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Pizzoferrato è un comune della Povincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, San Domenico, si festeggia il 4 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Civitaluparella, Gamberale, Montenerodomo, Quadri, Sant'Angelo del Pesco (IS)

Il suo territorio comunale ricade nel Parco Nazionale della Majella

II borgo, con le case abbarbicate ai piedi di una rupe dominante la valle del Sangro, tra boschi, è sovrastato dai ruderi del castello e della chiesa di San Nicola.

Nei dintorni merita una visita la chiesa di San Domenico in Silvis.

Tutta la zona è ricoperta da boschi di faggio, querce ed abeti che ospitano orsi bruni marsicani, cinghiali, lupi, martore, poiane, falchi, scoiattoli oltre a mammiferi ed uccelli rari.

Vari itinerari di trekking ed escursioni boschivo-montane possono favorire l'incontro fra questi animali ed i turisti.

Pizzoferrato è tra le Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

La sua origine viene ritenuta alto-medievale, ma del borgo si ha menzione solo a partire dal XII secolo.

Nel Cata­logo dei Baroni (1150-1168) è ri­cordato come Pictum Ferratum.

Divenne feudo di Raimondo Caldora nella prima metà del XV se­colo.

Dei successivi feudatari ricor­diamo i d'Aquino, e i Monaco che ne erano ba­roni alla fine del Settecento.

Prima dell'anno mille nel comune di Pizzoferrato c'erano 3 piccoli luoghi abitati il cui nome incominciava per "Pitius" cioè "Pizzo":

•          Pitius Superior (Pizzo Superiore), attualmente identificabile con la Rocca che sovrasta il paese

•          Pitius Medium (Pizzo Medio) molti la identificano con la Rocca Fonte Maggiore.

•          Pitius Inferior (Pizzo Inferiore) attualmente detta Roccarsa.

Tutt'intorno a questi tre Pitius vi erano delle faggete, dei cerreti e delle abetine mentre la popolazione si dedicava alla pastorizia transumante ma poi si dedicavano all'agricoltura.

Sulla fusione dei 3 "Pizzi" vi sono 2 ipotesi:

1.         Secondo un archivio napoletano un'ignota catastrofe distrusse i tre Pizzi così gli abitanti superstiti si stanziarono nel centro odierno.

2.         secondo un'altra ipotesi si salvarono 2 fratelli, Rocco e Lorenzo. Rocco si stanziò a Pizzoferrato mentre Lorenzo a Gamberale, fatto provato che una delle chiese di Pizzoferrato è dedicata a San Rocco, mentre il patrono di Gamberale è San Lorenzo.

Una piantina del'archivio delle carte geografiche attesta che il nome è "Pizzosterrato" cioè Pizzo fuori terra.

Nel Medioevo quando fu invaso dai briganti ed il paese fu costretto a chiudere le porte d'accesso il nome fu cambiato nell'odierno.

Originariamente masserie a Pizzoferrato non c'erano, per il brigantaggio, quando, in Abruzzo il brigantaggio venne eliminato, la popolazione andò così a stanziarsi in masserie, dette anche frazioni, invece, chi non andò ad abitare nelle masserie preferì andare ad abitare a Pizzoferrato paese.

Il fenomeno che trattava lo spostarsi di popolazione perdurò ancora per qualche secolo. Monumenti e luoghi d'interesse

Le chiese

•          Chiesa della Madonna del Girone. Questa chiesa si trova presso la rupe del centro del paese.

Non vi sono date certe sulla sua fondazione, ma si sa che è la più antica. La costruzione viene fatta risalire all'XI secolo mentre l'abside è un'aggiunta del XIII secolo. La struttura attuale ad un'unica navata con volta a botte e lunette viene fatta risalire al XIX secolo. La chiesa fu danneggiata nel terremoto del 1984 e successivamente restaurata.

La facciata è interamente intonacata. Al centro si apre un portale in pietra semplice, sopra al portale vi è una finestra anch'essa realizzata in pietra ed architravata. Sul lato destro della facciata vi è il campanile. Nella chiesa della Madonna del Girone vi sono i resti delle statue di San Nicola di Bari e San Domenico del XIV secolo ed un dipinto del 1650 circa.

La campana della chiesa è di Agnone. All'interno vi sono l’acquasantiera in marmo nero della Maiellaed un crocifisso.

