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Civitella Casanova è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo.

Il patrono, Beata Vergine Maria delle Grazie, si festeggia il 15 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Carpineto della Nora, Civitaquana, Loreto Aprutino, Montebello di Bertona, Ofena (AQ), Penne, Vicoli, Villa Celiera.

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Inserito nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, nel Distretto delle Grandi Abbazie, di cui è sede, e nella Riserva regionale Voltigno e Valle d'Angri, una riserva regionale compresa nel Parco Nazionale.

Il paese basa la propria economia soprattutto sull'agricoltura.

Si estende sul dorso di una collina, presso la confluenza dei tor­renti Schiavone e Festina.

Da vedere la chiesa di Santa Maria delle Grazie, di fondazione cinque­centesca ma molto rimaneggia­ta, e le decorazioni parietali del pittore Severino Galante (1750 ca.-1827) in palazzo Pignatelli!.

Il monumento più importante è però poco fuori del paese, la chiesetta di Santa Maria della Cona, annessa al cimitero, con bellissimo portale rinascimen­tale (1529) di Pietro de Stefano e Bernardino Darz e, all'inter­no, entro un altare barocco, un affresco di scuola aquilana del 1515.

Sul suo territorio sono stati rin­venuti reperti di epoca romana.

Abbiamo la prima menzione del toponimo nel IX secolo.

Fu pos­sesso degli abati del Monastero di Santa Maria di Casanova, da qui quel "Civitella dell'Abbazia" che leg­giamo, riferito al paese, nei docu­menti medievali.

L'attuale borgo, in continua espansione, si è sviluppato nella zona pedemontana della maestosa catena del Gran Sasso ai piedi del Monte Cimoni (m 1404) e del Monte Colle Madonna (m 1350) da un centro abitato, relativamente più antico e modesto nelle dimensioni, chiamato Terravecchia.

Edificato in pietra e cotto, questo piccolo borgo sorge su un'altura rocciosa e rappresenta la parte più remota e suggestiva del centro storico che ai tempi dei romani era denominato Cutina o Cingilia.

Su di essa si ergevano il ponderoso Castrum di Rossi di Civitella, distrutto nel 1456 da un disastroso terremoto, e la Chiesa di San Marco della quale oggi rimane solamente una pietra, sulla quale vi è stata edificata una nuova casa, ma lasciata volutamente a vista dai proprietari. Successivamente, molti edifici furono ingoiati da una frana che trascinò con se gran parte di quella zona, riducendola all'attuale striscia di terra che vediamo oggi.

In conseguenza di questi eventi sorse la necessità dello sviluppo di un nuovo paese: la sua successiva espansione, difatti, lo portò a svilupparsi sulla collina, verso ovest, fino alle pendici della montagna.

La sua forma allungata odierna è attraversata da un lungo asse rettilineo, che alcuni ritengono sia uno dei corsi più lunghi presenti nell'intera provincia, costeggiato da file di abitazioni pressoché ininterrotte.

Terravecchia è oggi molto affascinante, per via dei suoi muri in pietra e cotto, delle tortuose stradine e delle ripide scalette, e la sua architettura rimane ancora di notevole interesse.

I due nuclei sono oggi riuniti, e sono presenti edifici di superiore qualità edilizia.

L'altitudine conosciuta del comune risulta essere 400 m s.l.m., ovvero il punto in cui è edificato l'edificio municipale: pochi sanno che, tuttavia, il punto più alto del territorio comunale misura 1581 m, altezza del monte Cima della Cioccola osservabile dalle frazioni di Baffo e Centelle, facente parte del comune di Civitella.

Esso si sopraeleva dietro i sopra citati Monti Cimoni e Colle Madonna che formano la Piana con i Merletti, ovvero una barriera di roccia composta da guglie calcaree, che di fatto è la porta della piana del Voltigno.

Civitella, nelle maggiori altitudini, ospita una grande area di questo altopiano, nella quale sono compresi i tre monti del comune; infatti in questi luoghi si presenta il tipico paesaggio caratteristico montano, dove sono presenti ampie faggete e boschi di querce e abeti; possiamo trovare la zona faunistica del camoscio d'Abruzzo, in cui sono presenti anche poiane, falchi pellegrini, caprioli, il lupo appenninico, il gatto selvatico, ed una volta anche l'orso.

