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Aragno è una frazione del Comune dell'Aquila nell'omonima provincia.

Il borgo, situato a 1070 m s.l.m. con una popolazione di circa 400 abitanti residenti, è immerso in una natura selvaggia ed incontaminata nel bel mezzo della catena montuosa del Gran Sasso d'Italia, trovandosi così isolato rispetto ai più grandi centri abitati.

Fino al 1927 faceva parte del comune di Camarda, ma a seguito della riforma amministrativa del comune e della provincia dell'Aquila voluta dal fascismo, conosciuta come riforma della Grande Aquila, entrò a far parte del comune aquilano.

Negli ultimi decenni il borgo si sta lentamente spopolando a causa della forte emigrazione.

I danni subiti a seguito del devastante terremoto dell'Aquila del 2009 sono stati molto contenuti rispetto alla città ed altre frazioni dell'Aquila, probabilmente grazie al fatto di trovarsi su un terreno roccioso al di fuori della zona compresa tra l'epicentro e la faglia di Paganica.

Più precisamente si sono registrati alcuni crolli fra i casolari più antichi costruiti in pietra ma comunque disabitati ormai da decenni. Inoltre alcuni edifici di nuova costruzione sono del tutto inagibili.

Per il grande aiuto offerto alla popolazione nel periodo posteriore al sisma tramite la Protezione Civile, è di recente istituzione il gemellaggio con la città di Erba.

Il paese è collegato all'Aquila da una strada provinciale, passante per Collebrincioni, e da una strada comunale, e a Camarda da una strada, anch'essa comunale.

Non molto lontano dal centro abitato è di passaggio l'autostrada A24 Roma-Teramo.

Si svolgono durante l'estate due feste patronali, di Sant'Antonio da Padova a giugno, e di Santa Barbara ad agosto-settembre, in quest'ultima con messa e pranzo caratteristico sull'omonimo monte.

Durante le feste sono presenti inoltre processioni, bande musicali, giochi folkloristici, giostre, concerti, cinema e fuochi pirotecnici.

In passato nel paese aveva luogo annualmente una sagra eno-gastronomica, la "Sagra della pecora alla cottora", che si sta tentando di riportare in voga.

Il paese è situato sul versante sud del Monte di Aragno, la cui cima tocca i 1553 metri s.l.m., sul confine del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e in una posizione panoramica sulla conca aquilana.

L'abitato si sviluppa da sud-est a nord-ovest, in un'altitudine compresa tra i 990m e i 1100m circa, con una netta distinzione tra la parte più antica, "Il Colle" e quella più recente, "La Macchia".

A sud, in posizione frontale rispetto all'abitato, si trova il Monte di Santa Barbara, 1080 metri s.l.m., sulla cui cima sorge l'omonima chiesetta.

A nord dell'abitato, invece, si trova una fitta pineta, frutto del rimboschimento effettuato nel dopoguerra, e vari sentieri che salgono in montagna, utilizzati un tempo da pastori e agricoltori e oggi soprattutto da cacciatori ed escursionisti.

Il patrimonio naturalistico non è stato minimamente intaccato dal grave incendio verificatosi a nella vicina montagna di San Giuliano nel 2008, e in molte zone della frazione comunale vige il divieto di caccia, data al vicinanza del Parco Nazionale.

I paesi limitrofi sono Collebrincioni a ovest, Camarda e Assergi a est, Paganica, Tempera, San Giacomo e la città dell'Aquila a sud.

Di particolare interesse architettonico sono la chiesa di Santa Maria Maddalena del XVIII secolo, la chiesa di Santa Barbara e la chiesa di Santa Maria della Vittoria risalente al XII secolo.

La prima associazione sportiva nacque nei primi anni ottanta grazie alla volontà di alcuni giovani di allora di fondare una squadra di calcio.

Militò per qualche anno nel campionato di terza categoria fin quando per diversi motivi la società si sciolse.

Solo recentemente, nel 2007, sempre grazie alla volontà di alcuni giovani, si è tornati ad avere una squadra di calcio; nella prima stagione nel campionato di terza categoria si è piazzata a metà classifica, nella seconda stagione, invece, si apprestava a vincere il campionato, avendo 11 punti sulla seconda a 4 giornate dal termine e con sole 2 sconfitte al passivo, quando si verificò il drammatico terremoto del 6 aprile e l'inevitabile sospensione dei campionati.

Successivamente, però, la F.I.G.C. ha concesso alla squadra la meritata promozione al campionato di seconda categoria.

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