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Caramanico Terme è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Santa Maria Assunta, si festeggia il 15 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Abbateggio, Bolognano, Fara San Martino (CH), Pennapiedimonte (CH), Roccamorice, Salle, San Valentino in Abruzzo Citeriore, Sant'Eufemia a Maiella, Sulmona (AQ)

Il paese √® annoverato fra I Borghi pi√Ļ Belli d'Italia.

Fa parte del Parco Nazionale della Majella.

E’ posta su uno sperone quasi alla confluenza del fiume Orfento nel fiume Orta.

Il suo abitato si presenta essenzialmente nella veste dovuta alla rimodellazione successiva al sisma del 1706 che la "distrusse affatto".

A testimoniare il periodo florido sotto i d’Aquino rimangono qualche casa medievale dalle preziose finestre in pietra e alcune emergenze monumentali.

Di esse la pi√Ļ significativa √® la Chiesa di Santa Maria Maggiore del secolo XV che sul fianco ha un ricco portale del 1452 con nella lunetta un altorilievo (1476) di Giovanni da Lubecca.

All'interno, completamente rimaneggiato in epoche successive, sono notevoli un Cristo ligneo rinascimentale e la cappella marmorea dell'Assunta di gusto tardocinquecentesco.

Vanno segnalate pure le Chiese di San Domenico con bei portali, uno gotico e l'altro romanico, e di San Nicola, che all'interno conserva alcune sculture lignee seicentesche e un affresco del XV secolo molto ridipinto.

Da vedere, nei dintorni, è la Chiesa di San Tommaso del XII secolo, con uno splendido portale centrale e all'interno interessanti affreschi dei secoli XIII-XIV.

Nel suo territorio è compresa la Riserva Naturale Orientale Valle dell'Orfento.

Da visitare il Museo Naturalistico Paolo Barrasso.

Materiale litico è stato rinvenuto nella Valle Giumentina, in una stazione paleolitica, -ritenuta un caposaldo della preistoria italiana- e in altre località del territorio, che ha restituito pure reperti risalenti al IV-III secolo a.C.

Incerta è l'etimologia del toponimo: per alcuni dalla radice "car-ra" o "cara", nel significato di roccia, sasso; per altri dal longobardo "arimannia", ponendo alle origini dell'attuale abitato -che comunque sono altomedievali- un insediamento longobardo di soldati nato come postazione strategica a controllo di un importante valico montano.

Il maggiore sviluppo della cittadina si ebbe nei secoli XIV-XV, quando fu feudo dei d'Aquino; a questo periodo infatti datano i suoi pi√Ļ importanti monumenti.

Dalla fine del 1800 le sue acque minerali l'hanno resa una frequentata stazione termale.

In omaggio alle terme dal 1960 ha assunto l'attuale nome, prima si chiamava solo Caramanico.

La presenza di insediamenti umani sul territorio risale al paleolitico, come attestano numerosi ritrovamenti nella valle giumentina: amigdale, frecce e altri utensili.

Gli insediamenti, in epoche successive, si spostano nel fondo valle, nella piana dei Luchi, dove troviamo tracce di un insediamento italico continuato poi fino in età tardo antica e medioevale: ex voto, monili, eremicelestiniani intitolati a San Bartolomeo, San Giovanni e al Santo Spirito, spesso frutto della riconversione paleocristiana di piccoli luoghi di culto dedicati all'eroe Ercole.

Il nucleo attuale deve essersi sviluppato durante le invasioni barbariche, come dimostra l'origine probabilmente longobarda del nome.

Negli archivi della diocesi teatina, oggi Chieti-Vasto, troviamo traccia della pieve di Santa Maria intorno all'anno mille, mentre dagli stessi compare, nel XIII secolo, menzione della chiesa di San Tommaso.

Risale al 1476 la realizzazione del portale dell'abbazia di Santa Maria, oggi Santa Maria Maggiore.

Nel Chronicon Casauriense compare la dicitura "acque putride", primo riferimento alla presenza di acque sulfuree nella zona.

La storia di Caramanico segue, poi, le vicende del Regno delle due Sicilie, come feudo della famiglia D'Aquino.

Subisce ingenti danni nel terremoto del 1706.

Agli anni successivi risale la costruzione dei palazzi storici.

A sottolineare l'importanza assunta nel corso dei secoli, la nomina a viceré-capitan generale di Francesco D'Aquino principe di Caramanico (1786-1794) al tempo di Ferdinando I delle due Sicilie (III di Napoli, 1759-1816).

√ą del 1901 la costruzione dello stabilimento termale.

Durante il ventennio fascista viene decisa la demolizione del castello, danneggiato dal terremoto, di cui oggi restano solo i basamenti.

Durante la Seconda guerra mondiale il paese viene a trovarsi dalla parte tedesca della Gustav Linie, uno dei fronti su cui si fronteggiarono i due schieramenti, e assiste a drammatiche vicende.