Ottima meta per gli appassionati della montagna e per coloro che amano essere immersi nel verde, a poca distanza dal paese dal quale è possibile osservare, guardando verso la montagna, quest'area naturalistica incontaminata.

L'altopiano del Voltigno si trova a circa 1300 m di altitudine ed è spesso meta di turisti e gente che ama la montagna, ma vi si praticano anche sport, tra cui il ciclismo e lo sci di fondo, d'inverno.

Proprio da queste parti, sul monte Colle Madonna, ha origine la sorgente di Rivo Chiaro che, mediante l'omonima cascata, ghiacciata d'inverno, ottima per le arrampicate alpinistiche, dà vita al Torrente Schiavone, alimentato dalle acque del Torrente Festina, confluente poi nel fiume Nora.

È presente anche un piccolo lago carsico, alimentato soprattutto dalle precipitazioni nevose invernali, il Lago Sfondo, l'unico che non si prosciuga d'estate a dispetto degli altri piccoli laghetti che hanno la stessa origine.

Secondo la credenza popolare, il lago non ha fondo e sfocia direttamente nel Mar Adriatico.

Civitella Casanova vanta anche un vasto territorio di interesse naturalistico: fuori dal centro, in contrada Fornace, si può visitare lo Zoo Parco la Rupe, mentre a nord del Colle Manganello, in località Festina, a 790 m s.l.m. si trova una sorgente d'acqua sulfurea, di solito non facilmente recepibile e favorevole a numerose cure contro acne, artrite, bronchite asmatiforme, bronchite catarrale, eczema seborrico, linfatismo eretistico, reumatismo articolare acuto, rinofaringo - laringite cronica, sordità rinogena.

Oltre ad essa, divenuta anche un luogo turistico d'alta montagna del comune e trasformata in una graziosa fontanella, sono presenti in montagna almeno altre tre principali sorgenti ad uso potabile:

• Sorgente Fonte Madonna, presente sul monte civitellese di Colle Madonna, della portata di l/s 5,0;

• Sorgente Festina, presente sempre sulla montagna di Civitella in località Festina, della portata di l/s 0,5;

• Sorgente Sant’Anello, presente nel territorio comunale, alle pendici però del monte Bertona, in località Santanello, della portata di l/s 0,5.

Le condizioni climatiche, caratterizzanti del clima mediterraneo, permettono la coltivazione di ampi uliveti e vigneti presenti in maniera estesa su tutto il territorio.

Molto famoso l'olio di Civitella, di qualità carpinetana, e il vino del luogo.

Non ci sono pervenute fonti che approfondissero in maniera esaustiva e documentassero ampiamente la storia di questo comune in seguito ad un'occupazione tedesca durante gli anni del secondo conflitto mondiale del Palazzo Jandelli e dell'edificio municipale, che allora non si trovava nell'odierna sede di Palazzo Pulsoni in Corso Umberto I, ma in un edificio in via Vico delle Scuole, vicino al Palazzo Pignatelli.

Esso, ciononostante, può vantare una storica e gloriosa esistenza, resa nota dalle poche fonti e documenti pervenutici, ai quali si aggiungono le testimonianze degli abitanti del luogo, talvolta anche prese in considerazione da professori universitari per appositi studi che hanno rivelato preziose informazioni, in seguito rese note.

In località San Benedetto sono stati ritrovati reperti romani ed è venuto alla luce un tratto di acquedotto sotterraneo assieme a pavimentazioni di abitazioni e necropoli.

Anticamente il borgo era denominato Cutina, antica città dei Vestini, popolo che entrò in conflitto con i Romani nell'anno del consolato di Giunio Bruto Sceva, il 325 a.C.

In quell'occasione la città è citata da Tito Livio.

Il nome di Civitella compare per la prima volta nella "Chronica S. Monasterii Casinensis".

Il paese in quel periodo si chiamava Civitella dell'Abbadia, per la presenza del celebre e fervido cenobio di Santa Maria di Casanova.

