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Borrello è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, Sant’Antonio da Padova, si festeggia il 13 giugno.

Frazione: Baronessa.

Confina con i comuni di Civitaluparella, Fallo, Pescopennataro (IS), Quadri, Rosello, Sant'Angelo del Pesco (IS), Villa Santa Maria.

Il paese di Borrello, come narra Benedetto Croce, fu feudo della famiglia Borrello.

Comunque il filosofo abruzzese afferma di aver ritrovato un documento dell'anno 1000 che lascerebbe ipotizzare una qualche signoria di questa famiglia già sul finire del X secolo.

Il Croce asserisce che la famiglia discende da qualche esponente della famiglia Borel di origine francese.

Il territorio di Borrello era abitato sin dai tempi preistorici, come testimoniano i pochissimi reperti archeologici rinvenuti in particolare nella zona a sud dell'attuale centro abitato, nel piano oltre Monte Calvario e lungo il corso del Torrente Verde a monte del Ponte di Rosello ed era certamente abitato in epoca romana nel periodo di Trebula.

Comunque al riguardo non si conoscono notizie riferite al numero di abitanti sparsi sul territorio, probabilmente molto pochi, e nemmeno riguardo alla localizzazione esatta di eventuali costruzioni.

Le prime notizie certe dell'attuale centro abitato di Borrello risalgono al 1060 all'epoca dei feudi della potente famiglia di origine franca dei Borrello, ma già in questa prima citazione si parla di Civitas Burella e di solito il termine civitas veniva usato per indicare un castello o una rocca edificata sul luogo o sulle rovine di una antico centro, la civitas appunto.

Attorno alla rocca dei Borrello nel tempo si aggregarono sempre più numerose le case dei contadini e degli artigiani fino all'estremità delle Ripi dove fu innalzata la chiesa e presto queste costruzioni dettero al paese la conformazione del centro storico mantenuta fino alle epoche recenti.

Nella ricostruzione tardo medioevale di Borrello le case che si affacciavano verso sud, sull'attuale Piazza Risorgimento, costituivano anche le mura del centro abitato per cui su questo lato gli edifici erano caratterizzati dall'assenza di porte di ingresso.

Sul lato nord la difesa era favorita dal precipizio delle Ripi e a sud una costruzione di avvistamento e di difesa, preludio alla attuale torre civica, assicurava una posizione vantaggiosa anche nel caso di un attacco al paese proveniente da sud.

Tra la fine del 1800 e gli inizi del secolo successivo nel centro storico di Borrello viveva quasi tutta la popolazione del paese, oltre 2.000 abitanti, e la rappresentazione di questo caratteristico tessuto urbano e sociale è giunto a noi in maniera singolare.

Il signor Leonzio Vitullo, emigrante di Borrello in Argentina, nel 1922 disegnò il Piano di Borrello contenente l'abitato del paese con molti particolari del centro storico, i quali costituirono un valido aiuto per tutti coloro che nel corso degli anni si sono interessati, per i motivi più diversi, all'urbanistica del paese, a cominciare dai tecnici che redassero le mappe catastali a partire dagli anni '50.

Poco importa se le proporzioni, l'orientamento e in particolare la scala risultano un poco imprecise, il Piano di Vitullo rappresenta un valido punto di partenza, del quale è difficile fare a meno, per comprendere la sistemazione e l'estensione del vecchio abitato di Borrello.

Il 24 settembre 1925 alle ore 14,33 si verificò il Terremoto del Molise Occidentale, con epicentro ad Acquaviva d'Isernia e con una intensità dell'VIII grado della scala Mercalli.

Una lieve scossa fu avvertita qualche minuto prima, mentre scosse di assestamento si susseguirono fino al giorno 7 ottobre.

Contemporaneamente alla scossa tellurica, in senso ondulatorio, fu avvertito un forte rombo, ma fortunatamente non vi furono vittime umane.

