Stampa
Visite: 4937

Pescina è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo

Il patrono, San Berardo, si festeggia il 3 maggio.

Frazioni: Venere dei Marsi, Cardito.

Confina con i comuni di Castelvecchio Subequo, Celano, Collarmele, Gioia dei Marsi, Ortona dei Marsi, Ortucchio, Ovindoli, San Benedetto dei Marsi, Trasacco.

Il paese è annoverato fra i Borghi Autentici d'Italia.

Fa parte del Parco regionale naturale del Sirente - Velino.

La presenza remota più tangibile dell'uomo nelle vicinanze di Pescina risale al Paleolitico Superiore Mesolitico, precisamente nella grotta Tronci e nel Riparo Maurizio.

Vi e continuità storica, provata da ritrovamenti di reperti archeologici, nelle successive Età del Bronzo e del Ferro. Con il VI sec, a.C., c'è l'arrivo nelle nostre zone di gruppi umbro - sabellici, la cui unione con gli indigeni locali genera il popolo dei Marsi.

Nei secoli successivi: VI, V, IV a.C., si formano nel territorio dei Marsi, le cinte fortificate od Oppida.

Nel tenimento di Pescina vi troviamo gli Oppida di Rocca Vecchia, Colle Cucume o Castelrotto,

La Giurlanda, Vallo di San Nicola, Piano di San Nicola e Monte Parasano.

Una delle scarse testimonianze di questo periodo si ha nel ritrovamento di tombe italiche nella zona detta "Le Pergole", nelle vicinanze di Pescina: tombe databili intorno al VI, V sec, a.C..

L'Impero Ramano si espande e tra alleanze, guerre e pacificazioni con i Marsi, si arriva alle famose guerre Italiche o Marse (negli anni 91 - 88 a.C.).

Nel 91 a.C. un certo Quinto Vezio Veziano, con l'incarico d'oratore italico, fa un'ambasceria al Senato Romano.

Egli e originario del casale di Vezzano o Vezziano, della famiglia Marsa dei Vezzia, che in loco possedevano una villa; prove se ne hanno dai ritrovamenti di tombe nella contrada pescinese di Castelrotto.

Successivamente, si ha notizia di un'avvenuta distruzione di Rocca Vecchia nell'anno 89 a.C, con Milonia da parte del console romano Lucio Silla.

E' certo che pescinesi presenziano, nell'estate del 52 d.C., alla festosa inaugurazione dell'emissario che l'Imperatore Claudio aveva realizzato per prosciugare il Lago Fucino.

Nel 303 d.C., durante la persecuzione dei cristiani dell'Imperatore Diocleziano, fu martirizzato in Apamea il Santo Massimo Levita.

Infatti, nel martirologio cristiano, al 30 d'ottobre così si legge: "Apameae S. Maximi Martyris sub eodem Diocletiano".

Nel 568 d.C. iniziano le invasioni barbariche dei Longobardi.

In quegli anni così tristi e bui per le nostre genti, grande importanza acquista il monastero pescinese di Santa Maria in Apignanicis, ma nell'anno 880 d.C., per opera dei Saraceni e incendiato e distrutto e tutti i monaci uccisi.

E' riedificato solo nell'anno 981 d.C., per sentenza imperiale di Ottone II.

Con L'anno 1000 l'epoca del Feudalesimo è nel suo pieno sviluppo.

Poco lontano da Pescina, a Colli di Monte Bove, nasce nel 1079 San Berardo, la cui vicenda terrena e la cui Santità accompagneranno i pescinesi fino ai nostri giorni.

Pescina in quegli anni era feudo della Contea di Celano, con una popolazione di circa 1000 abitanti; ne troviamo conferma nel catalogo dei Baroni, redatto sotto l'Imperatore Guglielmo II, nell'anno 1173.

Nel 1109 San Berardo, è nominato Vescovo dei Marsi da Papa Pasquale II, che governò la Diocesi fino alla morte, avvenuta nell'anno 1130.Fu sepolto nella chiesa di Santa Sabina in Marsia, a San Benedetto.

Durante gli anni della lotta per le investiture, tra il Papa e l'Imperatore, i Marsi appoggiarono il Papa e cosi subirono la vendetta dell'Imperatore che distrusse e incendio quasi tutti i castelli della zona, compresa Rocca Vecchia.

Successivamente, nell'anno 1232, Federico II emanò un decreto imperiale che invitava i pescinesi a riattare ed ampliare il proprio castello.

Nel 1225 soggiorna a Pescina San Francesco d'Assisi e fonda il monastero, che successivamente gli sarà dedicato. Nel 1361, dopo trasferimenti temporanei, è definitivamente spostata la sede della Diocesi dei Marsi da Marsia a Pescina, con l'allora Vescovo Tommaso Pucci di Pescina, che provvede anche al trasferimento delle reliquie di San Berardo.

Nel 1417, Pescina è tra le terre che Carlo III e la Regina Giovanna II assegnarono a Nicola Conte di Celano quando quest'ultimo fu nominato Giustiziere del Regno e Capo della Signoria di Celano.

Nel 1440, nasce a Pescina Paolo dei Marsi o Paolo Marso, poeta e umanista famoso per i suoi Commenti ai Fasti di Ovidio Publio Nasone (1463).