Il monastero fu il primo e il più potente d'Abruzzo, il più illustre e celebre tra i cinque cistercensi sorti in terra abruzzese, e fu fatto erigere nel 1191 dalla Contessa Margarita, madre di Berardo II, Conte di Laureto e Conversano, e fu affidato nel XII secolo all'ordine dei Cistercensi con una ricca dotazione. Andando avanti nel tempo l'importanza e la prosperità del monastero crebbe a tal punto che esso, secondo il Bindi, vantava tra i suoi feudi il castrum di Rossi, ovvero quello di Civitella, la terra di Carpineto, di Fara, di Cretano, di Vestigio, di Brittoli e persino le isole di Tremiti.

Divenne così potente da vantare possedimenti anche in terre lontane, come in Lucera di Puglia, fino ad ottenere il consenso da Alessandro IV nel 1258 circa l'annessione e l'assorbimento totale del florido quanto illustre cenobio di San Bartolomeo di Carpineto, progetto che fu legittimato a livello politico l'anno seguente con un diploma del re Manfredi.

Nei momenti di maggiore prosperità, il monastero arrivava ad ospitare 500 frati, molti dei quali dediti agli studi umanistici, alla trascrizione dei testi ed alla miniatura dei codici.

Qui visse ed operò Erimondo, celebre libraio e famoso minaturista di codici in cifre longobarde nato proprio a Civitella Casanova.

Ed è grazie ad egli se le popolazioni della zona sono state sollevate dalle condizioni di servi della gleba a quella di esperti agricoltori.

I suoi codici furono portati a Milano nel XVII secolo dal cardinale Federico Borromei, abate commendatario dell'abbazia, che governò dal 1591 alla sua morte avvenuta nel 1631.

Lo splendore del cenobio durò per circa sette secoli durante i quali il paese si sviluppò con una certa tranquillità, vivendo all'ombra dell'abbazia e rispettando le indicazioni dei padri cistercensi.

Ricordiamo, inoltre, lungo tutti questi anni il gemellaggio fra l'Abbazia di Casanova, una delle più importanti e potenti d'Abruzzo, con l'Abbazia di Casamari.

Sopravvennero, poi, il declino e la distruzione da parte nel 1807 durante il regno di Giuseppe Bonaparte.

Del monastero restano soltanto pochi ruderi, al confine con il comune di Villa Celiera.

Il paese perciò ha dovuto lottare non poco nell'età moderna per mantenere una propria identità e conquistare appieno un'autonomia, specialmente nei confronti dei paesi limitrofi.

Il comune di Civitella è sempre appartenuto al Regno delle due Sicilie fino all'unità d'Italia, e più precisamente al Giustizierato d'Abruzzo.

Nel 1273 Carlo I d'Angiò, per una migliore amministrazione politica del territorio, ne decretò la suddivisione in due distretti amministrativi: l'Aprutium ultra flumen Piscariae e l'Apriutium citra flumen Piscariae (Abruzzo al di là del fiume Pescara e Abruzzo al di qua del fiume Pescara), vale a dire Giustizierato d'Abruzzo Ultra (circa le odierne province dell'Aquila, Teramo e buona parte di quella di Pescara) e Giustizierato d'Abruzzo Citra (circa l'odierna provincia di Chieti).

Tuttavia, nel 1806 il giustizierato d'Abruzzo Ultra fu ancora una volta diviso in due nuove provincie: la provincia d'Abruzzo Ultra I (l'attuale provincia di Teramo che comprendeva anche buona parte della odierna provincia di Pescara), e la provincia d'Abruzzo Ultra II (l'attuale provincia dell'Aquila che includeva i 17 comuni successivamente ceduti alla provincia di Rieti e i 2 alla provincia di Pescara).

La provincia d'Abruzzo Ultra I era suddivisa amministrativamente in due distretti: il distretto di Teramo con l'omonimo capoluogo, ed il distretto di Città Sant'Angelo.

Civitella era situata in quest'ultimo, inserita nel 1811 nel circondario di Catignano.

La suddivisione del Giustizierato d'Abruzzo Ultra in Provincia d'Abruzzo Ultra I e Provincia d'Abruzzo Ultra II fu valida dal 1806 al 1861, anno in cui, in seguito all'unità d'Italia, nacquero le provincie e, con esse, i circondari, suddivisioni amministrative di quest'ultime.

La neonata provincia di Teramo quindi comprendeva i territori dell'Abruzzo Ultra I, e i suoi due nuovi circondari corrispondevano ai confini territoriali dei precedenti distretti:

• il Circondario di Teramo, nato dal distretto di Teramo, con capoluogo omonimo;

• il Circondario di Penne, nato dal Distretto di Città Sant'Angelo: esso aveva come capoluogo Penne ed era composto da 5 mandamenti, tra cui quello di Catignano, del quale Civitella faceva parte.