Dal 1960 prende il nome di Caramanico Terme e comincia il rapido sviluppo turistico che vedrà la costruzione di nuovi quartieri residenziali e alberghi tra il centro storico e la frazione di Santa Croce, che oggi è perfettamente integrata con il resto del paese.

Le origini del nome vengono individuate, secondo la tradizione nel "Chronicon Casauriense",dal riferimento, intorno al X secolo, a Caro, un monaco francese dell'abbazia casauriense, consanguineo dell'imperatore Ludovico II; onde da Caro Monaco, Caramanico.

Al di là delle leggende, l'origine viene collegata al longobardo Arimannia, insediamento di soldati a carattere strategico, nome ipotetico latinizzato Harimannicum.

Monumenti e luoghi d'interesse

Chiesa di San Tommaso Apostolo, chiamata anche San Tommaso Becket. Chiesa romanica del XIII secolo.

L'edificio attuale sorge su una pieve già citata nel IX secolo, ed era circondato da altri edifici monastici ora decadenti.

La pianta √® a tre navate e presenta tre livelli altimetrici, il pi√Ļ basso all'ingresso, il superiore dall'altare conduce all'abside centrale e presenta una piccola cripta con un pozzo centrale di acqua sorgiva.

La facciata a salienti è scandita da tre portoni e quattro semicolonne, residuo di un portico mai realizzato, con un rosone centrale e due piccole monofore.

I portali laterali presentano stipiti e architrave con decorazioni floreali come le monofore sovrastanti mentre l'architrave del portale centrale è arricchito da un altorilievo (quasi tuttotondo) dei dodici apostoli con Cristo intronato centrale, dalla notevole qualità scultorea per l'epoca, l'anno 1118 è indicato in basso.

All'interno le navate sono divise da colonne composite, a destra, e colonne quadrate, sulla sinistra, è presente inoltre una esile colonna monolitica in pietra con capitello corinzio, detta colonna santa, oggetto di venerazione da parte dei fedeli, i cui frammenti venivano asportati vantando proprietà taumaturgiche.

La chiesa ha esterni gotici con portale ad arco acuto raffigurante l'incoronazione della Vergine, colonne composite a tortiglioni e due pilastri pi√Ļ esterni ornati da edicole con elementi simbolici sorreggono l'architrave la cui iscrizione rivela l'autore, certo Nicolaus Teutonico, e la data di realizzazione, 1476.

Al di sopra la sacre raffigurazione: la Vergine ha ai lati Dio Padre e il Cristo, tutte e tre le figure sono intronate e circondate da figure oranti e angeli.

Ancora lungo Corso Bernardi l'esterno della chiesa mostra sculture di apostoli, pellegrini e cantori, interessante notare gli strumenti musicali quattrocenteschi, liuto e gironda. cappella dell'Assunta del XVII secolo, interni barocchi.

Altre chiese

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† San Nicola di Bari;

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Convento San Lorenzo (frati cappuccini);

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Santa Trinit√†;

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† San Maurizio (convento ex clarisse).

Musei

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Museo naturalistico archeologico "P. Barrasso": centro di visita del Parco Nazionale della Majella e Centro di Educazione Ambientale della Regione Abruzzo.

Il museo ospita la ricostruzione degli ecosistemi della Majella e una sezione archeologica, con reperti italici e romani, attrezzata per disabili e non vedenti.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Area faunistica della lontra europea: annessa al Museo "P. Barrasso" √® costituita da numerosi recenti che riproducono le condizioni dell'ambiente fluviale tra cui un recinto didattico in cui si svolgono visite guidate.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Museo della fauna abruzzese ed italiana: √® frutto della donazione di una collezione privata di animali imbalsamati, sono presenti centinaia di esemplari che offrono una visione d'insieme della fauna appenninica.

Personalità legate a Caramanico Terme

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Andrea Pastore: (1947) senatore della Repubblica nelle legislature XIII, XIV, XV.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Marino da Caramanico: (XIII secolo), giurista. Dopo gli studi di diritto canonico compiuti a Sulmona, si perfezion√≤ a Bologna. In seguito si trasfer√¨ a Napoli al servizio di Carlo I d'Angi√≤. Fu giudice di Vicaria e Capitano della citt√† di Napoli. Fu tra i fondatori della teoria dello Stato svincolato dall'autorit√† imperiale, celebre la definizione del Regno come una universitas autonoma.

Nicola D'Antino

Silvino Olivieri

Eventi e tradizioni

Il panorama delle tradizioni locali segue il doppio profilo temporale delle stagioni, legato al primario settore dell'agricoltura e dell'allevamento, e del calendario liturgico cattolico, anche questo collegato ai cicli naturali attraverso devozioni, protezioni e benedizioni. Così anche le usanze sono legate ai fenomeni atmosferici e a momenti della vita nei campi. Presenza costante è quella degli elementi Acqua e Fuoco, in tutte le loro accezioni di carattere soprannaturale e religioso.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Grandine: una vera piaga per ogni tipo di raccolto agricolo, per arrestarla si era soliti posare al di fuori dei balconi la pinza usata per i tizzoni del camino. Singolare associazione tra il fuoco e la particolare piaga meteorologica (scomparsa?).