Muore a 44 anni, nel 1484, in Roma.In questo stesso anno Pescina, é menzionata tra le terre che il Papa Pio II e l'Imperatore Ferdinando D'Aragona tolgono a Ruggerotto Acclozamora e concedono ad Antonio Piccolomini D'Aragona, con un atto del 20 di febbraio.

Pescina rimane sotto i Piccolomini fino al 1591, successivamente dal 1592 al 1631 ai Peretti, dal 1632 al 1712 ai Savelli, dopo varie incertezze (1712 1741) dal 1742 al 1806 agli Sforza - Cesarini.

Nel 1806 diviene comune autonomo insieme alle frazioni di Venere, San Benedetto dei Marsi e Collarmele.

L'Unità d'Italia (1860), il passaggio e il soggiorno delle truppe per la repressione del Brigantaggio (1861 1880), l'apertura della ferrovia Roma - Sulmona (1888), il prosciugamento del Lago Fucino e la successiva modifica dell'economia marsicana (1877 -1900), il terremoto del 1915, provocano il declino dell'egemonia pescinese sull'intera Marsica, spostando l'asse del potere politico - ecclesiastico - economico verso Avezzano.

L'anno 1915 è, con certezza, il più nefasto per Pescina, sia per i danni immediati subiti dal terremoto, sia per le conseguenze: su 6.000 abitanti si conteranno circa 4.000 morti.

Il terremoto di Avezzano fu un drammatico evento sismico avvenuto il 13 gennaio 1915, che colpì l'intera area della Marsica, situata nell'interno abruzzese.

Fu uno dei più catastrofici terremoti avvenuti sul territorio italiano: causò più di 29.000 vittime su un totale di 120.000 persone residenti nelle aree disastrate.

Avvenne alle ore 07:48 raggiungendo l’undicesimo grado della scala Mercalli e nei successivi mesi ci furono circa 1000 repliche.

La scossa fu avvertita in tutta l’Italia centrale con effetti pari o superiori al VII grado Mercalli.

Pescina venne completamente rasa al suolo, le vittime furono tantissime, circa 5.000 su un totale di 6.000 abitanti, e i pochissimi sopravvissuti (in gran parte feriti) rimasero senza tetto poiché tutti gli edifici crollarono su se stessi.

Il terremoto isolò completamente la zona e la notizia del disastro fu segnalata solamente nel tardo pomeriggio; i soccorsi, partiti la sera tarda del 13 arrivarono solamente il giorno dopo a causa dell'impraticabilità delle strade causata da frane e macerie.

L’evento sismico mise in evidenza la non preparazione dello Stato.

Erminio Sipari, deputato del collegio di Pescina, portò la protesta di quelle vittime che probabilmente si sarebbero potute salvare.

Nell’autunno del 1914 era, inoltre, iniziata la guerra e ciò influì pesantemente sull’utilizzo e, soprattutto, sulla permanenza della truppa nella regione colpita.

Il terremoto del 1915 interessò un settore della catena appenninica fino ad allora caratterizzato da una sismicità poco significativa.

Il giudizio era basato sul fatto che prima del 1915 non vi erano stati terremoti così disastrosi; come spesso accade, parte della popolazione che ovviamente non era competente di geologia, diede la colpa a qualche evento umano esterno e recente, che in questo caso fu il prosciugamento del lago Fucino, ma ovviamente, come per tutti gli altri terremoti della zona, precedenti e successivi, la causa fu lo slittamento di un'importante faglia, slittamento che avviene quando si è accumulata sufficiente energia.

Nel 1924 è trasferita la Diocesi dei Marsi da Pescina ad Avezzano, con essa anche i notabili, i professionisti e parte della popolazione.

Verranno gli anni della guerra, e poi il nuovo corso: come molti altri paesi anche Pescina tenta in tutti i modi di stare al passo con i tempi.

Personalità legate a Pescina

Alessandro Mazzarino

· Beato Andrea degli Afflictis;

· Domenico Morfeo;

· Erminio Sipari;

· Gabriele Ottaviani;

· Giovanni Artusi Canale detto il Pescina, architetto, scultore, incisore, fonditore ed inventore; di strumenti musicali nasce a Pescina il 16 aprile 1609, ed ivi vi muore il 21 febbraio 1676, è seppellito nella chiesa di Sant’Antonio;

· Giovanni De Gasperis;

· Giuliano Ettore;

Giulio Raimondo Mazzarino 

Ignazio Silone

· Luciano Zauri;

· Luigi Colantoni, Canonico e Arcidiacono, storico nasce a Pescina il 22 giugno 1843, ed ivi vi muore il 28 giugno 1925;

· Marino Tomassetti;

Michele Mazzarino

· Rosato Sclocchi, laureato in legge, scrittore, poeta e storico, nasce a Pescina il 7 dicembre 1828, ed ivi vi muore il 26 gennaio 1913;

· Salvatore Proja.

Eventi e tradizioni

Maggio, 1-2-3: Festa in onore di San Bernardo;

Giugno, 13: Festa in onore di Sant’Antonio da Padova;

Agosto, 15: Festa in onore dell’Assunta;

Agosto: Sagra della trota.

Fonti  www.prolocopescina.it e altri

tutti pazzi per la Civita