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Sant'Eusanio Forconese è un comune della Provincia dell’Aquila, in Abruzzo.

Il patrono, Sant’Eusanio, si festeggia la seconda domenica di maggio e il 9 luglio.

Frazione: Casentino

Confina con i comuni di Fossa, Ocre, Poggio Picenze, Rocca di Mezzo, San Demetrio ne' Vestini, Villa Sant'Angelo.

Borgo posto su un colle, ai piedi del Monte Cerro

Al centro dell'a­bitato è la parrocchiale di Sant’Eusanio, notevole chiesa edificata nell’alto Medioevo (secc. VIII-IX), rico­struita alla fine del 1100, poi tra­sformata dopo il terremoto di metà Quattrocento e successivamente in epoca barocca.

Bello il portale che si apre sulla facciata, ricomposto dopo il terremoto con elementi romanici e altri di nuova lavorazione, rinasci­mentali.

Assai interessante è la crip­ta, a sette navatelle con tre absidi, che al centro accoglie l'antico altare contenente le spoglie del Santo.

Un tempo era chiamato”Cinque Ville”, dal numero dei villaggi sparsi sul territo­rio.

L'abitato è stato ricostruito dopo i gravissimi danni arrecati da un terremoto a metà Quattrocen­to.

Uno dei ca­stelli del “Contado di Aquila” nel XVI secolo, dopo la ri­bellione della cit­tà, venne conces­so al capitano spa­gnolo Martin Montagnes.

A fine Set­tecento apparte­neva alla famiglia Barberini.

La frazione di Casentino dominata dal Monte Cagno, si inerpica lungo una costa boscosa tra ripide e strette viuzze. Nella settecentesca chiesa di San Giovanni Evangelista ci sono: una statua in terracotta policroma di “Madonna col Bambino” del XVI secolo collocata in una nicchia sull'altare maggiore e dipinti del XVII secolo quali “San Carlo Borromeo” di Giovan Paolo Mausonio, “Purgatorio” di Bernardino Ciferri, “Santa Brigida” di Vincenzo Damini.

A pochi chilometri dall'Aquila, lungo la media valle del fiume Aterno e posto sulla sommità di una prominenza alle pendici del monte Cerro, si trova il ridente paese di Sant'Eusanio Forconese di origini molto antiche.

In passato venne chiamato Cinque Ville per via dei cinque villaggi di cui era composto, Castellina, Castello, Monticchio, San Pietro e Carmiscione, ma dopo che nel IV secolo vi fu martirizzato Eusanio di Siponto, prese l'attuale denominazione.

Sant'Eusanio Forconese fu uno dei castelli che partecipò alla fondazione della città dell'Aquila ed ancora oggi all'Aquila esiste una via “Vicolo Sant’Eusanio” a ricordarlo.

Fu per lungo periodo fra i possedimenti dei Piccolomini, poi dopo diversi trasferimenti, passò ai Barberini che edificarono il bel palazzo nel XVII secolo.

Poco si sa della storia antica di questo paese prima dell'avvento del sacerdote Eusanio venuto dal Gargano per evangelizzare la zona dell'attuale Abruzzo dove ancora si adoravano dei pagani. In quel periodo regnava l'Imperatore Massimiano e il potere locale era esercitato dal prefetto Prisco di Aveia (l'attuale Fossa), sotto il quale subì atroci persecuzioni.

La leggenda narra che venne martirizzato secondo l'affresco che troneggia dietro l'altare maggiore della basilica di Sant'Eusanio a lui dedicata e che lo raffigura con il suo cuore in mano. La basilica attuale è il risultato di ricostruzioni e rimaneggiamenti che si sono susseguiti nel corso dei secoli in seguito ai frequenti terremoti che colpirono la zona.

Dell'impianto originario dell' VIII-IX secolo rimangono solo pochi reperti in quanto la basilica fu totalmente ricostruita nel 1198 in stile romanico a tre navate, con una cripta divisa in sette navatelle con archi a crociera sostenuti da colonnine una diversa dall'altra, così come i capitelli, alcuni di stile corinzio, altri con fregi floreali o geometrici.

Nella cripta si trovava l'antico altare dove per molti secoli dove a mo' di urna era conservato il corpo di Sant'Eusanio e che il 12 maggio 1748 il vescovo dell'Aquila Giuseppe Coppola portò alla luce e le cui ossa sono ora conservate in un'urna d'argento nell'attuale altare della cripta.

Dopo il terremoto del 1461, la basilica fu in parte ristrutturata, ma è soprattutto dopo quello del 1703 che il suo interno subì la trasformazione maggiore, con l'aggiunta di stucchi e sovrastrutture barocche che coprirono sia la colonne che gli affreschi di cui fu abbellita la chiesa nel corso dei secoli.

Fortunatamente nel 1971 un restauro volto a riportare per, quanto possibile, lo stile originario, ha scoperto parte delle colonne e riportato alla luce parti di affreschi del quattrocento- cinquecento: Crocifissione e santi, tra cui Sant'Eusanio, Madonna in trono e santi, Annunciazione e santi, Sant’Antonio e parti di Natività.