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Carnevale: giri di questua nel paese; con un fantoccio contenente all'interno un fiasco si raccoglieva il vino offerto dalle famiglie visitate da giovani mascherati, che poi lo consumeranno fino a tarda sera (scomparsa).

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Streghe: per proteggersi dall'attacco delle streghe si mette dietro la porta una scopa capovolta. Le malintenzionate, dalla nota curiosit√†, sarebbero cos√¨ rimaste a contarne i fili fino all'alba, senza poter operare nessun maleficio. In particolare, una variante prevede l'inserimento di un coltello tra le setole.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 17 gennaio: Sant'Antonio abate: benedizione degli animali da fattoria di cui il Santo √® protettore¬† e negli ultimi anni anche delle automobili nuove.

Inoltre, come in molti paesi limitrofi, avviene la rappresentazione della vita del Santo eremita.

La sua scelta di vita nel deserto, la tentazione da parte dei diavoli, rossi e neri, e della donzella, interpretata da un uomo come nel teatro elisabettiano e particolare elemento buffo. Infine l'arrivo risolutore dell'angelo, dal caratteristico cappello conico, tipico delle figure con contatti soprannaturali come fate e streghe.

Nel finale, attraverso la spada, elemento simbolico mutuato dalla devozione all'Arcangelo Michele, l'angelo aiuta il Santo a sconfiggere il male e tornare alla sua vita di preghiera. Sempre presente al termine della rappresentazione la questua, richiesta di offerte... in vino e salsicce per i figuranti. Il gruppo locale ha vinto la competizione del campanello d'argento, riconoscimento alla migliore rievocazione abruzzese.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 2 febbraio: Candelora: benedizione delle candele da accendere nei momenti di maltempo.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 3 febbraio: San Biagio: il Santo protegge dal mal di gola, alla fine della messa in suo onore avviene la benedizione con l'olio santo della gola dei fedeli.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Gioved√¨ santo: Durante la Messa in Coena Domini il parroco lava i piedi di dodici confratelli della Confraternita del Monte dei morti eletti tramite sorteggio come discepoli.

Al seguito del parroco, o privatamente, i fedeli visitano le chiese dove sono allestiti gli altari della riposizione, detti sepolcri, la cui origine viene ricondotta al rito pagano dei giardini di Venere.

Durante la notte ha luogo il rito dei tamurri: un gruppo di uomini percorre il paese suonando un tamburo di pelle d'asino scordata e un flauto, a ricordo della Vergine che cerca Ges√Ļ, mentre i soldati giungono ad arrestarlo, questo rito rappresenta ad oggi un unicum del panorama antropologico culturale italiano.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 1¬ļ agosto: festa di ¬†Santa Maria Assunta¬† con l‚Äôaccensione dei Favoni: al mattino lo sparo di mortaletti, le botte scure, annunciano l'apertura della festa patronale. All'imbrunire le campane della Chiesa di Santa Maria Maggiore, dov'√® la cappella dell'Assunta suonano a festa: √® il segnale che d√† il via, in tutta la vallata, all'accensione dei Favoni, grandi fuochi rituali. All'originario significato della vittoria sulle tenebre, il giorno viene protratto dall'uomo, e al ruolo propiziatorio per il raccolto del grano, si sostituisce la devozione e il ringraziamento all'Assunta protettrice. Alla competizione tra i vari gruppi per avere il fuoco pi√Ļ vistoso, si aggiunge la festa con piatti tipici e musica di d√Ļ botte, una piccola fisarmonica abruzzese.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 14 agosto: Palmentieri, sfilata in costume. Le donne portano lungo il corso principale del paese i palmentieri: particolari cesti con intelaiature in vimini su cui vengono cucite le pizzelle, il dolce tradizionale.

I palmentieri sono doni della comunità alla protettrice, il ricavato della loro vendita andrà in offerta per la festa patronale. In altri paesi limitrofi il palmentiero è costituito da rami, la palma, a cui sono appesi i doni dolci e salati, a Caramanico la forma si è evoluta nella complicata struttura conica dei palmentieri attuali, che conservano del passato solo un ramoscello posto sulla sommità.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 15 agosto: festa solenne di Santa Maria Assunta in cielo, patrona del paese.

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† 16 agosto: festa di San Rocco: chiusura dei festeggiamenti, a mezzanotte, con il ballo della pupa, una figura femminile di carta pesta, che ospita al suo interno un ballerino particolare... la pupa, infatti √® ricoperta di fuochi d'artificio che esplodono durante la danza, sulle note della fisarmonica.

Frazioni: De Contra, San Nicolao, San Tommaso, San Vittorino, Santa Croce, Sant'Elia, Scagnano

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