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Verrecchie è una frazione del comune di Cappadocia, in provincia dell'Aquila, situata a 1042 metri slm.

Conta poco pi√Ļ di un centinaio di residenti, tuttavia soprattutto nel periodo estivo torna ad affollarsi di villeggianti che amano trascorrervi periodi di riposo.

La località della valle di Nerfa è situata ai piedi del versante orientale del monte Padiglione appartenente alla catena montuosa dei Simbruini.

Dista circa 96 chilometri da Roma, 65 dall'Aquila, 26 da Avezzano, 8 da Tagliacozzo e circa 7 dal capoluogo comunale.

Sull'origine del nome Verrecchie sono state formulate alcune ipotesi:

  • la radice latina "verre" cio√® maiale, legato con ogni probabilit√† alla eventuale presenza in questi luoghi di allevamenti di maiali.
  • il legame con il console romano Verre che secondo alcuni commentatori fugg√¨ da Roma.
  • il legame tra Verrecchie e la parola olandese "Verrek ja" (che significa eureka, ovvero finalmente ho trovato).

Crociati del nord Europa di ritorno dalla Palestina si sarebbero fermati in questo luogo ricco di sorgenti d'acqua.

Anticamente sulle alture del monte Padiglione posto al confine dei territori comunali di Cappadocia e Pereto, si trovavano i villaggi di Cocume, anticamente detto Cacumen e Morbano, detto Verumpano, quest'ultimo situato a poca distanza dalla fonte Vetrina.

Dei villaggi sono ancora visibili i ruderi delle antiche case, le spalliere dei terreni, un tempo coltivati, e la mulattiera che conduceva alla fonte.

Sopra l'abitato sono visibili i resti della Rocca di Monte a Corte, risalenti al 1239 e costruita per volere dell'imperatore Federico II.

Questa Rocca situata a 1100 m s.l.m. doveva essere soprattutto un luogo d'avvistamento.

Secondo un censimento del 1595 nel paese vivevano 85 famiglie, mentre il censimento del 31 dicembre del 1871 faceva registrare una popolazione di 357 abitanti.

Anche Verrecchie come molti altri centri della Marsica fu un possedimento prima degli Orsini dal XIII al XV secolo e poi dei Colonna fino al 1806 anno di eversione del feudalesimo.

Il terremoto della Marsica del 1915 causò anche qui notevoli danni fortunatamente non facendo registrare un alto numero di vittime.

Architetture religiose

  • La chiesa antica di Sant'Egidio, di origine cistercense risalente al 1187 √® citata nella bolla pontificia di papa Clemente III. Restaurata negli anni duemila presenta diversi stili, dal gotico, al romanico.
  • La chiesa nuova di Sant'Egidio Abate, ultimata nel 1956 √® situata nel centro urbano.

Sorgente del fiume Imele

Situata a quota 1051 metri slm del monte Padiglione presenta il sentiero storico-naturalistico, l'area sorgiva, le paratie, i canali e le altre opere artificiali di captazione;

Mulino ad acqua

Nei pressi delle sorgenti √® presente una suggestiva cascata con un mulino ad acqua a ruota orizzontale molto antico e restaurato negli anni duemila. Nel mulino sono presenti due macine, la pi√Ļ antica ad acqua risalente al 1800, e l'altra elettrica degli anni cinquanta, sono state restaurate dalla Pro Loco di Verrecchie nel 2008[12].

Cavità carsiche

Il paese è ricco di cavità carsiche: da citare è la grotta detta di Beatrice Cenci, il pozzo dell'Ovìdo (profondo 100 metri) e l'inghiottitoio dell'Otre(detto J'Ote) dove il fiume Imele s'inabissa per poi riemergere nei pressi di Tagliacozzo alla risorgenza di Capoacqua (risorgenti dell'Imele).

Museo delle tradizioni contadine

All'interno del mulino ad acqua è stato allestito il Museo delle tradizioni contadine.

Personalità legate a Verrecchie

Patrizia Tocci

Tradizioni e folclore

  • agosto, periodo in cui tornano in paese villeggianti ed emigranti, si svolgono le sagre estive con i prodotti tipici della Marsica e dell'Abruzzo montano
  • met√† agosto, festa patronale in onore del Santo patrono, Sant'Egidio e festa della Pantasima (ovvero la "donna fantasma").
  • tra le antiche tradizioni legate al paese c'era il rito della Conta che serviva ad assegnare gli spazi dell'Aia che sarebbero stati utilizzati dai contadini pi√Ļ fortunati.

tutti pazzi per la Civita

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