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Pennapiedimonte è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il protettore, Santa Brigida, si festeggia il 16 agosto

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Caramanico Terme (PE), Casoli, Fara San Martino, Guardiagrele,  Palombaro, Pretoro, Rapino, Roccamorice (PE).

Il suo territorio comunale ricade nel Parco Nazionale della Majella

Nel suo territorio è compresa parte della Riserva Naturale Orientata Feudo Ugni.

L'abitato di Pennapiedimonte sorge alle pendici del versante orientale della Maiella.

Il centro cittadino si trova ad una quota di 669 m.s.l.m., adagiato su un ripido costone che scende a picco sulla valle del fiume Avello.

Le abitazioni, in parte scavate nella roccia, sono realizzate in pietra locale e sono collegate tramite gradinate o strette vie, spesso percorribili solo a piedi.

Il paese fu abitato sin dal V-IV secolo a.C. come dimostra il ritrovamento di alcune tombe nella zona comunale.

Nel III secolo a.C. il paese fu assoggettato ai romani che vi costruirono la torre romana.

Successivamente, nel 101 d.C. il paese fu chiamato Silio Italico, nel suo 8° libro delle guerre puniche, "Pinna" ed "Avella".

Difatti, l'antica Pinna fu appollaiato all’'inizio delle gole dell'Avella e comprendeva i borghi di "Famocchiano", da "Fanulum Jani", cioè il tempietto di Giano, contrada sita sulla strada per Guardiagrele ed Ugno, da omnium = contrada di tutti, contrada sita sulla strada per Palombaro.

La parte bassa del paese viene chiamata "Castello" anche se, effettivamente, non ve n'è mai stato costruito uno perché il paese fu considerato "Castellum natura munitum" fino al Medioevo quando molte borgate del paese scomparvero eccetto Penna, l'odierna Pennapiedimonte, per via di molte frane, serroni e calanchi, così centri come Famocchiano, Ugno, Civitas Pinnae e Borgo Lucina man mano si spopolarono.

Qualche tempo dopo nel 1400-1500 la gente del luogo incominciò a creare nuove borgate e nuovi casolari con chiesette, cappelline ed altari, delle quali, qualcuna sorse sui ruderi di alcuni templi pagani, altre furono fondate sulla nuda terra.

Ma, dopo qualche secolo, anche queste borgate furono abbandonate e si disgregarono, solo il centro di Pennapiedimonte rimase in piedi.

Luoghi d'interesse

• La chiesa dei Santi Silvestro e Rocco. Edificata agli inizi del XVIII secolo in stile barocco, presenta una facciata bianca affiancata da un campanile.

All'interno, in una nicchia dell'abside, è custodita una statuetta della Vergine Maria, proveniente dall'abbazia medievale di Santa Maria dell'Avella, ormai ridotta allo stato di rudere.

Vi sono inoltre un Crocifisso su tavola del XV secolo e una pala d'altare dei Cinquecento, oltre ad alcune tele settecentesche. Conserva anche alcuni lavori in pietra realizzati da scultori locali, quali il fonte battesimale di Guglielmo Giuliante, l'altare e il leggio di Pierino De Virgiliis

• Il "Cimirocco", (termine locale che significa "ai piedi del monte" dato che è sito ai piedi della Maiella. Trattasi di uno sperone roccioso o "Pinna" che si trova in località Balzolo a 705 m. s. l. m. che sembra una donna seduta con la testa abbassata con qualcosa sulle braccia. Qualcuno vuole identificare tale donna con la dea Maja che passando in zona perse il figlio Mercurio.

• Il Vallone di Penna o il Vallone delle tre Grotte. Grande Valle ove, secondo la stessa leggenda, la dea Maja venne a seppellirvi il bambino perso.

• La torre romana. Sita presso Piazza Garibaldi. La torre servì come piazzaforte e come ufficio di comando, magazzino ed osservatorio Attualmente, al suo interno vi è il museo sulla necropoli italica.

• La Fonte medievale monumentale sita in contrada Fontana. In passato le donne di Pennapiedimonte venivano a lavarvi e stendere il bucato. Fino al 1927-28 tale fontana era l'unico approvvigionamento idrico del paesello abruzzese.

Consta di quattro cannelle e di un loggiato ad "L" con pilastri poggianti su archi a tutto sesto. L'ingresso del loggiato consta di timpano.

Reperti archeologici attestano la presenza di insediamenti sul suo territorio sin dalla preistoria.

Il borgo, menzionato come Lapennam nel XII secolo, ebbe importanza sotto i Normanni e gli Svevi per la sua posizione strategica.

Nel Quattrocento era feudo degli Orsini; successivamente appartenne ai Colonna. Nel passato era famoso per i suoi scalpellini.

L'abitato, abbarbicato ai declivi della Majelletta, è assai caratteristico per i suoi ripidi vicoli scalinati.

Bella è la settecentesca parrocchiale, dalla facciata in pietra, decorata all'interno con tele del pittore Nicola Ranieri.

Personalità legate a Pennapiedimonte

Fantino Cocco

Felicetto Giuliante

Guido Giuliante

Eventi e tradizioni

16 agosto: festa di Santa Brigida

Frazioni: Capolegrotti, Caprafico, Colli, Coste dei Colli, Defenza, Fontana, Laio, Pisavini, Raiese, San Giovanni, Vicende

tutti pazzi per la Civita

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