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Mozzagrogna è un comune della Provincia di Chieti, in Abruzzo.

Il patrono, San Rocco, si festeggia il 16 agosto.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina

Confina con i comuni di Fossacesia, Lanciano, Paglieta, Santa Maria Imbaro.

Aderisce all’Associazione Nazionale Città del Vino.

II paese è posto su uno sperone dal quale domina la bassa valle del Sangro, in una zona ben coltivata, nella quale troviamo la popolo­sa frazione Villa Romagnoli.

Il resto della popolazione è sparso per le campagne coltivate a vigna e uliveti.

Degli antichi boschi sono oggi rimasti piccoli querceti sparsi qua e là.

Sembra che nel passato fosse chiamato "Villa Schiavone", per­ché insediamento di profughi sla­vi, giunti in zona nel secolo XVI.

L'attuale nome gli deriva da una famiglia di Lanciano che vi aveva delle proprietà.

Fu quasi del tutto distrutto nel corso della se­conda guerra mon­diale.

Scarse sono le notizie storiche del paese anticamente chiamato "Villa Schiavone" in quanto fondato da una colonia di Schiavoni stanziati in questo luogo nel XVI secolo che nel secolo precedente si stanziarono a Lanciano e, tempo dopo, scacciati da Lanciano stessa, furono costretti a porre rifugio nei paesi limitrofi di Santa Maria Imbaro, Santa Vittoria e Pietra Costantina.

In seguito, questi tre paesi si staccarono da Lanciano e nel 1807 furono riuniti in un solo comune detto il comune delle Ville, Villa Mozzagrogna, Treglio, Villa Pietra Costantina e Villa Santa Maria Imbaro. Il nome attuale deriva da una famiglia di Lanciano che ebbe il paese in feudo.

Nel 1816 i due paesi di Santa Maria Imbaro e Mozzagrogna si staccarono mentre Pietra Costantina fu inglobato nel nascente comune di Mozzagrogna.

Durante la seconda guerra mondiale, per la lunga permanenza dei tedeschi a Mozzagrogna, il 100% degli edifici del paese furono rasi al suolo e svaligiati.

Luoghi d'interesse

‚ÄĘ Chiesa di San Rocco.

√ą sita in viale frentano.

La chiesa odierna risale, come si può appurare dall'epigrafe dentro la chiesa, al 1950, mentre risalgono al 1990 i lavori di ammodernamento. La facciata è suddivisa in due corpi con timpano.

Le cornici dei timpani e delle aperture sono in pietra, il resto della facciata è ricoperto di intonaco e rifinito con una vernice giallastra.

Alla sinistra della facciata è posto il campanile composto da una torre in mattoni su cinque piani scanditi all'esterno da altrettanti cornici marcapiano.

Le pareti laterali intonacate presentano delle finestre con chiusura ad arco. L'interno è a navata unica suddivisa in quattro campate i soffitti sono coperti da volta a botte. Nell'ultima campata a sinistra, sull'arcone, si apre una balconata con un parapetto ligneo. Le pareti sono dipinte di giallo.

‚ÄĘ Chiesa di Maria Santissima della Vittoria.

√ą sita in piazza della Vittoria in contrada Villa Romagnoli.

La costruzione, come riportato da una targa posta all'interno, venne iniziata nel 1855 e venne lasciata a metà.

La costruzione riprese nel 1889 e conclusa nel giro di qualche anno.

Fu danneggiata nella seconda guerra mondiale e venne restaurata solamente nel 1952.

La facciata è sormontata da un timpano ed è suddivisa in tre parti mediante quattro lesene.

Il portale principale è sormontato da una lunetta. Sulle campate laterali vi sono altrettanti portoni secondari.

Alla destra della chiesa vi è il campanile suddiviso in tre piani. ai fianchi vi sono delle lesene con trabeazione che funge da marcapiano.

L'interno è ad aula unica suddivisa da sei campate mediante pilastri Le campate presentano copertura a botte.

La volta a botte dell'ultima campata presenta delle lunette.

All'ingresso vi è un ambone o endonartece sostenuto da due coppie di piccoli pilastri a base quadrati in ordine dorico che sostengono tre arcate a sesto ribassato.

‚ÄĘ Castello di Septe (o forse Septae), oggi detto di Sette.

Fu fondato dai Longobardi sul termine dell'VIII secolo, mentre altre fonti lo vogliono costruito tra il IX ed il X secolo successivamente fu feudo dei conti di Chieti fino alla conquista da parte dei Normanni.