Sopra l'entrata della basilica troneggia lo storico organo di Adriano Fedri del 1772. Sulla facciata romanica del XIV secolo, in parte restaurata a seguito dei danni subiti dai terremoti, si apre un bel portale in pietra lavorata: motivi geometrico-floreali negli stipiti a cassettoncini di gusto rinascimentale e sull'architrave un bassorilievo raffigurante Sant'Eusanio con “la corata in mano” e rami di acanto intrecciati nell'archivolto, sopra il quale spuntano due teste di toro.

Nella canonica, fino a pochi anni fa, era custodita una bella croce processionale del secolo XIV in argento dorato e impreziosita da pietre dure e gemme, opera di Nicola da Guardiagrele.

All'esterno della basilica rimangono pressoché intatti due dei quattro torrioni angolari a sezione circolare e buona parte della cinta muraria che circondava l'edificio, uno dei pochi esempi italiani, e forse mondiali, di chiesa fortificata.

Nella piazza antistante la basilica si trova una bella fontana costruita nel 1894 e restaurata nel 1988, in pietra, a pianta ottagonale, sopraelevata di due gradini, con una vasca da cui centralmente si erge una colonna con quattro teste leonine sormontata da una base circolare su cui troneggia la statua raffigurante un putto (Bartolino) che sorregge un'anfora. Dalla bocca dei leoni zampilla acqua potabile dell'acquedotto.

In passato l'acqua proveniva da una sorgente dei monti circostanti che nei periodi estivi diminuiva drasticamente la portata ed essendo l'unica fonte di approvvigionamento costringeva le donne munite di conca a lunghe file che a volte provocavano animati diverbi (concate).

Nell'ora del ritiro delle mucche dal lavoro dei campi, senza che nessuno lo ordinasse, le donne, nonostante avessero atteso a lungo il loro turno, svuotavano nella vasca le conche già piene per consentire alle bestie di abbeverarsi (gli animali avevano la precedenza sugli umani).

Alla sommità di Monte Cerro, in posizione dominante il paese e in collegamento ottico con il castello d'Ocre ed con altri castelli della zona, ci sono i ruderi del castello medioevale di Sant’Eusanio Forconese a suo tempo utilizzato solo per fini difensivi che, dotato di una cisterna dove tutt'ora affiora dell'acqua potabile, permetteva in caso di necessità, di resistere anche per lunghi periodi.

A ridosso della cinta muraria è stata successivamente edificata una chiesa dedicata alla Madonna del castello.

Nell'interno, sopra un semplice altare a muro, ci sono tre affreschi: quello centrale opera recente di Madonna con Bambino a fianco due ovali di cui quello di destra, altra Madonna con Bambino è di aspetto quattrocentesco, anche se non databile.

In Sant’Eusanio Forconese ci sono altre due chiese: la Madonna della Pietà si trova all'ingresso del paese venendo da San Demetrio, ora sconsacrata, con un affresco della Pietà del Mausonio e immagini di Sant'Eusanio e Sant'Antonio.

Alla fine del paese, presso il cimitero si erge la mole della Chiesa degli Angeli o Sotterra in pietra a vista con un bel portale settecentesco.

All'interno un bell'altare settecentesco in marmo policromo e sull'altare laterale sinistro una tela della Madonna col Bambino e Santi di Giulio Cesare Bedeschini.

Sull'altare laterale destro una riproduzione fotografica di un affresco raffigurante Sant'Eusanio. Dalla porta laterale destra salendo per una scala a chiocciola completamente in pietra di rara fattura si accede ad un locale che la credenza popolare vuole essere stata abitata da Sant’Eusanio con le sorelle Gratola e Teodosia.

Si è persa la tradizione della “Fiera delle forche” che in passato si svolgeva il 9 luglio, giorno della ricorrenza della morte di Sant’Eusanio, nella piazza della chiesa dalle quattro del mattino fino all'ora della prima messa durante la quale veniva estratta dall'altare della cripta l'urna contenente le ossa del santo.

Questa fiera consisteva nel mettere in vendita attrezzi di uso contadino esclusivamente di legno o vimini fabbricati da contadini-artigiani.

Attrezzi che in dialetto locale erano: “cajone”(sorta di gerla), “fhrcone”(forcone a due denti), “jute”(giogo), “ciuera” (sorta di portantina per letame o altro), “fascinell” (cestello per ricotta), “croll” (sostegno per conca), “capisterh” (tavola incavata per pasta fatta a mano) e manici di “serrecchie” (falcetto), “favhce” (falce), ecc.

In tempi recenti e per parecchi anni nel mese di luglio si festeggiava la “Sagra del coniglio” e occasionalmente la “Festa dell'emigrante” e la “Sagra dei maccarun' alla mul'ner'”.

Tradizioni che con l'andare del tempo si sono perse in quanto sono andati scemando l'interesse e la collaborazione di una parte della popolazione.

Eventi e tradizioni

Seconda  domenica di maggio: festa di Sant’Eusanio, con banda musicale, “sparo” e la sera intrattenimento musicale e fuochi artificiali;

Fine luglio: sagra dei maccheroni alla mulinara;

5 ago­sto: festa della Madonna della Neve;

Seconda domenica di agosto: festa della Ma­donna del Castello.

tutti pazzi per la Civita

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