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Fresagrandinaria è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, Madonna Grande, si festeggia il lunedì dopo la pentecoste.

Frazioni: Guardiola, Pagliarini, Pantano, Pidocchiosa.

Confina con i comuni di Cupello, Dogliola, Furci, Lentella, Mafalda (CB), Palmoli, San Buono.

Nel paese, che sorge su un colle che guarda la valle del Trigno, è da vedere la chiesa parrocchiale.

L'insediamento conosciuto con il nome di "Fresa" è noto dal XII se­colo, ma la zona fu interessata, sin dal secolo X, dalla colonizza­zione benedettina.

In seguito al toponimo si aggiunse il nome di Grandinate, dal feudatario Riccardo Grandenatus.

Fu feudo dei Caracciolo.

Il paese ha origini longobarde, tuttavia i primi insediamenti risalgono ad almeno all'età del bronzo finale.

In località Guardiola sono stati ritrovati dei reperti archeologici.

Nel X secolo il suo territorio è frequentato dai monaci benedettini che hanno fondato il Monastero di Sant'Angelo in Cornacchiano. Monumenti e luoghi d'interesse

• Borgo fortificato. Il primo impianto risale al XIV secolo, successivamente è stato trasformato fino al XVIII secolo. Nel borgo spiccano la torre merlata a pianta quadrata, una porta urbana e delle case-mura con molti archi con muri di cinta ed una torre a scarpa.

Il nucleo originario del paese ha una direzione est-ovest chiusa a nord dalla chiesa e dal castello-palazzo Grandinati sito nell'attuale area della casa D'Aloisio-Lalla.

Il castello-palazzo fu demolito in seguito alla eversione della feudalità, oggi ne restano le mura perimetrali. Nel centro urbano vi sono numerose grotte artificiali e cavità realizzate, secondo una diceria locale, per creare delle cave di pietra ed aumentare le zone edificabili.

• Chiesa del Santissimo Salvatore. È sita in Salita Cavour. L'impianto originario risale al XIV secolo ed in seguito trasformato nel XIX secolo.

Le vicende storiche dell'edificio religioso sono correlate al castello ed al borgo fortificato visto che è sito nel punto più alto del paese.

È menzionata nelle decime del 1324-25 come dipendenza dell'Abbazia di sant'Angelo in Cornacchiano. Le trasformazioni del XIX secolo sono dovute quando il palazzo-castello fu ricostruito.

Del 1818 e del 1828 vi sono dei progetti preliminari di ricostruzione curati dall'architetto Michelangelo Jaita in seguito l'ingegnere Carlo Luigi Dau progetterà un progetto a tre navate ma mai realizzato.

I lavori di ammodernamento vennero affidati a Gabriele e Basilio Fagnani, indi fu riaperta al culto nel 1858, mentre i lavori furono ultimati nel 1859.

Del 1883 è una citazione della chiesa come pericolante.

La facciata, in stile ottocentesco con forme classiche, è divisa in tre parti da paraste con trabeazione e frontone. Il portale è in pietra scolpita. La torre campanaria presenta una base quadrata. L'interno è a navata unica con soffitto a volta a botte e lunette.

• Chiesa di Sant'Antonio da Padova. È sita in località Guardiola.

È stata costruita all'inizio del XX secolo. Secondo una leggenda in un antro sulla sponda destra del fiume Treste si narra che è apparso sant'Antonio da Padova nel 1899 così fu edificata la chiesa son la facciata rivolta verso il fiume in pietra ad un'unica navata ed un piccolo campanile collegata alla grotta.

Nel 1910 furono istituite delle fiere che si svolgono l'1-2 giugno ed il 4-5 settembre. Nel 1968 la chiesa era fatiscente così fu demolita, riedificata ed ultimata nel 1975.

• Resti della chiesa di Sant'Angelo in Cornacchiano.

Sono siti in località Sant'Angelo. La prima citazione risale al 1115 quando Ugo Grandinato diede in dono all'abate Giovanni il castrum Diliolae. Sin dal 1173 è documentata quando papa Alessandro III rinnovò il monastero con altre proprietà al vescovo Andrea.

Nel 1267 l'abate Bonagino ricompensò gli abitanti di Palmoli per averlo aiutato nel sedare la ribellione della popolazione di Dogliola, la ricompensa consistette nel poter pascolare, attingere acqua, raccogliere frutta e soggiornare sia di giorno che di notte a Dogliola.

Il monastero raggiunse il culmine dello splendore nel XIV secolo nelle decime del 1324-25 quando ha molti paesi come dipendenza, tra cui: Fraine, Roccaspinalveti, Furci Guilmi Tufillo, San Buono e Dogliola.

Le chiese di Dogliola rimasero assoggettate al monastero fino al 1568 come afferma la relazione di una visita pastorale, tale relazione afferma che il monastero era munito di una torre con lapidi, di cui oggi si possono notare i ruderi.

Tali ruderi si compongono di una struttura con base quadrangolare con paramento esterno realizzata con conci di pietra calcarea ed arenaria.

Nelle zone limitrofe si rinvennero dei reperti archeologici, tra cui delle statuette votive in terracotta risalenti al III-I secolo a.C. verosimilmente riconducibili ad un tempio italico sui cui ruderi venne edificato il monastero.

Il 13 agosto è meta del pellegrinaggio degli abitanti di Furci.

Una tradizione vuole che il Beato Angelo soggiornò in questo monastero per compiervi degli studi.

• Fontana municipale. È sita nell'antico centro. È stata realizzata nel 1891 quando fu inaugurato il nuovo acquedotto. Il basamento è di forma circolare ed è in conci di pietra dove al centro vi innalza una statua in ghisa raffigurante una donna eseguita a Glasgow in cui fuoriuscivano tre cannelli.

• Palazzo de Lellis.

Comuni gemellati

Nowa Sol, Polonia

Püttlingen, Saarland, Germania

Saint-Michel-sur-Orge, Francia

Senftenberg, Brandeburgo, Germania

Veszprém, Ungheria

Žamberk, Repubblica Ceca

Personalità legate a Fresagrandinaria

Padre Tosello Giangiacomo

Eventi e tradizioni

• 20 gennaio: festa di San Sebastiano;

• 17 gennaio e 1 giugno: festa di Sant'Antonio abate;

• Mercoledì dopo la Pentecoste;

• 15 agosto: festa della Madonna Grande;

• agosto: sagra della porchetta e festa dell’emigrante;

• 8 settembre: festa della Madonna delle Grazie;

• dicembre-gennaio: Borgustando - percorsi d'inverno tra eccellenze enogastronomiche lungo i vicoli di borghi inesplorati.

tutti pazzi per la Civita

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