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Ari è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il Patrono, San Giovanni decollato, di festeggia il 29 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Canosa Sannita, Filetto, Giuliano Teatino, Miglianico, Orsogna, Vacri, Villamagna.

Aderisce all'Associazione Nazionale Città di Vino.

Centro agricolo del Subappennino frentano, situato su uno sperone alla destra del torrente Dendalo.

II paese è posto sulla dorsale collinare tra i torrenti Turri e Valle Cupa, in un territorio ricco di vigneti e frutteti.

La notizia più antica dell'esistenza di un insediamento nella zona risale al IX seco­lo, quando la chie­sa di San Pietro di Ari veniva men­zionata come pos­sedimento del­l'Abbazia di San Liberatore a Majella.

Presso le grotte di San Giovanni è stata ritrovata una statuetta votiva in bronzo attualmente sita all'Antiquarium Teatinum.

La statua raffigura un uomo con un gonnellino che regge nella mano destra un piatto in segno di offerta o di richiesta ad una divinità.

Del I secolo a.C. sono state ritrovate delle epigrafi nelle zone limitrofe del paese.

Tuttavia la prima citazione storica del paese risale all'870 quando tra i possedimenti dell'abbazia di Montecassino viene citata un sancti Petri in loco qui dicitur Ari (San Pietro nel luogo che viene chiamato Ari).

Il folklore contadino ha sempre collegato l'origine della contrada San Pietro con una comunità monastica, voce attestata dalla presenza di alcuni ruderi, forse di un convento.

Forse la fondazione di Ari è da ricercare proprio attorno ad un monastero per trarre sostentamento e protezione.

Il cenobio grazie all'aiuto economico fornitogli dai normanni si è andato man mano ampliandosi arrivando all'apogeo tra il X e l'XI secolo quando constava anche di una biblioteca, di un oratorio e di un nugolo di possedimenti tra chiese, terreni, e mulini.

Due bolle papali, di Alessandro III del 1173 e di Innocenzo III del 1208, ribadiscono l'appartenenza alla diocesi di Chieti, mentre una bolla dell'imperatore Lotario ne conferma alcuni privilegi.

Indi il monastero decadde tra il 1400 ed il 1464 e con la morte dell'ultimo cappellano la zona fu assorbita definitivamente dalla mensa vescovile.

Agli inizi del XIII secolo fu feu­do degli Orsini. In seguito apparten­ne alla città di Lanciano, e suc­cessivamente ai de Collalto, ai de Vega, ai di Palma, ai Carafa, ai Rinaldo de Aro, a Guglielmo Carbone, Francesco della Torre ed ai Ramignani.

Negli anni venti e trenta del 1900 divenne famosa la residenza dei baroni Nolli di Ari per la cosiddetta "Pensione Inglese": la baronessa Frances Picton Warlow Nolli, infatti, realizzò nel paese un cenacolo letterario che attraeva sia artisti inglesi e olandesi sia artisti e letterati italiani.

Tra questi Mario Nolli, Gabriele D'Annunzio, Luigi Pirandello, Guglielmo Marconi

Monumenti e luoghi d'interesse

“Il palazzo-castello” di fondazione cinquecentesco, molto rimaneggiato. La torre che è posto accanto al portone d'accesso al cortile è stata costruita ne 1700, in seguito fu innalzata è dotata di merlatura, fu verosimilmente un palazzo nobiliare invece che un palazzo difensivo, ma forse fu costruito su di un preesistente castello.

A partire dal XVI secolo vi si avvicendarono varie famiglie tra cui i Carafa.

Dal 1577 vi risiedono i Ramignani, camerlenghi di Chieti, questi usarono questo palazzo come residenza estiva ove gradivano il paesaggio che si ammirava dal palazzo.

Nella seconda metà del 500 vi furono intraprese delle modifiche strutturali dandogli un'impronta rinascimentale.

Successivamente, alla fine del Settecento vi furono i Nolli i quali, anch'essi utilizzarono il palazzo come residenza estiva.

Il palazzo consta di tre corpi di fabbrica. Anticamente, sulla medesima piazza ov'è il palazzo-"castello" vi era una chiesa parrocchiale, già esistente tra il 1324 ed il 1325 e trasformata tra il XVIII ed il XIX secolo ed ora distrutta.

La chiesa di San Salvatore. Durante la seconda guerra mondiale i nazisti la bombardarono distruggendone l'abside e la zona centrale della navata.

Negli anni cinquanta il genio civile demolisce le zone pericolanti dell'edificio ed il comune, con lo spazio creato dalla demolizione ed amplia la piazza.

Oggi ne rimangono due stanze con le volte a crociera anticamente adibiti a stanze di servizio dell'edificio sacro.

Nel 1955 la chiesa venne ricostruita con struttura basilicale a tre navate e transetto, mentre la facciata, con rosone e mosaico, sulla piazza è in mattoni.

L'interno, spoglio conserva di particolare dei dipinti nell'abside e delle statue di santi tra cui quella di San Giovanni Battista e quella della Madonna con Bambino.