Questo comune quindi fu sempre situato nell'Abruzzo Ulteriore I, equivalente poi della provincia di Teramo, e precisamente nel distretto di Città Sant'Angelo, divenuto poi Circondario di Penne (istituito nel 1861 come subunità amministrativa della provincia di Teramo).

Quando nel 1927 nacque la provincia di Pescara, seguì la soppressione dei circondari delle singole provincie e i comuni appartenuti al Circondario di Penne, tra cui Civitella, andarono a confluire nella neonata provincia,tranne quelli del mandamento di Bisenti che rimasero in provincia di Teramo.

Ad essi si aggiunsero due comuni appartenenti alla già provincia dell'Aquila, più altri appartenenti alla già provincia di Chieti.

Successivamente, nel 1913, il comune di Civitella subì la scissione di una delle sue frazioni, Celiera, che per decreto regio emanato quell'anno, entrato in vigore dal 1º gennaio 1914, andò a formare un comune a sé.

Civitella conserva ancora la sua struttura antica; nel centro urbano è ancora oggi possibile ammirare i più antichi e rilevanti monumenti e opere architettoniche presenti sul territorio.

Architetture religiose

• Chiesa parrocchiale della Beata Vergine Maria delle Grazie, o anche Madonna delle Grazie del XVI secolo (1529) con artistico affresco della Vergine del Rosario; oggi danneggiata a causa del sisma del 2009, è inagibile e nella zona rossa del paese.

• Chiesa della Madonna della Cona, di origine rinascimentale, è un monumento nazionale che sorge fuori dal centro abitato, adiacente al cimitero. Il ricco portale in pietra è stato eseguito nel 1529 da Bernardino Darz e Pietro Aquilano, come si legge sul piedistallo della lesena di sinistra. Il piccolo campanile è ad un solo archetto.

L'interno, ad una navata, presenta un antico affresco cinquecentesco che raffigura una donna semisepolta dalla neve mentre invoca l'aiuto alla Madonna ed alcune persone cercano di liberarla.

Nella parete terminale un altare seicentesco in stucco racchiude un'immagine affrescata raffigurante la Madonna col Bambino: è questa la "Cona", ossia l'"icona", l'immagine venerata, che dà il nome alla chiesa.

Fino all'inizio degli anni settanta nella chiesetta era custodito un grande dipinto su tela (cm 200×250 circa) raffigurante la deposizione di Cristo recante la scritta: per Grazia ricevuta Famiglia De Carolis, 1866.

Ignoti ladri lo hanno tagliato lungo il margine della cornice e trafugato. Al suo posto, ora, c'è la tela di copiatura della antica immagine. La chiesetta, preservata dalla violenza del sisma dell'Aquila, è divenuta la nuova chiesa madre.

• Chiesa di San Giovanni, situa sul rione di Terravecchia nella zona sportiva del Campo sportivo e Piscina Comunale San Giovanni, ora in rovina, era aperta per la celebrazione della messa il giorno di San Giovanni Battista.

• Chiesa di San Giovannino, in contrada Pastini, è una cappella votiva privata.

• Chiesa di San Marco, risalente ai tempi del feudalesimo se non ancora precedentemente, fu edificata nel primo nucleo dell'attuale centro storico, Terravecchia.

Di questa rimane oggi solo una massiccia pietra delle mura.

Architetture civili

• Palazzo Bottini, un altro palazzo di Civitella, anch'esso gravemente danneggiato dal terremoto, una delle famiglie più nobili del paese, tanto che la strada principale d'ingresso fu denominata proprio in onore del suo proprietario, Egidio Bottini.

• Palazzo Jandelli, altro palazzo signorile, un tempo esposto a mostre e visite turistiche, oggi crollato al suo interno a causa del sisma dell'aprile 2009.

Nei tempi della seconda guerra mondiale divenne sede del comando nazista di Civitella e dintorni e, nei piani superiori, i soldati tedeschi pianificavano le azioni future e mosse strategiche da portare a termine.

