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Amiternum era un'antica città italica fondata dai Sabini, le cui rovine sorgono nei pressi di Cermone, a poca distanza dall'Aquila.

Il suo nome deriva dal fiume, l'Aterno appunto, che l'attraversava anche se originariamente la città era collocata più a nord, sul colle di San Vittorino, e solo in seguito si spostò nella piana sottostante dove oggi è situato un importante sito archeologico.

Altre importanti testimonianze, tra cui una villa d'epoca romana, sono state rinvenute recentemente nell'area circostante, nei pressi di Coppito e Pizzoli.

La città ha dato i natali ad uno dei maggiori storici romani, Sallustio, ed a Appio Claudio Cieco.

E' stata sede di diocesi insieme alle vicine città di Forcona e Pitinum.

Pur essendo sopravvissuta alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Amiternum visse un periodo di grande decadenza fino a scomparire completamente nel X secolo.

Il suo nome ha dato vita nei tempi a seguire prima al contado Amiternino, come generica indicazione dell'attuale Conca aquilana, fino all'attuale Comunità montana Amiternina e allaStrada provinciale SP1 Amiternina.

La città sabina di Amiternum (Amnem-Aternum, presso il fiume Aterno), da non confondersi con la contemporanea Amiternum sannita (ami - aeternum, pianta perenne del comìno), precede di molto l'epoca romana ed ha continuato a svilupparsi in maniera marcata fino al IV e V secolo d.C.

Nel 290 a.C., durante la loro espansione nell'Italia centro-meridionale, i romani, con il console Manio Curio Dentato, conquistarono la città che divenne una prefectura, per essere promossa poi a municipium in età augustea.

L'Amiternum sannita, invece, si trovava a metà strada fra Interamna Lirenas, nei pressi di Casinum, e Atina, in territorio dei Sanniti Pentri e nell'attuale territorio di Sant'Elia Fiumerapido (nell'area fra i fiumi Liri, Rapido e Melfa), dove restano, ancora evidenti, estesi resti di fortificazioni megalitiche poligonali e fu conquistata e distrutta nel 293 a.C. dalle legioni romane del console Spurio Carvilio.

Sotto il dominio di Roma l'Amiternum sabina crebbe e diventò un grande centro urbano contando, nei periodi di massima espansione, una popolazione di decine di migliaia di abitanti.

Nel II secolo a.C. Amiternum ottenne la cittadinanza optimo iure e con essa la possibilità, per i suoi abitanti, di contare politicamente nell'Impero.

La città era inoltre un importante nodo stradale: situata lungo l'antica Via Cecilia che arrivava fino ad Hatria, da essa partivano inoltre la Via Claudia Nova e due diramazioni della Via Salaria.

Per almeno quattro secoli, Amiternum ha rivestito il ruolo di centro del potere e vi hanno risieduto gli esponenti delle più importanti famiglie di Roma, mentre i normali cittadini vivevano, con ogni probabilità, nelle colline circostanti, le cosiddette Ville di Preturo.

Dopo il V secolo la città cominciò a decadere in maniera lenta ma inesorabile.

Nel Medioevo, fino a circa l'anno 1000, era ancora presente ed ha dato i natali ad una serie di vescovi.

Successivamente venne unita alla diocesi di Rieti e da quel periodo cessò anche la sua già evanescente esistenza.

Come già detto in precedenza, il primo vicus originario da cui si sviluppò la città sorgeva sul colle di San Vittorino e, con ogni probabilità, questo insediamento costituì il primooppidum romano.

Nel corso degli anni il centro si spostò verso l'Aterno, nell'area dove sono stati riportati alla luce i maggiori resti archeologici, tuttora in attesa di una miglior valorizzazione culturale ed economico-turistica.

Conseguentemente allo spostamento della città, nel I secolo a.C. venne approntato un piano urbanistico che ne regolasse lo sviluppo.

L'area dell'originaria Amiternum è identificabile in base alle antiche strade che la lambivano sia a nord che a sud e che oggi corrispondono rispettivamente alla S.S. 80 e alla S.S. 17.

La città era tagliata longitudinalmente da una strada interna, riportata alla luce recentemente, che ne costituiva il cardo e ne impostava lo sviluppo urbanistico, come testimoniano le rovine del teatro e dell'anfiteatro, costruiti in epoche differenti ma orientati entrambi sulla direttrice nord-sud.