La chiesa della Madonna delle Grazie. La prima menzione risale al 1671 in una visita dell'allora vescovo alla chiesa di Ari. Tra le statue site all'interno vi sono quelle di Santa Filomena e la scultura lignea medievale della Madonna col Bambino.

La chiesa di San Giovanni. La chiesa risulta officiata fino al 1800 e documentata sin dall'inizio del 1200.

La chiesa di San Rocco. Forse è ottocentesca. L'interno è ad aula unica con abside e volta a botte. All'interno vi è una statua lignea.

La chiesa di Sant'Antonio. La chiesa è sita ad un chilometro da Ari sulla strada provinciale Ari-Filetto. Risale al 1858 ed è in stile neoclassico. L'interno è ad un'unica navata con soffitto a volta ed abside poligonale.

La facciata è preceduta da un portico a volta. All'interno vi sono varie statue tra cui una di Sant'Antonio abate. Alcuni documenti attestano che precedentemente su questo stesso luogo vi era un altro edificio dedicato allo stesso santo.

La chiesa di San Michele Arcangelo. La chiesa è sita in contrada San Pietro all'incrocio con la Via per Giuliano Teatino e la strada provinciale Filetto -Miglianico.

Risale agli anni trenta ed inaurugara nel 1939. Le pietre per la costruzione di questa chiesa sono state raccolte da donne e trasportate sul luogo di edificazione tramite carri agricoli ed edificata con il lavoro gratuito della gente. La chiesa è di modeste dimensioni, a navata unica, volta a botte ed abside rotondeggiante.

I ruderi della chiesa di San Pietro in Campis. Anch'essi sono siti nella contrada di San Pietro. Constava di un monastero benedettino. Fu abbattuta nel XVIII secolo perché ritenuta pericolante. Le sua fondamenta sono site sotto l'area comune dell'abitato.

La chiesa di Santa Maria della Misericordia. È posta su di un dirupo risparmiato da una precedente frana del 1940. L'interno è ottagonale sovrastato da un cupolino. La prima citazione risale al 1661 insieme ad un eremita. Presso l'altare vi è una tela che raffigura la Madonna della Misericordia.

La cappella della Madonna delle Grazie. Quest'edificio è sito in contrada Pianagrande. È stata costruita nel 2004 dagli abitanti stessa della contrada a loro spese con un finanziamento del comune. L'edificio è poco più che un'edicola ed è stato eretto su un progetto di un architetto locale.

L'edicola di San Francesco di Paola. Fu costruita negli anni trenta ed abbandonata negli anni settanta. Verrà ricostruita.

Altre chiese distrutte e scomparse:

o La chiesa di Santa Maria in Frasconara. Anch'essa come la chiesa di Santa Maria della Misericordia era sita in contrada Santa Maria. Constava di Un monastero femminile, è scomparsa dal XVI secolo.

o La chiesa di San Bartolomeo. La chiesa era sita in contrada Turri. La messa non fu officiata dal XVI secolo e lentamente decadde fino alla sua scomparsa.

o La chiesa di San Giovanni Battista. Ne rimane un rudere in contrada Sant'Antonio.

o La chiesa di Sant'Agostino. La sua ubicazione rimane ignota.

Paese della memoria

Il piccolo centro è noto da alcuni anni come "Paese della memoria".

Sono quasi 30 i monumenti, scolpiti nella bianca pietra della Maiella a memoria dei martiri di oggi; tutori dell'ordine, magistrati, giornalisti e giudici morti per mano mafiosa al servizio della patria e della giustizia.

Tra questi si ricordano Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rosario Livatino, Marco Biagi, Nicola Calipari.

EconomiaViticoltura per uva da vino e da tavola, olive, cereali e ortaggi. Lavorazione di giunchi e vimini per produrre cesti, apicultura, intarsiatura del legno e produzione di cancelli in ferro battuto. Anticamente vi era la produzione e la lavorazione della lana in quanto vi si praticava la transumanza.

Personalità legate ad Ari

• Antonio Nolli, (1754-1830) barone di Tollo, Ministro delle Finanze sotto il regno di re Gioacchino;

• Luigi Pirandello, ospite assiduo della "Pensione Inglese" tenuta dai Baroni Nolli;

• Rodrigo Nolli, (1826-1875) barone di Tollo, sindaco di Napoli, proprietario di parte del castello di Ari.

Eventi e tradizioni

• 8 maggio: San Michele Arcangelo

• Maggio: festa dell'Ascensione, con processione e cortei con le statue dei santi

• 13 giugno: Sant'Antonio da Padova

• Luglio: Giornata della memoria

• 1º sabato di agosto: Festa del socio delle cantine

• 16 agosto: San Rocco

• Terza domenica di settembre: Madonna delle Grazie

o Il sabato successivo: Santa Filomena

Frazioni: Curci, Foro, Pianagrande, San Antonio, San Pietro, Santa Maria, Turrimarchi