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Città Sant'Angelo è un comune della Provincia di Pescara, in Abruzzo

Il patrono, San Michele Arcangelo, si festeggia il lunedì dopo la terza domenica di settembre

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Confina con i comuni di Atri (TE), Cappelle sul Tavo, Collecorvino, Elice, Montesilvano, Picciano, Silvi (TE).

Aderisce all’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

Aderisce all'Associazione Nazionale Città del Vino.

E’ annoverato fra I Borghi più belli d'Italia.

Città Sant'Angelo è ubicata su di un colle posto a 322 m s.l.m. ad una decina di km da Pescara.

Il territorio risulta essere uno dei più vasti tra i comuni del pescarese.

Esso ha una connotazione morfologica prettamente collinare che culmina in un lembo di terra, bagnato dalle acque del Mare Adriatico, il quale divide i comuni di Silvi e di Montesilvano distanziandoli per una misura inferiore al chilometro.

Le origini di Città Sant'Angelo sono incerte ed hanno costituito sempre motivo di discussione storica, il primo atto ufficiale reperito dove si parla del comune menziona di una concessione da parte dell' imperatore Ludovico II che accorda un privilegio al Monastero di Casauria sul luogo chiamato "CIVITATE S. ANGELI" dove si trovavano un castello ed un porto ed è datato 13 ottobre 875.

I numerosi ritrovamenti archeologici, decisamente più antichi, tra la foce del Piomba e quella del Saline, e la presenza di piccoli aggregati urbani in corrispondenza della località oggi denominata Marina di Città Sant'Angelo fanno risalire le origini della città al periodo romano, quando Angulum, di cui gli abitanti ne conservano ancora il nome di "angolani", viene nominata da Plinio il Vecchio nella sua descrizione delle terre vestine nel libro Naturalis Historia (libro II 12.106).

Non è da escludere l' ipotesi di qualche storico che la Angulum citata fosse invece la vicina Spoltore.

L'abitato vestino-romano, che sarebbe stato ubicato nel vicinissimo Colle di Sale, fu probabilmente distrutto nell'alto Medioevo.

I Longobardi avrebbero ricostruito il paese ex novo nell'odierna ubicazione, lasciando, come traccia della loro presenza, il culto dell'Angelo.

Testimonianze di questo culto sono presenti sia nel toponimo, sia nello stemma comunale, che rappresenta, appunto, San Michele Arcangelo che uccide il dragone.

È storicamente accertato che fu distrutta nel 1239 da Boemondo Pissone o Pissonus, giustiziere di Federico II, perché troppo schierati in favore del Papa Gregorio IX.

Successivamente, lo stesso Imperatore concesse ai superstiti la facoltà di ricostruire l'abitato in tre casali.

Lo sviluppo urbano seguì tre diversi momenti storici: la ricostruzione, iniziata dopo il 1240, del nucleo fortificato a semicerchio, delimitato attualmente da Strada Castello, Strada Minerva, Via del Ghetto e Via del Grottone.

In seguito con la venuta degli ordini monastici nella prima metà del XIV secolo si vide l'ampliamento delle chiese esistenti e la realizzazione di monasteri.

Solo nel XVII secolo si conclude la ricostruzione vera e propria con il completamento di case e palazzi gentilizi della borghesia agraria.

Questo è il motivo per l'attuale impianto "a fuso": esso si è costituito, man mano, grazie a successive espansioni ed aggregazioni dei nuclei abitativi precedenti, fino a formare un forte coagulo urbanistico determinando la sistemazione del centro storico così come ancora oggi lo vediamo.

Detto impianto è attraversato da un lungo corso, intersecato da una serie di stradine e vicoli chiusi, denominati in dialetto locale 'li ruve', entro la cinta muraria e con le porte parzialmente conservate.

Nei secoli seguenti il paese rinacque fiorente nonostante diversi attacchi di Angioini e Spagnoli fino alla firma del Trattato di Aquisgrana del 1748 quando la città passò definitivamente sotto il Regno di Napoli fino all' Unità d'Italia.

