maria della Croce

tutti pazzi per la Civita

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