Alcuni cittadini testimoniano che i tedeschi vi giunsero con dei cavalli che fecero dormire nella Chiesa Madre; secondo altri, essi arrivarono per mezzo di motociclette, ma comunque occuparono il palazzo e la sede municipale.

• Palazzo Pignatelli, palazzo signorile con preziosi affreschi parietali realizzati dal pittore autoctono Severino Galante (1750-1827), oggi danneggiato dal sisma dell'aprile 2009 e in fase di restaurazione e ristrutturazione.

• Palazzo Pulsoni, sede del municipio con una sala consiliare tra le più belle della provincia, ospita anche la biblioteca comunale Lorenzo Pulsoni.

• Palazzo De Blasiis, sede della Caserma dei Carabinieri.

• Palazzo De Carolis, è un'antica villa situata nei pressi del cimitero.

Quando essa fu edificata, il paese non aveva ancora raggiunto la sua completa estensione che vediamo oggi fino a queste zone, per cui questo palazzo signorile può essere inteso probabilmente come villa, ma nel concetto di una volta, ovvero una casa signorile di campagna.

• Palazzo De Carolis, magari appartenuto alla stessa famiglia del palazzo precedentemente citato, è oggi tripartito verticalmente in abitazioni distinte, si trova in Piazza Duca degli Abruzzi, accanto alla Chiesa Madre, ed è stato anch'esso duramente colpito dal sisma dell'aprile 2009.

• Villa Angelozzi e Villa Franci, sorgono adiacenti l'un l'altra e rappresentano le dimore signorili degli ultimi anni, con uno dei giardini più belli del paese.

• Fontana di San Michele, restaurata di recente, risale al 1500 circa, da quanto si legge dalla mattonella scolpita, e vi si accede dalla circonvallazione.

• Badia di Santa Maria Casanova, abbazia fondata nel 1191 in stile cistercense.

Ebbe vita fiorente per sette secoli durante i quali furono curate attività artistiche e ricerche scientifiche.

Durante questo longevo cenobio, il potere dell'abbazia si estese anche sui monasteri circostanti, e tra i quali quello delle Isole Tremiti che fecero parte del comune di Civitella. Fu soppressa nel 1807 durante il regno di Giuseppe Bonaparte.

Nel monastero visse e morì Erimondo, abate amanuense esperto in codici miniati.

Oggi è possibile ammirare alcuni ruderi, non tutelati per il loro valore artistico, tra cui l'imponente e massiccia Torre Casanova ai confini del comune di Villa Celiera.

• Resti di un acquedotto romano, pavimentazioni di abitazioni e necropoli, in contrada San Benedetto, distante circa 1 km dal centro abitato, durante alcuni scavi è venuto alla luce un tratto di acquedotto romano, parti delle pavimentazioni delle abitazioni romane e una necropoli romana che testimoniano quindi la presenza di quel popolo in quest'antica area allora chiamata Cutina o Cingilia e la relativa datazione storica del borgo all'età romana.

Architetture militari

• Castrum di Rossi di Civitella: ai tempi del feudalesimo, presso Terravecchia, si ergeva un grande castrum, castello fortificato appartenuto alla potente famiglia di feudatari Di Rossi, che annoverava estesi latifondi per un controllo di quell'estensiva area che odiernamente corrisponde all'incirca al territorio dei comuni di Civitella e Villa Celiera.

Tuttavia non è possibile osservarne resti alcuni in seguito ad una violente attività sismica che lo rase al suolo nel 1456 insieme a gran parte degli edifici storici e abitazioni in loco.

Luoghi naturalistici e d'interesse

• Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;

• Riserva regionale Voltigno e Valle d'Angri;

• Monte Cima della Cioccola;

• Zoo-parco La Rupe.

Personalità legate a Civitella Casanova

Emidio Di Clemente

Erimondo, libraio e minaturista

Gaetano Jandelli

Gieseppe Garrani

Eventi e tradizioni

Gennaio, la domenica che precede il 17: "Lu Sand'Andonie";  si svolge in onore di Sant'Antonio Abate: l'evento è caratterizzato da una lunga sfilata per le vie del paese dove figuranti in costume recano in cerimonia gli animali della tradizione contadina, quali muli, capre, cani, oche, conigli e anche cavalli.

Tipici della sfilata anche gli antichi carri decorati, un tempo usati nei lavori agricoli.