Nel 1815 Città Sant'Angelo unitamente ai comuni di Penne, Castiglione Messer Raimondo e Penna Sant'Andrea fu protagonisti delle prime sollevazioni della Carboneria del Risorgimento Italiano.

La rivolta fu repressa dalle truppe di Gioacchino Murat, guidate dal generale Pepe, grazie al tradimento di un congiurato ed alla mancata adesione di diversi comuni che dopo aver dato il loro parere positivo rimasero quieti.

I capi angolani della rivolta, Filippo La Noce e Domenico Marulli vennero fucilati a Penne e le loro teste furono barbaramente esposte sulla porta principale del paese mentre Michelangelo Castagna, un altro capo della rivolta riuscì a scappare trovando ricovero dalla sorella nella città di Atri.

Memorie più recenti raccontano la storia triste della II Guerra Mondiale quando nell'aprile del 1940 il Ministero dell' Interno inquadrò e prese in affitto lo stabile dell' Ex Manifattura Tabacchi per adibirlo ad unico campo di concentramento della provincia di Pescara con circa 200 posti letto dove furono carcerati uomini per lo più di nazionalità jugoslava, ciò nonostante si legge dalle relazioni inviate alla Prefettura sull'andamento del campo del bisogno di limitare in maniera più dura la libertà dei confinati in quanto, nonostante l'attivo lavoro di vigilanza degli agenti di P.S., gli internati riuscivano ad avere rapporti con gli abitanti del comune di indole troppo ospitali.

Il campo rimase attivo fino all' aprile del 1944.

Attualmente oltre ad essere un "Luogo della Memoria" ospita permanentemente il Museo Laboratorio d' Arte Contemporanea.

Monumenti

Di importante rilievo artistico è la Collegiata, dedicata a San Michele Arcangelo, ornata in facciata da un campanile alto 48 metri.

Costruita anteriormente al Mille, fu ricostruita nel ‘300: il portale, decorato con un ciclo di figure simboliche è del 1326. Conserva notevoli resti di un pulpito alto-medioevale in pietra, databile tra il VII e VIII secolo.

La tomba di Amico di Buonamicizia, Vescovo della Diocesi di Atri-Penne, e il portico sono quattrocenteschi.

Il sarcofago, addossato al muro, è sviluppato in senso plastico su più piani.

Quello centrale è occupato dall’immagine del defunto e da una lunga iscrizione che ne riassume la vita.

La fabbrica continuò ad essere ampliata nel Rinascimento: il campanile, a base quadrata con un tamburo poligonale sormontato da una cuspide, è derivato da quello del Duomo di Atri, e fu rimaneggiato dopo il terremoto del 1706.

La chiesa di San Francesco costruita nel 1300, si tova lungo il corso principale del paese ed è inserita in un ampio edificio conventuale oggi occupato nella massima parte dagli uffici del Comune; la chiesa rimaneggiata nel tempo a seguito dei terremoti del 1706 e 1730 ha uno stile leggermente barocco con pavimento a mosaico di diverse forme e colori con disegni floreali, la torre campanaria a pianta quadrata ne esalta la parte più antica edificata chiaramente in epoca quattrocentesca.

Santa Chiara, a pianta inconsueta ha la forma di un triangolo equilatero inserito in un cerchio su cui poggia la cupola è certamente quella che più di altre ha avuto meno modifiche nel corso degli anni come è avvenuto con altre chiese cittadine, la stuttura architettonica di epoca seicentesca risulta collocata in uno spazio obbligato addossato ad un precedente edificio fortificato, l' esigua dimensione della struttura fa pensare che fosse adibita a cappella privata per le Clarisse che ne occupavano l' attiguo Convento.

Sant'Agostino, a navata unica alle cui pareti sono stati addossati quattro altari ornati di stucchi e bassorilievi è attalmente adibita ad Auditorium; è ipotizzabile che nella zona retrostante la chiesa fosse, preesistente alla distruzione della città nel 1239, presente un castello.