Tra i paesi vicini più colpiti sono indicati nella documentazione dell'epoca Isernia, Acquaviva d'Isernia, Agnone, San Pietro Avellana, Carovilli, Capracotta.

Nell'immediato non si ebbe la piena consapevolezza dei danni verificatisi a Borrello perché il sindaco, come del resto accadde in molti altri comuni, non dette risposta alla Circolare del Regio Ufficio centrale di Metereologia, ma quasi certamente i danni furono simili a quelli verificatisi negli altri centri della zona: case lesionate, qualche crollo e caduta di tegole e comignoli.

In seguito i danni del paese e in particolare del centro storico si rivelarono più preoccupanti tanto che il Genio Civile costruì il muro di sostegno sul lato ovest del centro antico.

Nel 1933 il Re d'Italia Vittorio Emanuele III firmava, insieme al Ministro dei Lavori Pubblici Araldo Di Crollalanza, il decreto N. 685 che ufficializzava l'inserimento di Borrello tra i comuni da trasferirsi in altra sede perché minacciati da frane.

Il Regio Decreto aveva valore limitatamente alle aree indicate nella pianta allegata alla delibera del governo.

Alcuni mesi dopo la firma del decreto ed esattamente il 26 settembre 1933 alle ore 04:33 un lieve rombo annunciava una disastrosa scossa tellurica di 7-10 secondi che venne indicata come il Terremoto della Maiella, il quale raggiunse il IX grado della scala Mercalli.

I paesi della zona più colpiti furono: Montenerodomo, Colle di Mezzo, Castel di Sangro, Borrello, Rosello, Castel del Giudice, Gamberale, Quadri, Roio del Sangro, Agnone, Capracotta, Pescopennataro, Civitaluparella, Fallo e Pizzoferrarto.

A Borrello, secondo quanto riportato dai documenti ufficiali ".....si verificarono danni considerevoli ai fabbricati .....", tanto che due anni dopo anche la chiesa storica del paese dedicata a Sant’Egidio venne abbandonata a causa delle pericolose lesioni.

Il 27 settembre alle 09:20 il tenente colonnello dei carabinieri di Chieti inviò al Ministero dell'Interno il telegramma N. 45966 con il seguente testo, riportato integralmente: "Si comunica che anche i comuni di Gessopalena, Casoli, Roccascalegna, Pennadomo, Palombaro, Filetto, Fara Filiorum Petri, Borrello per il terremoto del giorno precedente hanno subito danni di qualche entità ai fabbricati, mentre altri trenta comuni hanno subito danni lievi.

Lo stesso si trasmette al Ministero dei Lavori Pubblici".

In ogni caso le preoccupazioni derivanti dal rischio sismico e più ancora dal rischio geologico furono ben poca cosa rispetto ai fatti avvenuti il 9 novembre 1943 quando i soldati tedeschi in ritirata verso la riva nord del fiume Sangro iniziarono la distruzione di Borrello, con particolare accanimento verso il centro storico del paese.

Dei 214 edifici, che costituivano il centro più antico dell'abitato, 182 furono completamente distrutti, 30 di essi furono seriamente danneggiati e solo due rimasero in piedi.

Con una lenta e paziente opera di ricostruzione, pur tenendo conto della sismicità della zona e della stabilità relativa al pericolo di frane dell'area, molti fabbricati sono stati ricostruiti o riparati nel corso degli anni, fino alla situazione attuale.

Oggi delle 214 edifici: 94 abitazioni sono state ricostruite, 15 sono state riedificate parzialmente, altre 15 sono state ricostruite in un'altra area del paese e 90 rimangono tutt'ora distrutte.

Per la descrizione di queste fasi significative per il vecchio centro abitativo del paese sono state utilizzate delle rielaborazioni originate sul Piano di Borrello disegnato da Leonzio Vitullo nel 1922 perché, anche se esso presenta alcune limitazioni, si presta meglio ad una rappresentazione di facile impatto visivo.

