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L'Italia è sexy. Per gli altri

Sondaggio Usa: "Firenze e Roma luoghi più attraenti del mondo".

Le due città sul podio dopo Bangkok ma senza rivali in Europa.

di Federico Guiglia*

L'ennesima conferma dell'amore che il nostro Paese continua a suscitare nel mondo e, allo stesso tempo, del provincialismo auto-denigratorio di cui siamo capaci quanto nessun altro popolo della Terra, arriva da una rivista americana che è considerata un punto di riferimento internazionale nell'ambito del turismo.  

Mentre la nostra intellighenzia si trastulla coi declini immaginati e immaginari, "Travel & Leisure", così si chiama il giornale-Usa, ha chiesto ai suoi lettori di indicare il luogo più attraente del pianeta, ponendo, per tre mesi di fila, dei precisi parametri nel relativo questionario.

Si va dal fascino della cultura, alla bellezza dei beni artistici, alla qualità del cibo, alla cordialità della gente e, naturalmente, ai prezzi praticati.

Bene: nei primi tre posti del podio 2011 (è il sedicesimo anno consecutivo dell'inchiesta), spiccano due città d'Italia, nell'ordine Firenze e Roma, che si piazzano immediatamente alle spalle di Bangkok, la prescelta del sondaggio.

Non solo. Il secondo e terzo posto strappati dal capoluogo toscano e dalla capitale d'Italia rappresentano anche un primo posto assoluto in Europa, se si pensa che Parigi s'è piazzata, per preferenze, decima in classifica, preceduta da Barcellona.

D'altronde, la popolarità universale di cui gode il nostro sempre più amato Paese (tanto amato dagli stranieri, quanto denigrato dagli italiani che forse credono, così facendo, d'essere molto spiritosi o molto intelligenti), è un dato acquisito perfino nelle ricerche più curiose.

Come lo fu nel 2007 il singolare e significativo "referendum planetario" promosso via internet da uno svizzero e che, sulla base della valanga di voti ottenuti da ogni Continente e con tanto di giuria finale, proclamava il Colosseo una delle nuove sette meraviglie del mondo.

Altro ed ennesimo primato italiano, se si considera che nessun'altra opera europea figurava nella graduatoria stilata "a furor di popoli", con mobilitazione dei cinesi per la loro Muraglia o dei brasiliani per il Cristo di Rio de Janeiro.

Ancora una volta furono gli stranieri a decretare la vittoria di Roma e dell'Italia, nonostante, oltretutto, l'impari "gara" fra i popolosi e orgogliosi votanti dell'Asia e dell'America latina in confronto ai meno numerosi e timidi italiani.

Il risultato della ricerca americana appena pubblicata smentisce un altro e molto discutibile dato che va per la maggiore. Il dato che vedrebbe l'Italia soltanto al quinto posto nel mondo come nazione più visitata dai turisti. Prima di noi ci sarebbero, nell'ordine, la Francia, gli Stati Uniti, la Spagna e la Cina.

La cosa appare anomala per diverse ragioni. Intanto, perché a ogni sondaggio internazionale, e di qualunque specie, e fatto con criteri diversi, l'Italia o i luoghi italiani figurano sempre prima dei luoghi dei Paesi appena citati.

E' strano, dunque, che le risposte spontanee degli stranieri mai coincidano con il risultato "ufficiale" divulgato dall'istituzione europea a ciò preposta, e che ci vede inchiodati a un poco credibile quinto posto.

Non siamo, oltretutto, la nazione "col più vasto patrimonio storico-artistico dell'umanità", come certificato dalle organizzazioni internazionali? In secondo luogo è noto che per i francesi non valgono gli stessi nostri criteri statistici.

Nel senso che in Francia viene conteggiato come "visitatore" anche l'ignaro automobilista italiano che va oltre frontiera, fa il pieno di benzina e se ne torna a casa senza aver fatto neanche una passeggiata.

Da noi, viceversa, contano, per esempio, rigorosi parametri della Banca d'Italia, come l'ammontare delle valute entrate o cambiate (dollaro in euro). Un altro interrogativo riguarda la sede europea competente per il turismo, sede che non è a rotazione fra i vari Stati, ma che si trova da tempo in Spagna.

Si sa quanto gli spagnoli tengano ai loro buoni risultati, dal calcio al turismo. E' troppo chiedere al nostro governo un forte intervento per evitare che qualcuno giochi eternamente "in casa"?

Tutto ciò, sia chiaro, non attenua di una virgola gli errori e le carenze del sistema-Italia, a cominciare dalla rete di comunicazioni non competitiva (autostrade, porti e aeroporti), oltre alla scarsa "politica del dopodomani" di troppi esercenti.

I quali spesso preferiscono spremere subito il turista-limone, anziché trattarlo in modo da farlo tornare e ritornare. Finora gli altri Paesi sono stati più bravi di noi nel saper organizzare e propagandare le loro bellezze.

Si veda quel che la Spagna ha fatto nel suo Mezzogiorno, e quanto ha puntato sui voli-charter per attirare visitatori.

Ma per noi il turismo rappresenta il 12 per cento del pil.

Eppure, solo da poco il settore è stato rimesso sotto il coordinamento istituzionale di un "ministero".

Perché anche di questo siamo stati, all'epoca, capaci, di cancellare con un referendum il ministero del Turismo, quasi fosse roba da serie C.

Per fortuna poi ci pensano le riviste americane, e gli stranieri in generale a ricordarci che l'Italia è il Paese più bello del mondo.

*www.iltempo.it