Tali ipotesi vengo fatte in considerazione del toponimo originario dell' antistante via " strada del castello", dal fatto che il luogo sia il più elevato della città e che sono stati ritrovati scritti in cui si accenna ad una donazione regia nel 1314 ai frati dell' ordine degli Eremitani di Sant'Agostino per la costruzione del convento.

San Bernardo costruita nel XIV sec. ha all' interno una cripta con alcune decorazioni e due arcate che ne identificano l' originaria costruzione del 1300 successivamente la chiesa fu ceduta ai frati Riformati di San Bernardo i quali iniziarono subito la costruzione del convento; l' attuale chiesa fu progettata intorno alla seconda metà del 1700 con modifiche strutturali radicali.

Nelle immediate vicinanze dell' Auditorium si trova la Chiesa del Salvatore o di San Liberatore, di modeste dimensioni a navata unica, fu ricostruita nel 1788 con successivo restauro nel 1850 si presenta con una facciata classica con finestra centrale hai lati della quale sono state situate due nichhie che ospitano le statue in gesso raffiguranti l'Immacolata ed il Salvatore; è ancora visibile l' interessante torre campanaria ormai distrutta di palese ispirazione borrominiana.

Fuori dalle antiche mura, di cui restano preservate le quattro porte chiamate Porta Borea (o Licina), Porta Casale, Porta Sant'Egidio e Porta Nuova, sorge sul colle di Santa Chiara vicino al presidio sanitario locale la Chiesa di Sant'Antonio da Padova originaria del XIII secolo.

Essa ha all' interno una serie di decorazioni Barocche animate da nicchie, edicole ed arredi sacri il tutto decorato di stucchi con tonalità giallo, rosa ed azzurro; qui vengono conservate una reliquia del Santo donato dalla Basilica di Padova e le reliquie di San Felice martire.

Di sicura importanza sono presenti nella periferia e nelle campagne del paese la Chiesa della Madonna della Pace, la Chiesa di Sant'Agnese, la Chiesa dell'Annunziata tutte situate nelle omonime contrade nonché la Chiesa di Sant'Antonio nella frazione di Villa Cipressi e quella di Sant'Agostino, di recentissima costruzione, a Marina di Città Sant' Angelo.

Altresì visitabile il Teatro Comunale, antico edificio ecclesiale trasformato in refettorio del convento francescano ed adibita dal 1856 alla sua attuale funzione, ed il Cisternone, esempio di cisterna pubblica del XIX secolo, accessibile da un cunicolo si trova al di sotto del giardino comunale.

Oltre al titolo di vincitore, la giuria del carnevale delle contrade assegna anche un premio alla contrada che realizza li ttavitte che nel complesso risultano i più belli, pungenti, umoristici.

Pirandello a Città Sant'Angelo

Luigi Pirandello, premio Nobel per la letteratura nel 1934, fu presidente della Commissione nella sessione d’esame 1905-1906 nell'Istituto Magistrale "Bertrando Spaventa".

Della sua presenza a Città Sant’Angelo resta una traccia indelebile nella novella "Notte”, compresa nel I volume di “Novelle per un anno”.

A giudicare dal testo non sembra che lo scrittore sia rimasto particolarmente entusiasta del paese:« Prima che in Abruzzo era stato professore un anno in Calabria; un altro anno, in Basilicata. A Città Sant'Angelo, vinto e accecato dal bisogno cocente e smanioso d'un affetto che gli riempisse il vuoto in cui si vedeva sperduto, aveva commesso la follia di prender moglie; e s'era inchiodato lì, per sempre. La moglie, nata e cresciuta in quell'alto umido paesello, privo anche d'acqua, coi pregiudizii angustiosi, le gretterie meschine e la scontrosità e la rilassatezza della pigra sciocca vita provinciale, anziché dargli compagnia, gli aveva accresciuto attorno la solitudine, facendogli sentire ogni momento quanto fosse lontano dall'intimità d'una famiglia che avrebbe dovuto esser sua, e nella quale invece né un suo pensiero, né un suo sentimento riuscivano mai a penetrare. »

(L. Pirandello, "Novelle per un anno", "Notte")

La città da sempre ha posseduto un'istituzione come la scuola, in quanto l'istituto "B.Spaventa" esiste dal 1º maggio 1878.

