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Santa Maria Imbaro è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, la Madonna di Imbaro, si festeggia il 4 marzo.

Frazioni: Colli, Fattore, Pagliarini, Perilli.

Confina con i comuni di Fossacesia, Mozzagrogna, Paglieta.

Sorge su uno sperone roccioso alla sinistra del fiume Sangro, in una zona collinare ricca di coltivazioni.

Da vedere nella chiesa di Santa Maria in Baro, di antichissime origini ma completamente trasformata, una importante scultura lignea, probabilmente duecentesca, assai ri­dipinta, raffigurante la Madonna col Bambino.

I dintorni erano sede di un inse­diamento in età romana, come attesta materiale archeologico venuto alla luce oltre due secoli fa.

Nel 1017 si ha già menzione della chiesa di Santa Maria in Baro dalla quale ha preso il nome il paese, che a quel tempo si esten­deva sul piano prossimo al fianco occidentale del sacro edificio e solo molto più tardi fu ricostruito nel nuovo sito: probabilmente in data prossima al 1528, quando viene censita per la prima volta la sua popolazione costituita al­lora da venti nuclei familiari di "schiavoni".

Il paese oggi è noto anche fuori regione perché vi ha sede l'Istituto di Ri­cerche Farmacologiche "Mario Negri Sud".

La storia del paese è molto legata alla chiesa di Santa Maria Imbaro da cui prese il nome. Nel 1383 Il paese venne menzionata in un documento rogato dal notaio Cacciaguerra di Niccolò Cacciaguerra e in un altro documento del 1411 rogato dal notaio Masio si Matteo durante una fiera per la vendita di una vigna sita nella contrada Colli di Santa Maria Imbaro.

A seguito delle pestilenze della metà del XV secolo venne ripopolata dagli schiavoni, così detti per via della loro origine slava lo stesso avvenne in molte altre località limitrofe: Mozzagrogna, Scorciosa, Stanazzo e Pietra Costantina.

Nel catasto preonciario di Lanciano il paese viene chiamato Santa Maria a Mare, località ove vi risiedono molti nuclei familiari.

Nel 1807, durante il Regno di Gioacchino Murat, venne istituito il "Comune delle Ville di Lanciano" con la fusione di Pietra Costantina, Mozzagrogna, Santa Vittoria (Villa Romagnoli), Santa Maria Imbaro e Treglio.

Nel 1816, alla caduta di Murat i Comuni di Santa Maria Imbaro, Treglio e Mozzagrogna riacquistarono la loro autonomia.

Nel comune è stato aperto l'istituto scientifico "Mario Negri Sud", centro di ricerca e sperimentazione farmacologica.

Il nome del paese deriva dalla chiesa che si trovava sull'antichissimo ed importante tratturo L'Aquila-Foggia che conduceva in Puglia, così nacque il termine "Sancta Maria in viam Bari", poi "Sancta Maria in Baro" che diventò infine Santa Maria Imbaro.

Luoghi d'interesse

• La chiesa di Santa Maria Imbaro. È ad un'unica navata ed abside. Dà il nome al paese.

• La chiesa di Maria Santissima Madre di Dio. Risale alla fine del XIX secolo. Nel 1901 divenne la parrocchiale del paese in sostituzione della precedente.

Un restauro negli anni ottanta che consta di ripavimentazione in granito, ritinteggiatura interna e completamento dei cicli pittorici sia interni che esterni.

La facciata principale è in muratura è inquadrata da due ordini che sorreggono un timpano.

Il primo ordine è rappresentato da bugnato realizzato in laterizio, mentre il livello superiore è rappresentato da paraste ioniche. Il campanile è posto sul retro.

L'interno è a navata unica con volta a botte e lunette scandito da paraste corinzie site ai lati.

Altre due paraste inquadrano l'altare. Una statua raffigurante Cristo morto è custodita nei sotterranei della chiesa.

• Il Palazzo Acciarri. È sito nel centro storico del paese in un'area pianeggiante che prospetta la facciata del municipio. Le opere di decorazione, tipo paraste e cornici sono stuccate.

• I resti del tratturo L'Aquila-Foggia, in località La Selva.

Eventi e tradizioni

Agosto, seconda settimana: Festa in onore del patrono, la Madonna di Imbaro