Agli inizi del '900 molti abitanti del paese emigrarono in America ed in Europa settentrionale.

Dopo il bombardamento della II guerra mondiale il paese fu interamente ricostruito nonostante l'emigrazione perdurò fino agli anni sessanta.

Le Chiese e i palazzi

• Chiesa madre o chiesa di Sant'Egidio, a navata unica in stile rurale sita in via Marsica, nel centro storico del paese.

• Chiesa di Sant'Antonio, in due navate in stile rurale, in via Roma, fuori dal centro storico del paese.

• Palazzo Marranzano, è sito in via Marsica, vicino alla chiesa di Sant'Egidio.

È stato ristrutturato nell'800 su fabbriche preesistenti che lasciano supporre che il palazzo sia antecedente. L'edificio consta di 3 piani.

Al primo piano, sul lato sinistro vi è una finestra incorniciata da pietra calcarea levigata.

Il portale d'ingresso, sito sul lato destro è costituito da stipiti e architrave in pietra. Il concio in chiave ha uno stemma nobile raffigurante 3 spighe di grano tenute insieme da un nastro ed incorniciate da foglie.

Al 3º piano vi sono 2 balconi con le finestre ad apertura in pietra con, sopra un timpano triangolare.

Il cornicione è costituito da modanature classiche.

Il portale che porta in giardino anticamente era un secondo ingresso, gli stipiti di questa porta poggiano su paraste doriche a sezione triangolare su cui poggia un archivolto su cui vi è un bassorilievo raffigurante un cartiglio con motivi e volute, sopra, come ornamento, vi è una conchiglia che potrebbe essere antecedente alla costruzione del palazzo o essere un frammento di un altro edificio del 6-700. Attualmente è proprietà privata

• Palazzo Baronale constava di ponte levatoio. È suddiviso in tre piani. Attualmente è sede del municipio

Altri luoghi e monumenti d'interesse

• Museo civico memorie della vita contadina

• Riserva naturale guidata Cascate del Verde

• La piazza vecchia. È il punto di ritrovo per eccellenza di Borrello

• Accanto al palazzo Baronale vi è la torre dell'orologio con alla sommità una struttura piramidale in ferro battuto che sorregge la campana dell'orologio.

• In tutto il territorio comunale vi sono varie fontane, tra cui la principale è denominata, in dialetto locale fonte a ball' (in italiano la fonte a valle) per indicare la sua posizione rispetto al centro storico più elevato; è formata da tre getti di acqua che alimentano un abbeveratoio per animali e da un lungo lavatoio in pietra scanalata.

• La porta saracina è un tipo di formazione rocciosa della zona a forma di arco, chiamata così perché alcuni anfratti rocciosi della zona consentivano di sorvegliare i movimenti dei saraceni dall'alto.

Personalità legate a Borrello

• Enrico Di Luca (Borrello, 1925-USA, 2002) chimico. Emigrato negli Stati Uniti entrò nella RCA, ossia la Radio Corporation of America, facendo ricerche per la costruzione di computer e costruì il Memory Core, antesignano dei primi microchip al silicio.

Negli anni settanta uscirono le "Memorie di Di Luca". Negli anni ottanta produsse le piastrelle di rivestimento termico per gli Space Shuttle della NASA.

• Padre Filippo da Borrello (vero nome Giuliano Rago) (Borrello, 1879-...) sacerdote cappuccino. Laureato in teologia, passò la vita a predicare fra le parrocchie dell'Italia centrale e meridionale. La sua opera è raccolta nei Volumi di Predicazione.

Eventi e tradizioni

13 giugno: festa di Sant’Antonio da Padova;

16-17 agosto: festa di San Rocco e di Sant’Egidio;

13 dicembre: festa di Santa Lucia.

Fonti: Angelo Ferrari - www.borrelloweb.it; altri