Nel 1259, re Manfredi donò il castello con il suo feudo alla città di Lanciano.

Nel 1268 vi soggiornò il conte Filippo di Fiandra insieme a tutta la sua famiglia. Nel 1308 il conte venne cacciato per arroganza, indi il castello seguì un periodo di decadenza. Nel 1625 il feudo del castello venne venduto a privati, dapprima agli Anfosso e poi ai Procaccino.

Nel 1721 la baronessa Chiara de Osses rimanendo senza eredi, donò il castello ad Antonio Genoino, famiglia di cui il castello rimase di proprietà fino alla metà del 1900 quando l'ultimo erede della famiglia scomparve misteriosamente durante la seconda guerra mondiale.

La forma attuale è dovuta ad una recente ristrutturazione.

Ai lati della facciata vi sono due torrioni con merlatura.

Il corpo centrale è sormontato da una tettoia.

Le pareti esterne sono realizzate interamente in pietra. Una cornice a bugnato corre per tutta la facciata principale che, sopra il portone principale, risulta spezzata e sopraelevata dal resto della cornice. Le varie finestrelle, strette, presentano un archetto a tutto sesto.

Tutt'intorno vi è un giardino. L'aspetto è simil tardo-medievale - rinascimentale.

‚ÄĘ Villa Marcantonio.

√ą sita in piazza San Rocco.

Il progetto del palazzo viene attribuito a Gino Coppedè ipotesi avvalorata dalla somiglianza del palazzo con i Palazzi Pastorino a Genova e Romagnoli a Firenze. La sua realizzazione risale tra l'ottocento ed il novecento. Il palazzo è in stile liberty.

Attualmente versa in uno stato di abbandono.

Nella facciata principale vi è una serie di avancorpi serviti da una scala monumentale. Il palazzo è suddiviso in tre piani.

Sotto il cornicione vi sono delle teste di leone.

Completano la facciata principale ed il prospetto nord delle colonne in ordine ionico e delle lesene in stile bugnato.

Il portale del prospetto nord è a tutto sesto, sulla scala che lo precede vi sono due state raffiguranti due leoni. L'unica balaustra del balcone è in pietra.

Medaglia d'argento al merito civile

¬ęCentro strategicamente importante, situato sulla linea Gustav, durante l‚Äôultimo conflitto mondiale fu teatro di ripetuti e devastanti bombardamenti e di efferate azioni di guerra da parte degli opposti schieramenti, che provocarono cinquanta vittime civili e la quasi totale distruzione dell‚Äôabitato.

La popolazione tutta, seppure provata dagli stenti e dalle sofferenze, intraprendeva poi la difficile opera di ricostruzione.¬Ľ

Gemellaggio

Mozzagrogna è gemellata con Pelousey, in Francia.

Personalità legate a Mozzagrogna

‚ÄĘ Nicola M. Fosco.

Eventi e tradizioni

20 gennaio: processione della statua di San Sebastiano e vendita in piazza di crispelle dolci di patate;

Aprile: la statuina della Madonna, che si trova sulla piazzetta di contrada Lucianetti, viene trasferita dal Parroco presso una famiglia che la ospita. La statuina, a turno, gira nelle case di chi la richiede e vi rimane un giorno;

Venerdì Santo: processione.

Luglio: sagra della pasta al tartufo

Seconda metà di luglio: sagra del prosciutto crudo a Villa Romagnoli;

Prima domenica di agosto: festa in onore di Santa Maria della Vittoria a Villa Romagnoli;

15 e 16 agosto: festa Patronale in onore di San Rocco, Parrocchia di Mozzagrogna;

Seconda metà di agosto: Sagra di sagne e ceci a "Lu Vallone", presso Fonte della Noce, in contrada Lucianetti;

Fine agosto: Sagra dei dolci tipici locali a Villa Romagnoli;

Fine agosto: Festa di San Francesco a Castello di Sette;

19 settembre: festa di San Gennaro a Villa romagnoli;

8 dicembre: processione della statua della Madonna. Lungo il tragitto sui balconi delle case vengono stese lenzuola bianche finemente decorate. Qualcuno ricopre il manto stradale di petali di rose. Tornata in piazza, prima della messa, la statua è messa sulla soglia della Chiesa girata verso la piazza affollata come per vedere gli spari pirotecnici in suo onore. Nei campi vengono accesi dei falò.

Frazioni: Castel di Sette, Castelli, Cavezza, Colle Ruzzo, Cornice, Cuna Re di Coppe, Fonte della Noce, Lucianetti, Ponticelli, Rosciavizza, Villa Romagnoli

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