Alla fine della parata sono organizzate attività di intrattenimento, quali rappresentazioni teatrali di compagnie locali e provenienti dai paesi circostanti, che rievocano i momenti fondamentali della vita del Santo, protettore degli animali e di tutto il mondo rurale.

A queste si aggiunge la mostra dei dolci tipici e più caratteristici del luogo, I Cieje de Sand'Andonie, che in dialetto civitellese significa Gli uccelli di Sant'Antonio, realizzati con pastafrolla a forma di uccello (da cui il nome) con svariate decorazioni e riempiti con una gustosa e aromatica farcia o con marmellata.

Aprile, 6: Santa messa alle ore 03.00 di ogni 6 aprile in ricordo del terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo nel 2009.

Per l'occasione viene solennemente esposta la statua di sant'Emidio vescovo e martire, protettore contro le catastrofi naturali e i terremoti.

Maggio-Giugno: Pentecoste,  è accompagnata da tre giorni di festeggiamenti religiosi e civili.

Agosto, 15: Celebrazioni delle Solennità Patronali, accompagnate da manifestazioni estive che colorano l'estate civitellese, come la sagra degli arrosticini, sagnarelle e fasciule, oppure la sagra di ferragosto, ricca di attività per lo più serali, come quella della notte bianca solitamente allestita il 16 agosto nella piazza del paese.

In tale periodo molti fedeli raggiungono la chiesa della Cona per assistere alle sacre funzioni, per lucrare il "perdono" (indulgenza plenaria) e per partecipare alla scenografica processione del martedì pomeriggio.

Ad esse si aggiungono i tornei di pallavolo e calcetto e le sfilate di intimo e costumi organizzate nella Piscina Comunale San Giovanni.

Ogni estate si svolge lo Stage Nazionale di Pianoforte, Violino e Canto, presso il campeggio Castel Rosso, struttura comunale posta in area montana a 750 m s.l.m.

Esso consiste in un corso di perfezionamento di alcuni brani per pianoforte o violino, presentati dai musicisti che tengono lezioni giornaliere con i rispettivi Maestri per la durata di una settimana circa.

Al termine delle attività seguono uno o più giorni di concerto, dove tutti i partecipanti si esibiscono in pubblico proponendo uno dei brani perfezionati, con assegnazione finale di un diploma di partecipazione.

Vi partecipano prevalentemente pianisti e violinisti del posto e della provincia, ma negli ultimi anni l'evento sta interessando molti musicisti provenienti da tutta Italia, grazie anche alla presenza dei celebri Maestri di perfezionamento Lucia Passaglia e Luigi Di Ilio per il pianoforte, Eddy Perpich per il violino ed Akane Ogawa per il canto.

Ogni anno, nel territorio collinare e montano di Civitella prende vita la manifestazione del Rally Pescarese che vede sfilare solitamente circa 50 macchine da rally pilotate da guidatori del posto e provenienti da ogni parte dell'Italia.

Dicembre, 8:  Fiaccolata Vestina, una lunga fiaccolata adatta per gli amanti della montagna e dell'escursionismo.

Si parte dal centro del paese (Piazza Risorgimento) con mezzi e vetture proprie per arrivare ad un'altitudine di circa 970 m s.l.m. sul versante Sud-Ovest della catena montuosa del Gran Sasso; da qui ognuno, adeguatamente equipaggiato, segue il gruppo per il sentiero roccioso che conduce alla vetta del monte Colle Madonna a 1377 m slm, sul quale si trova un'imponente croce visibile anche dal paese stesso, soprattutto nelle giornate più soleggiate.

Ad attendere gli alpinisti, escursionisti ed altri partecipanti, un grosso tendone con tè caldo e biscotti tipici.

La croce viene illuminata da grossi fari ed è possibile ammirarla dalle zone collinari site anche oltre il comune di Civitella.

Chi partecipa a quest'escursione serale, può godere della vista del paese e dell'intera vallata del Pescara completamente illuminata.

Al rientro in paese a tutti i partecipanti è offerta una cena di prodotti tipici, accompagnata da canti, balli e giochi del folklore abruzzese.

Frazioni: Baffo, Boragne, Brigantello, Castel Rosso, Centelle, Festina, Madonna delle Grazie, Mirabello, Pastini, Pettorano, Vestea.

tutti pazzi per la Civita