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Pietraferrazzana è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il Patrono, Santa Vittoria, si festeggia il 23 dicembre.

Confina con i comuni di Colledimezzo, Monteferrante, Villa Santa Maria.

L'abitato, abbarbicato alle pendici di una rupe, lungo la valle del Sangro, è sovrastato dai ruderi dell'antico castello.

Da vedere la seicentesca parrocchiale, assai rimaneggiata, con begli altari barocchi in stucco.

Già Comune, nel 1923 perse temporaneamente la sede comunale divenendo frazione di Colledimezzo.

Tornò autonomo nel 1963.

Il primo documento che cita Pietraferrazzana fa parte dal Catalogus Baronum (1150-1168) viene ricordato come Petram Garanzanam, in documenti successivi, primi decenni del XIV secolo, come "Petraguaranzana".

Fu dei Ricci, dei Caracciolo, dei de Tino, di nuovo dei Caracciolo, dei Niccolò, e degli Ariani, che cita i feudatari ed i loro vassalli durante il regno normanno di Guglielmo il Malo, documento che impone loro di fornire milizie per la difesa del suo regno in difesa di qualsiasi minaccia, piccola o grande che essa sia.

Poi, controllando i feudi della Contea di Simone di Sangro, si scopre che il signore assoggettato, un certo Filippo il Guasto pare, a Simone di Sangro era in possesso di Rosellum, l'attuale Rosello, e Petram Garanzanam, l'attuale Pietraferrazzana, ambedue facenti parte della zona detta "in Terra Burrellensis", il feudo controllato dai Di Sangro di Borrello.

Tutti e due i paesi dovevano consegnare un miles cadauno, cioè un militare a cavallo seguito da dei servientes a piedi.

In questo periodo, secondo l'Antinori, a Pietraferrazzana vi sono 24 famiglie che corrispondeva a 140-170 abitanti.

Nel Secolo XV Petraguaranzana apparteneva ai Riccio, nel Cinquecento fu dominio di un’altra famiglia napoletana, i Caracciolo: da essi il borgo passò ai de Tino, ai Niccolò, sino a pervenire nel Settecento al casato Ariani.

Monumenti e luoghi d'interesse

• La chiesa di Santa Vittoria, che pare risalga, in base al Chronicon Farfense, cioè una sorta di catasto delle chiese assoggettate all'Abbazia di Farfa, a dopo la costruzione del Santuario di Santo Stefano di Tornareccio.

La forma attuale (romanico-barocca) è dovuta al restauro degli anni cinquanta. All'interno vi è un quadro che ritrae la santa (olio su tela del 1992) con un drago. Nei pressi vi è un palazzo baronale.

• La roccia su cui è arroccato il paese. Trattasi di uno sperone di roccia grigiastra con gugliette, composta di arenaria, rocce calcaree, argille varie e uno strato superficiale di grafite su cui cresce sporadicamente qualche pianticella.

• Il Castello. Oggigiorno rimangono i ruderi del castello medievale.

Eventi e tradizioni

23 dicembre: festa patronale di Santa Vittoria

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