A nord del teatro, che costituiva il centro della città, era situato anche il Foro, il centro della vita pubblica in epoca romana; alla destra del fiume, sorgevano invece le terme alimentate da un acquedotto di cui restano alcuni ruderi.

Persone legate ad Amiterum

Diversi personaggi di rilievo nella storia romana nacquero ad Amiternum, come testimoniano i fastosi palazzi e le ville rinvenuti nell'area. Il più antico di cui si hanno notizie è il console Appio Claudio Cieco, importante figura nel periodo delle guerre di Romacontro i Sanniti e ricordato soprattutto per aver avviato la costruzione della Via Appia nel 312 a.C.

Nell'86 a.C. nacque in città lo storico Sallustio ed, alcuni decenni dopo, secondo alcune leggende, vi nacque Ponzio Pilato, futuro prefetto della Giudea, noto per aver processato e condannato Gesù ed in seguito condannato a morte da Tiberio.

La regione circostante sarebbe legata anche all'ultima parte della vita di Pilato: secondo alcune leggende, il corpo del procuratore sarebbe stato lasciato insepolto e, chiuso in un sacco, affidato ad un carro di bufali lasciati liberi di peregrinare senza meta e sarebbe precipitato nel lago di Pilato, sui Monti Sibillini a circa 50 km da Amiternum, dall'affilata cresta della Cima del Redentore, come ulteriore punizione.

Inoltre, sempre secondo la leggenda, Pilato avrebbe posseduto la villa romana rinvenuta nel luogo detto oggi Montagna di Pilato, presso San Pio di Fontecchio.

Sempre ad Amiternum fu martirizzato, secondo la tradizione, San Vittorino.

Di Amiternum, inoltre, fu vescovo Castorio, personaggio descritto da Gregorio Magno nei suoi Dialoghi e dove uno dei personaggi centrali è il Santo Equizio, precursore di San Benedetto e nato e vissuto nell'area amiternina.

Resti archeologici

I resti dell'Amiternum sabina sono diversi e ben conservati, situati in località San Vittorino, vicino all'Aquila.

Tra i più interessanti vi sono l'anfiteatro, il teatro di età augustea ed una villa di tarda età imperiale, con mosaici e affreschi.

Vi sono inoltre resti di terme e di un acquedotto risalenti anch'essi all'età di Augusto.

Diverse sono poi le epigrafi ed il materiale scultoreo ed architettonico rinvenuto nell'area e conservato in strutture del circondario, soprattutto nel Museo nazionale d'Abruzzo e nel Museo archeologico dell'Aquila, tra cui va ricordato la statua cosiddetta del Signore di Amiternum esposta durante il summit dei G8 del 2009.

Nei pressi dell'area archeologica, vicino l'abitato di San Vittorino, si possono poi visitare le catacombe paleocristiane, presenti nel sottosuolo della chiesa di San Michele Arcangelo.

Resti di possenti mura poligonali dell'Amiternum sannita si trovano, a loro volta invece, sui colli prospicienti il Monte Cifalco, nella valle del fiume Rapido, non distante dalla città di Cassino (l'antica Casinum dei romani).

Anfiteatro romano

Sulla Via Amiternina sorgono i resti dell'anfiteatro di Amiternum, una struttura risalente al I secolo d.C. in grado di contenere fino a 6000 persone.

Le prime indagini archeologiche che l'hanno riportato alla luce risalgono al 1880, mentre i moderni lavori di consolidamento e restauro sono cominciati nel 1996 per mano della Soprintendenza.

Dalla caratteristica forma a ellisse, era quasi interamente circondato da gradinate, oggi scomparse.

La struttura prevedeva 48 arcate su due piani ed era rivestita completamente in laterizio.

Adiacenti all'anfiteatro son i resti di una villa a carattere e funzione pubblica con corte centrale e porticato, di cui rimane qualche debole traccia.

Teatro romano

Più a nord dell'anfiteatro, ai piedi del colle di San Vittorino è invece il teatro, probabilmente risalente all'età augustea e rinvenuto nel 1878.

La struttura, ricavata sul pendio della collina e caratterizzata da una notevole acustica, era costituita da una gigantesca gradinata circolare, la cavea, di 80 metri di diametro disposta su due livelli.

Il teatro era costituito da blocchi di pietra squadrati e poteva ospitare circa 2000 persone. Abbandonato dopo il IV secolo d.C. venne successivamente utilizzato con funzione di necropoli.

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