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Colonnella è un comune della Provincia di Teramo, in Abruzzo.

Il patrono, San Michele, si festeggia l’8 maggio.

Frazioni: Civita, San Giovanni, San Martino, Vallecupa, Vibrata.

Confina con i comuni di Alba Adriatica, Controguerra, Corropoli, Martinsicuro, Monteprandone (AP)

Aderisce all'Associazione Nazionale Città del Vino.

II paese, che è posto su un colle alla destra del fiume Tronto, offre uno splendido panorama che abbraccia gli Appennini con il Gran Sasso, la Majella, i monti Sibillini, ed il mare Adriatico, spaziando anche nella vallata del Tronto fin sopra Ascoli Pi­ceno.

Il centro storico, al quale si accede con una suggestiva scalinata, essa unisce via Roma con Piazza del Popolo ed è divenuta l’emblema del paese.

La parte superiore della scala venne realizzata nel 1923 su progetto dell’Ing. Lino De Cecco, il lato sud fino all’inizio di via Roma venne costruito negli anni 1932 e 1933.

E' caratterizzato da notevoli esempi di edilizia resi­denziale che datano dal '500 al 700.

Fin dai tempi antichi il territorio era vastissimo: bagnato dal mare a Est, dal Tronto a Nord, confinava con Controguerra ad Ovest e con Tortoreto a Sud, un paese di mare, ma anche agricolo.

Nel "Dizionario Geografico ragionato del Regno di Napoli" di L.Giustiniani, pubblicato nel 1797, viene cosi descritta: "Colonnella, terra in Abruzzo Ultra, in provincia di Teramo, in diocesi di Campli.

Ella si appartiene allo Stato di Atri, che è Regno, vedesi in alta collina, distante dal mare due miglia, e diciotto dalla città di Teramo.

In quelle vicinanze vi fu la città di Truento, eretta dai Liburni, con 50 torri".

Reperti archeologici fanno risalire le ori­gini dell'insedia­mento al perìodo neolitico.

Nel suo ter­ritorio, in epoca pre­romana, fu eretto Truentum, centro commerciale e ma­rittimo. L'attuale abitato sarebbe nato nell'VIII secolo ad opera degli abitanti scampati alla distru­zione di quella città, ma il toponimo com­pare per la prima volta solo nel X secolo.

Alla fine del 900, Colonnella apparteneva al Ducato di Spoleto.

I Normanni, che si erano stabiliti in Puglia e in Sicilia, iniziarono la loro penetrazione a Nord, furono fermati sul Tronto dal Papa Gregorio VII, nel 1078 con la minaccia della scomunica.

Per questo Colonnella passò al Regno di Napoli, subendo le sorti degli Angioini e degli Aragonesi.

Nel 1385 il Re di Napoli, Carlo III, vendette Colonnella ad Ascoli.

Nel 1535, Carlo V, per ribellione commessa dagli Ascolani, concesse la terra di Colonnella a Benedetto Rosales, per un compenso di 200 ducati.

Nel 1602, Colonnella fu acquistata da Andrea Matteo Acquaviva, duca di Atri e principe di Caserta; nel 1640 fu venduta a Diana di Capua.

Sempre aggregata al Regno di Napoli, Colonnella ne seguì il destino ed ebbe la sua importanza come centro militare avanzato.

Personalità legate a Colonnella

Ugo Crescenzi

Eventi e tradizioni

Gennaio,  16-17: Festa in onore di Sant’Antonio Abate. La sera del 16 si usa accendere, all’aperto, dei grandi falò detti in dialetto “li fochere”.

Marzo, metà mese: Festa in onore di San Gabriele;

Luglio, 2° sabato e domenica: Festa dei "Manoppii", dedi­cata a Maria SS. del Suffragio;

Luglio, ultimo sa­bato: Mostra estemporanea di pit­tura dedicata a Colon­nella;

Agosto, 12-18: Sagra enogastronomica colonnellese;

Dicembre, 27 e 6 gennaio: Rappresentazione del Presepe vivente.

tutti pazzi per la Civita

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