Il crocifisso, secondo una leggenda, era bramato dai tedeschi in fuga sulla Linea Gustav, durante la II guerra mondiale, ma non riuscendolo a portare via spararono una raffica di mitra al crocifisso, il quale, secondo testimoni, il crocifisso stesso, per non essere colpito, si spostò.

A tutt'oggi ne rimangono i fori dei proiettili sul muro come testimonianza.

In questa chiesa si rifugiarono anche qualche partigiano per non essere catturato dai tedeschi, ma i partigiani, scoperti, si videro costretti a sacrificarsi buttandosi dalla rupe che dà sul paese.

•          Chiesa di San Rocco. Si trova nell’omonima piazza.

Risale alla 2ª metà del XIX secolo. Fu costruita sulle rovine della cappella preesistente di San Rocco.

La facciata, rettangolare è in conci di pietra ornati da lesene. Il campanile è in tre livelli. All'interno ad unica navata con, al termine, un'abside, e cappelle laterali, vi è una trabeazione. La volta è a botte con lunetta. Il presbiterio è a cupola. Gli stuchi e le decorazioni sono tinteggieti di beige.

•          Chiesa di San Nicola. Della chiesa originaria attualmente ne rimane solo un piccolo rudere che, anticamente sosteneva un muro perimetrale. Si trattava nel quartiere di Pizzo o Terra vecchia presso la chiesa della Madonna dei gironi.

Nell'Ottocento fu distrutta perché in condizioni precarie. L'interno era a due navate col soffitto in legno dorato nello stesso stile della chiesa di Pescocostanzo.

•          Chiesa di San Domenico in Silvis. Nella località San Domenico in Silvis o "La Valle" vi è l'eremo eponimo constante di una chiesetta rurale pittoresca in stile romanico rurale posta sotto una rupe a burrone. La facciata è stata realizzata in pietra calcarea della Maiella. La copertura è a capanna. Nel retro è sita la grotta dove è l'eremo originario del santo. iniziata ad essere costruita nel 1921 è stata terminata nel 1923. L'interno è ad un'unica navata a due campate con copertura a botte..

I palazzi, il fileremo ed il castello

•          Il Palazzo Municipale. Il palazzo è del tipo a blocco isolato realizzato nel XIX secolo a due piani più sottotetto a piazza San Rocco. È statio recentemente restaurato. Le pareti esterne sono state realizzate in pietra calcarea smussata, conci di pietra negli angoli e mattoni nelle rifiniture.

•          Il Palazzo Casati. Questo palazzo è suddiviso in tre piani e la sua costruzione è attribuita alla 2ª metà dell'Ottocento. Il lato sito verso la valle è stato più volte rifatto. Il 1º piano non ha finestre, nei successivi vi sono due finestra con timpano, di cui uno a tutto sesto ed uno ogivale. Inoltre vi è un loggiato a bifora ed uno a trifora.

•          Resti del Castello Baronale-Palazzo-Ducale del XVI secolo, recentemente restaurato ed ora utilizzato come sala convegni. Degli elementi che rimangono non è possibile determinare la sua reale estensione, ad ogni modo le cronache della parrocchia di Pizzoferrato narrano di un palazzo a più piani con solai in legno. Attualmente il palazzo ducale occupa il vecchio castello ed è di proprietà comunale. Il palazzo ducale ha due piani con due torrioni cilindrici su due angoli del palazzo stesso.

•          Sulla rupe vi è anche "il fileremo", che è rappresentato da una villa.

•          Due belvedere. Dai belvedere si può ammirare un panorama che arriva alla Dalmazia, tanto che da Gabriele D'Annunzio venne definita la terrazza d'Abruzzo".

Personalità legate a Pizzoferrato

Bruno Sammartino

Sammartino detiene infatti tuttora il record di Nino D'Angelo, gli è stata riconosciuta la cittadinanza onoraria di Pizzoferrato

Eventi e feste:

Ultima domenica di luglio, sagra dell'agnello, a Castiglione;

4-5 agosto, festa patronale di San Domenico;

8-9 settembre, festa della Madonna del Girone.

Frazioni: Castiglione, Collalto, Turchi, Valle del Sole.

tutti pazzi per la Civita

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