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Manoppello è un comune della Provincia di Pescara in Abruzzo.

Il patrono, Volto Santo di Manoppello, si festeggia la terza domenica di maggio.

Frazioni: elenco in fondo alla pagina.

Fa prte del Parco Nazionale della Majella.

Confina con i comuni di Alanno, Casalincontrada (CH), Chieti (CH), Lettomanoppello, Rosciano, Scafa, Serramonacesca, Turrivalignani.

L'origine del nome del paese deriva dal "manoppio", piccola quantità di grano che può essere contenuta in una mano, simbolo che ritroviamo nello stemma del paese.

Tutto ciò conferma l'origine del nome Manoppello che si deve dall'unione delle parole latine "manus" e "plere" cioè "mano piena".

Il covone di grano indica la fertilità della terra, che in epoche passate, soprattutto in epoca romana, garantiva prosperità e abbondanza di raccolti.

L'attuale centro storico del paese sorge sulle rovine di un antica citt√† romana, a riprova di ci√≤ il territorio √® oggetto di numerosi ritrovamenti di reperti archeologici conservati presso il Museo Archeologico Nazionale D'Abruzzo di Chieti, molti dei quali rinvenuti nella zona oggi denominata Valle Romana, tra i ritrovamenti pi√Ļ importanti c'√® da segnalare una villa patrizia romana con mosaici ancora intatti, recentemente restaurata e riaperta alla fruizione del pubblico.

Il comune è diviso in 4 nuclei distinti: Manoppello, Manoppello Scalo, Santa Maria Arabona, Ripacorbaria. Manoppello è conosciuto soprattutto per il Volto Santo e l'Abbazia di Santa Maria Arabona.

II paese, che sorge su un colle, in posizione panoramica, alla destra del Pescara, ha di notevole la chiesa di San Nicola, con portale trecentesco, e alcuni palazzetti sette-ottocenteschi con bei portali e finestre in pietra locale; a breve distanza dall'abitato sorge il santuario del Volto Santo, dove è assai venerata un'immagine cinquecentesca di Cristo dipinta su tela.

Nei dintorni è l'importante chiesa abbaziale duecentesca di Santa Maria Arabona: nell'interno, a tre navate mai completate, affreschi trecenteschi e un tabernacolo e un candelabro per il cero pasquale quasi coevi; dell'annesso monastero rimane solo la sala capitolare.

In zona sono stati rinvenuti reperti di epoca preromana.

Nell'874 il paese figura tra i "castelli" donati dall'imperatore Ludovico II all'Abbazia di San Clemente a Casauria.

Nel 1061 era feudo del conte Boamondo, e tre secoli dopo di Napoleone Orsini.

Nel 1423 soffrì durante la cosiddetta "guerra di Braccio da Montone".

Appartenne, dal secondo decennio del Cinquecento, ai Colonna. Venne gravemente danneggiato dal terremoto del 1706.

La tragedia di Marcinelle

L'8 agosto 1956 una tragedia senza precedenti sconvolse il tranquillo paese di Manoppello.

Un incendio scoppiato in uno dei pozzi della miniera di carbone del Bois Du Cazier, a Marcinelle, oggi frazione di Charleroi, in Belgio, causò la morte di 262 persone di 12 diverse nazionalità, tra cui 136 italiane e di queste 23 originarie di Manoppello.

Oggi in una piazza del paese, Piazza Marcinelle, si trova una scultura realizzata da Pietro Cascella e due lapidi commemorative ed esiste un rapporto di gemellaggio tra i paesi di Manoppello, Casarano e Charleroi.

Personalità legate a Manoppello

Adolfo Pacini

Antonio Palanza

Domenico Battista Valessini

Donato "Daniel" Petrella

Giovanni Antonio Santarelli

‚Äʬ†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Marco Verratti, Calciatore

Monsignor Alberto Giuseppe Petaccia

Monsignor "John" Giovanni Maria Zazzara

Monsignor Nicola Girolamo Zazzara

Stefano del Lupo

Eventi e tradizioni

Terza domenica di maggio: Festa del Volto Santo

Agosto: sagra del pecorino

Frazioni: Manoppello Scalo, Ripacorbaria, Santa Maria Arabona

Vedi anche: Il Volto Santo; Il Volto Santo di Manoppello; Il Volto Santo Ritrovato

tutti pazzi per la Civita

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