L'atto ufficiale della nascita è rappresentato da un manifesto di notifica ancora presente negli archivi della scuola dal quale si evince che in base all'art. 13 della legge Coppino sull'istruzione obbligatoria quella di Città Sant'Angelo è la prima scuola governativa maschile sorta in Abruzzo per l'educazione magistrale, nonché la prima in tutto il Regno fra le scuole Magistrali Rurali in base al Decreto Ministeriale 1 Maggio 1878 promulgato dal ministro Francesco De Sanctis.

Detto Istituto occupa lo stesso stabile dal 1884.

Gemellaggi

Città Sant'Angelo è gemellata con Nicolosi, comune alle pendici dell'Etna in provincia di Catania.

Da questo gemellaggio ha preso vita la manifestazione "Dall'Etna al Gran Sasso", che si tiene una settimana all'anno nel periodo estivo e nel quale è possibile osservare lo sfoggio di costumi e consuetudini delle due comunità, contornate dall'esposizione dei loro prodotti tipici.

Personalità legate a Città Sant'Angelo

Filomena Delli Castelli

Francesco De Blasiis (1807 - Roma, 1873), uomo politico ed agronomo

Franco Marchegiani (1965), calciatore

Germano Mazzocchetti (1952), musicista

Giuseppe Michelucci

Massimo Oddo (14 giugno 1976), calciatore

Marcello Perazzetti

Michelangelo Castagna

Nicola Castagna

Paolo De Cecco

Pasquale Baiocchi

Pasquale Coppa-Zuccari

Pasquale Fanà

Rosolino Colella (1864 - Palermo, 1940), medico neurologo e scienziato

Ruggero Pasquarelli

Eventi e tradizioni

• La domenica precedente il Natale: Il Presepe vivente, il paese viene illuminato solamente dalla luce delle torce e la cittadinanza partecipa numerosa nel ricreare l'atmosfera tipica della Palestina del I secolo e della natività.

• "Festa in Corso" è, di norma, una festa di tre giorni che si svolge il primo fine settimana dopo ferragosto in cui numerosi gruppi musicali, provenienti da tutta Italia e talvolta anche dall'estero, esprimono il proprio genere suonando negli angoli caratteristici del paese.

• La Sagra dell'Uva consiste in una sfilata di carri allegorici che ricorda la tradizione contadina del paese. La sfilata viene aperta da un carro trainato da due buoi che trasporta il personaggio del dio Bacco accompagnato da Arianna.

• Prima settimana di agosto: "Borghi Incantati", artisti di strada si esibiscono per le vie e le piazze del paese.

• "Estate Angolana" (anche se ormai da anni non viene più attuata) consiste in rappresentazioni teatrali nei luoghi suggestivi del paese (piazze e giardini) a partire dal mese di giugno sino a settembre.

Il carnevale

In occasione della festività del carnevale si svolge l'ormai classica sfilata a tema delle varie contrade per le vie del paese; la manifestazione è un richiamo per tutte le persone della provincia.

Il carnevale di Città Sant'Angelo ha radici antiche e ruota attorno alla figura di "'Ndirucce", al secolo Antero De Tollis, personaggio realmente esistito alla fine dell'800 che svolgeva il lavoro di calzolaio, ed animava il carnevale paesano salendo in cattedra nella piazza principale e sfoggiando i suoi "ttavitte", sonetti in rima baciata e con ritmo e musica particolare coi quali 'Ndirucce riportava i fatti di cronaca scandalistica cittadina, malefatte, contestava le disposizioni amministrative comunali e prendeva in giro vari personaggi.

Frazioni: Alzano, Annunziata, Crocifisso, Fagnano, Fonte Umano, Gaglierani, Maddalena, Madonna della Pace, Marina, Piano della Cona, Piano di Sacco, Ponticelli, Sant' Agnese, San Giacomo, San Martino, San Pietro, San Rocco, San Vittorino, Sorricchio, Vertonica, Villa Cipressi.

tutti pazzi per la Civita